Trombosi Venosa Profonda sintomi, cause.

Cause: La trombosi si verifica quando si forma un trombo nelle vene profonde dell’organismo, di solito in quelle degli arti inferiori.

I trombi possono essere causati da diversi fattori, vale a dire da tutto ciò che impedisce la circolazione sanguigna normale o la coagulazione normale. Diversi fattori sono in grado di aumentare il rischio di trombosi, tra di essi ricordiamo: Stare seduti per periodi protratti, ad esempio quando si guida o si fa un viaggio in aereo.

Se le gambe rimangono ferme troppo a lungo, i muscoli dei polpacci, che in condizioni normali aiutano il sangue a circolare, non si contraggono. Se questi muscoli non si muovono, si possono formare dei trombi all’altezza dei polpacci. Anche se stare seduti per periodi protratti rappresenta un fattore di rischio, la possibilità di comparsa della trombosi venosa profonda durante i viaggi in aereo o in auto è relativamente bassa.

Malattie ereditarie della coagulazione. Alcuni pazienti ereditano una malattia che fa coagulare il sangue con maggiore facilità. Questa malattia ereditaria può rimanere silente fin quando non si presentano altri fattori di rischio concomitanti.

Riposo a letto protratto, ad esempio durante un lungo ricovero in ospedale, o paralisi. Se le gambe rimangono ferme per lunghi periodi, i muscoli del polpaccio non si contraggono e quindi non aiutano il sangue a circolare, e questo facilita la formazione dei trombi.

Lesioni od interventi chirurgici. Le ferite e le lesioni alle vene, come pure gli interventi chirurgici, possono rallentare la circolazione sanguigna, aumentando il rischio di formazione di trombi. Gli anestetici generali usati durante gli interventi chirurgici possono far dilatare le vene, aumentando il rischio di ristagno del sangue e quindi di formazione di coaguli. Gravidanza.

La gravidanza aumenta la pressione all’interno delle vene del bacino e delle gambe. Le donne che soffrono di disturbi ereditari della coagulazione sono particolarmente a rischio. Il rischio di formazione di trombi può continuare anche fino a sei settimane dopo il parto. Tumore. Alcuni tipi di tumore aumentano la quantità dei fattori di coagulazione presenti nel sangue. Anche alcuni tipi di terapia contro il cancro aumentano il rischio di comparsa di trombi.

Insufficienza cardiaca. I pazienti che soffrono di insufficienza cardiaca sono a rischio di trombosi perché se il cuore è danneggiato non pompa il sangue con la stessa efficienza di un cuore normale, e quindi aumenta la possibilità che il sangue ristagni e si coaguli. Pillola anticoncezionale o terapia ormonale sostitutiva. I contraccettivi orali (pillola) e la terapia ormonale sostitutiva possono facilitare la coagulazione sanguigna. Pacemaker o catetere (tubicino flessibile) inserito in una vena.

Questi dispositivi medici possono irritare la parete del vaso sanguigno e rallentare la circolazione. Precedenti di trombosi venosa profonda o di embolia polmonare. Se in passato avete già sofferto di trombosi, avrete maggiori probabilità di soffrirne anche in futuro. Precedenti famigliari di trombosi o embolia polmonare. Se qualche vostro famigliare ha sofferto o soffre di trombosi o embolia polmonare, le probabilità che anche voi soffriate di trombosi aumentano. Sovrappeso o obesità.

I chili di troppo fanno aumentare la pressione nelle vene del bacino e delle gambe. Fumo. Il fumo influisce sulla coagulazione del sangue e sulla circolazione, e quindi fa aumentare il rischio di trombosi. Sintomi Nella metà dei casi circa, la trombosi non manifesta sintomi evidenti. Se i sintomi della trombosi si manifestano, tra di essi possiamo ricordare: Gonfiore della gamba colpita, della caviglia e del piede. Male alla gamba, che può estendersi anche alla caviglia e al piede.

Il dolore di solito si manifesta all’altezza del polpaccio e assomiglia a un crampo o ad uno stiramento. Rossore e aumento della temperatura della zona colpita. Male o gonfiore alle braccia o al collo. Possono comparire se il trombo si forma nelle braccia o nel collo. Riporto poi una testimonianza diretta di una paziente (Susanna, che ringrazio per la sua esperienza) che descrive quello che ha provato: [I sintomi della trombosi venosa profonda] non assomigliano per niente ad un crampo o ad uno stiramento; è un dolore intenso, molto intenso che si avverte come se provenisse dal centro della gamba, dal centro profondo della gamba, come se fosse presente un’asta arroventata tra la tibia e il perone.

I crampi sono sì dolorosi, ma è un dolore che potremmo definire di superficie. Preciso che le mie TVP sono tutte popliteo-femorali. E’ stato l’unico dolore fisico che mi ha fatto piangere.

fonte:www.farmacoecura.it

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Stress: 10 segnali di avvertimento

Lo stress rappresenta una delle possibili reazioni attuate dal nostro organismo di fronte ad eventi esterniin grado di essere considerati come una minaccia. Tra le cause dello stress possono essere presenti la perdita del lavoro, il divorzio, la scomparsa di un parente stretto o di una persona cara, incidenti, malattie gravi e trasferimenti. Ma anche, semplicemente, l’accumularsi di tensioni di vario genere, nell’ambiente familiare o lavorativo.


1) Nausea e vomito
Quali possono essere invece i suoi sintomi ed i segnali di avvertimento della presenza di unacondizione di stress? Ecco dieci di essi.

Nausea e vomito comparsi senza una motivazione apparente potrebbero essere considerati tra i segnali di avvertimento di uno stato di stress incipiente. Se nausea a vomito si prolungano per un periodo di tempo consistente, presentandosi con regolarità, ci si potrebbe trovare di fronte ad una vera e propria sindrome legata a stati d’ansia e di affaticamento psico-fisico. In simili casi è necessario integrare con acqua i liquidi persi e cercare di risalire alla reale fonte del disturbo, in modo da poterlo affrontare al meglio.

2) Caduta dei capelli

Lo stress è ritenuti tra le cause che possono generare la caduta dei capelli. Allo stress sono correlatealopecia aerata e sindromi più gravi, in grado di provocare una perdita di capelli consistente in poco tempo. A volte potrebbe non essere semplice ricollegare la perdita di capelli ad una situazione di stress, in quanto essa potrebbe avere luogo anche mesi dopo aver vissuto un evento stressante, a parere dell’American Osteopatic College of Dermatology.

3) Sanguinamento nasale

La correlazione tra sanguinamento nasale e condizione di stress si troverebbe al momento in corso di accertamento, ma alcuni sudi hanno evidenziato come vi possano essere pazienti esposti a tale problema nel corso di un periodo stressante. Secondo il British Medical Journal, ciò potrebbe essere dovuto aglisbalzi di pressione che potrebbero essere presenti per via dello stress. Un aiuto naturale per riequilibrare la pressione sanguigna è costituito dall’infuso di fiori di ibisco, meglio conosciuto come karkadè.

4) Difficolta’ di memoria

Le difficoltà di memoria potrebbero rappresentare un segnale di stress, in quanto secondo lo psicologo Jeffrey Rossman lo stress cronico sarebbe in grado di esporre l’ippocampo, l’area del cervello che controlla la memoria a breve termine, ad eccessivi livelli di cortisolo. Ciò può inibire la capacità del cervello di ricordare le informazioni apprese poco tempo prima. Identificare e rimuovere le cause dello stress potrebbe rappresentare un primo passo per risolvere il problema.

5) Difese immunitarie indebolite

L’indebolimento delle difese immunitarie costituisce uno dei più frequenti segnali di stress. Ciò è dovuto al rilascio da parte dell’organismo in modo eccessivamente prolungato di catecolamine, ormoni che contribuiscono alla regolazione del sistema immunitario, ma che in dosi eccessive possono interferire proprio con tale processo. Uno dei rimedi più semplici per allentare lo stress, scaricare le tensioni e rafforzare il sistema immunitario è costituito dall’esercizio fisico.

 

6) Sudorazione eccessiva

La sudorazione eccessiva può rappresentare un evidente e fastidioso segnale di stress. Essa può interessare in maniera particolare le zone delle mani e dei piedi. Nei casi più gravi di sudorazione eccessiva ci si potrebbe trovare di fronte ad iperidrosi. Lo yoga e la meditazione possono essere d’aiuto contro questo specifico sintomo di stress ed in generale per affrontare tale condizione.

7) Sindrome del colon irritabile

La sindrome del colon irritabile può essere legata ad una condizione di stress. Secondo studi recenti, lo stress può essere in grado di provocare modifiche nell’interazione tra intestino e cervello, responsabili dell’infiammazione che conduce al manifestarsi di tale sindrome. Un aiuto per la soluzione di tale problema intestinale potrebbe essere rappresentato dall’assunzione dei probiotici, ma sarebbe nel contempo consigliabile cercare di individuare le cause dello stress.

8) Tensioni muscolari

Improvvisa tensione muscolare, comparsa di tic nervosi, irrigidimento nei movimenti e comparsa di dolori. Ecco alcuni segnali fisici che potrebbero essere correlati ad una condizione di stress dovuta ad un eccessivo accumulo di tensioni di tipo psicologico ed emotivo che si manifestano attraverso l’organismo. Yoga, meditazione ed esercizi di rilassamento possono essere utili per sciogliere le tensioni ad ogni livello.

9) Amenorrea ed impotenza

I segnali di stress possono presentarsi in maniera differente negli uomini e nelle donne, coinvolgendo la sfera della salute sessuale. Per quanto riguarda le donne, attraversare situazioni molto stressanti potrebbe condurre alla scomparsa del ciclo mestruale (amenorrea) per periodi più o meno prolungati. Negli uomini lo stress viene considerato tra le cause più frequenti di impotenza.

10) Eczemi e psoriasi

Eczemi, psoriasi e manifestazioni cutanee di vario genere possono essere annoverate tra i segnali di avvertimento di una condizione di stress. Essi possono manifestarsi infatti con maggiore frequenza nelle persone soggette a forti tensioni e preoccupazioni. In caso di psoriasi, è possibile ricorrere ad alcuni rimedi naturali per alleviarne i sintomi.

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Rimedi naturali per il mal di denti

Per tutti coloro che non possono recarsi da un dentista nell’ immediato, e a coloro che non sono propensi all’utilizzo di antidolorifici, mondodentista.com ha raccolto in questo articolo tutti i rimedi naturali ed i consigli per far cessare o smorzare l’insopportabile dolore del mal di denti, ricordando che l’intervento di un dentista è sempre la soluzione migliore per eliminare definitivamente tale dolore.

Tra tutti i rimedi naturali contro questo dolore il migliore è dimostrato essere l’aglio.

Aglio:
Consigliato per denti cariati
L’aglio possiede una fortissima proprietà antisettica, l’allicina, che viene rilasciata quando l’aglio viene tritato o schiacciato, quindi dopo aver tritato l’aglio, appoggiatelo sulla zona dolente, e grazie alle sue proprietà aiuterà a calmare il dolore e a combatte l’infezione. Ricordatevi di non tenere l’aglio sulla zona dolente dopo che il dolore sarà passato poiché potrebbe causare piccole bruciature dovute a lunghi periodi di contatto.

Nel caso in cui non abbiate dell’aglio nella vostra dispensa, ecco numerosi altri metodi naturali contro il mal di denti, sono in ordine di forza:

Chiodi di Garofano:
Consigliato per denti cariati
Fate bollire una tazza di acqua con una decina di chiodi di garofano, coprendo la pentola per non far evaporare importanti proprietà del chiodo, fino a quanto l’acqua non si colorerà di un naturale giallo marrone, tipico dei chiodi di garofano. Attendete che il composto sia ad una temperatura adatta per degli sciacqui, e tenetelo in bocca per alcuni minuti.

Acqua Sale e Aceto o Tintura di Propoli:
Consigliato per ascessi:
Fate una soluzione di acqua aceto e sale (o tintura di propoli) e fate degli sciacqui insistendo nella zona dolente, tali prodotti sono potenti antibatterici naturali.

Cipolla:
Consigliato per ascessi
Prendete una cipolla e tagliatela a fettine comode da strofinare, strofinate la cipolla sulla zona dolente; anche la cipolla possiede delle proprietà antisettiche ed antidolorifiche che sono di sollievo per il mal di denti.

Camomilla e crema di Aloe vera:
Consigliato per Gengiviti
La camomilla possiede famose proprietà lenitive e calmanti, che sono utilissime per calmare le infiammazioni gengivali, prendete la camomilla, anche quella delle bustine va bene, e fate degli impacchi nella zona laddove la gengiva è infiammata per qualche minuto, fino a quando il dolore non si calmerà; Stessa cosa vale per l’aloe, con le sue potenti sostanze lenitive la crema di aloe, si trova in una qualsiasi farmacia se non l’avete in casa, funzionerà altrettanto bene come lenitivo.

Salvia:
Consigliato per carie e gengiviti
La salvia possiede proprietà antiinfiammatorie, usatela a diretto contatto con la zona dolente o preparate un decotto ed effettuate con questo degli sciacqui di alcuni minuti concentrandovi sulla zona infiammata.

Foglie di cavolo:
Consigliato per gengiviti
Le foglie di cavolo possiedono proprietà che servono a ridurre il gonfiore; applicatele con degli impacchi sulla zona gonfia e cambiatele sovente, sentirete un progressivo sgonfiore della gengiva.

 

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Semi di zucca: 10 proprieta’ benefiche

semi di zucca, nonostante le loro piccole dimensioni, possono essere considerato come un alimentoricco di proprietà benefiche e come uno spezzafame salutare, da sostituire ai classici snack confezionati.

Ecco le loro 10 principali proprietà benefiche.I semi di zucca sono benefici per il cuore, ci aiutano a garantirci un buon riposo notturno ed unabuona salute generale. Possono essere consumati crudi oppure tostati in forno a temperatura non troppo elevata per 15-20 minuti. Sono ottimi anche caldi e possono essere conditi con un pizzico di sale marino integrale. Possono essere acquistati già tostati, scegliendoli preferibilmente biologici, nei negozi di prodotti naturali.

1) Buon riposo

semi di zucca presentano un elevato contenuto di triptofano, un aminoacido precursore dellaserotonina, che contribuisce ad assicurarci non soltanto di vivere le nostre giornate all’insegna del buonumore, ma anche ad aiutarci a godere di un buon riposo nelle ore notturne, in modo da recuperare tutte le energie necessarie per affrontare gli impegni della giornata seguente.

2) Cuore e relax

Tra i componenti nutritivi presenti nei semi di zucca vi è il magnesio, un elemento che contribuisce a regalare al nostro organismo una sensazione di relax. Il magnesio è infatti considerato come una sostanza naturalmente calmante e rilassante, oltre ad essere ritenuto benefico per la corretta attività cardiaca.

3) Equilibrio

I semi di zucca presentano un contenuto da non sottovalutare di proteine altamente digeribili che contribuiscono a mantenere regolari i livelli di zuccheri nel sangue quando essi vengono consumati nel corso della giornata come snack. Mantenere i livelli degli zuccheri stabili può essere fondamentale quando si cerca di perdere peso. Ecco perché i semi di zucca sono spesso consigliati anche a chi segue una dieta dimagrante.

4) Omega3

I semi di zucca contengono acidi grassi essenziali omega3, fattore che li rende una fonte vegetale preziosa di questi elementi. La loro presenza permane in un alimento estratto da essi a freddo: l’olio di semi di zucca. Esso potrebbe rivelarsi d’aiuto nella cura di pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna, come suggerito da uno studio scientifico pubblicato nel 2009.

5) Zinco

Il contenuto di zinco dei semi di zucca li rende un alimento adatto ad essere consumato da parte della popolazione maschile, in quanto tale minerale è ritenuto in grado di svolgere un’azione protettiva nei confronti della prostata. L’assunzione di alimenti contenenti zinco è inoltre consigliata alle donne in gravidanza e a coloro che desiderano tenere sotto controllo i livelli di colesterolo.

6) Ferro

I semi di zucca, insieme a legumi come le lenticchie, i fagioli ed i ceci, possono essere considerati come una fonte vegetale di ferro. Assumerli come spuntino potrà contribuire a contrastare i cali di energia lungo il corso della giornata. I semi di zucca tostati possono sostituire in maniera salutare i classici snack acquistati al supermercato.

7) Proprietà antinfiammatorie

I semi di zucca sono considerati come un vero e proprio antinfiammatorio naturale, dal potere quasi medicinale. La loro assunzione può quindi contribuire ad attenuare gli stati infiammatori del nostro organismo. In alcuni casi possono aiutare a combattere irritazioni e gonfiori senza gli effetti collaterali tipici dei medicinali.

8) Fitosteroli

Essi sono al terzo posto della classifica dei semi e della frutta secca a maggior contenuto di fitosteroli. Vengono infatti superati da parte di semi di girasoli e di pistacchi, ma restano comunque una fonte da non sottovalutare. Tale caratteristica li rende in grado di abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

9) Benessere intestinale

I semi di zucca contengono una parte di quelle fibre vegetali da inserire nella nostra alimentazioneaffinché il nostro intestino possa funzionare in maniera regolare. La loro assunzione è dunque particolarmente indicata a coloro che presentano problemi da questo punto di vista e che desiderano ritrovare il proprio equilibrio.

10) Regolazione del pH

I semi di zucca contribuiscono ad alcalinizzare il pH dell’organismo. L’eccessiva acidità provocata dall’assunzione di alcuni alimenti (come carne, zuccheri e dolciumi, farina 00 e derivati) è stata correlata all’insorgere di stati dolorosi ed infiammatori. Altri cibi alcalinizzanti sono le verdure, con particolare riferimento a quelle che è possibile consumare crude.

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Fonte: Greenme.it

Ti senti gonfia? ecco I 10 cibi che sgonfiano

Ti senti gonfia come un pallone e vorresti avere uno spillo per sfiatare l’aria accumulata? Spesso il motivo è da ricercare nelle cattive abitudini alimentari che comportano ritenzione idrica e costipazione. Ecco una selezione di cibi che aiutano a sentirsi meglio!

Che sia un valido alleato per la digestione e il benessere dell’organismo già si sapeva. Ma quello che potresti non sapere è orientarti nella scelta dello yogurt più indicato: se tutti contengono i probiotici,  lactobacillus, il bifidus e l’acidophilus, è importante però scegliere quello che ha le colture più vive.

Per contrastare l’eccessiva presenza di sodio l’acqua è un formidabile rimedio per ridurre il gonfiore addominale. Meglio se si preferisce l’acqua liscia e minimo 8 bicchieri al giorno.

È una verdura consigliata per le diete perché contiene poche calorie e tante fibre. In pochi bocconi danno un senso di sazietà e hanno grandi capacità diuretiche e depurative grazie alla presenza di potassio e saponina.

Le fibre sono presenti nelle verdure come ravanelli, rucola, scarola, finocchi ecc. che presentano anche una buona quantità di acqua. Per questo sono validi alleati per scongiurare il rischio di gonfiore e ritenzione idrica.

Nemica numero uno della ritenzione idrica, l’ananas depura, dà una mano all’intestino pigro e aiuta la digestione grazie anche alla bromelina in essa contenuta. Mai più senza!

6 carciofi  Ciò che lo rende virtuoso ai fini della dieta anti-gonfiore sono le sostanze di cui è composto, come l’inulina e le fibre. Ma soprattutto per la presenza di cinarina che protegge il fegato aiutando la digestione e favorendo una regolare azione lassativa.

È tra i prodotti “principi” della diuresi e abbatti-gonfiore addominale. Il finocchio, cotto o presentato nell’insalata garantisce da pericoli di stitichezza grazie alla grande percentuale di acqua e fibre che esso contiene.

Oltre ad essere buonissime e rinfrescanti vengono incontro ad ogni tuo desiderio dimostrandosi all’altezza della situazione sul campo della diuresi, come lassativo, frutta disintossicante e depurativa.

La sua inconfondibile natura verde si accompagna ad un’altra certezza: che i kiwi sono i migliori a vincere battaglie contro la stitichezza. Perché? Per le fibre e la vitamina C di cui sono ricchi.

10 Papaya chiama papaina, il cui enzima presente nel frutto tropicale ha una natura analoga a certi enzimi della digestione del pancreas che trasformano le proteine in nutrimento.

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Pancia gonfia: 10 rimedi naturali per il gonfiore addominale

Pancia gonfia e gonfiori addominali. Ecco alcuni fastidi che potrebbero essere risolti migliorando il proprio stile alimentare e cercando di prendersi cura di sé in maniera naturale. Ricordarsi di masticare lentamente e dedicarsi maggiormente al movimento rappresentano buone abitudini che potrebbero essere parte della soluzione al problema. 

Vi indichiamo qui di seguito alcuni rimedi naturali considerati utili in proposito, nell’attesa di conoscere quali altre soluzioni benefiche siano state adottate dai nostri lettori per sconfiggere i gonfiori addominali.

1) Peperoncino Il peperoncino, con particolare riferimento al pepe di Cayenna, viene considerato come un alimento adatto a prevenire i gonfiori addominali, in quanto in grado di favorire la digestione, accelerare il metabolismo ed i processi di assorbimento delle sostanze nutritive, oltre che di eliminazione di gas e tossine. Tali proprietà benefiche sono attribuite al peperoncino per via della presenza al suo interno di una sostanza denominata capsaicina.

2) Finocchio Finocchio e tisana a base di semi di finocchio si rivelano due importanti alleati nel prevenire la pancia gonfia. Consumare finocchi e tisane al finocchio rappresenta una buona abitudine, adatta a favorire la digestione ed a prevenire e sconfiggere i gonfiori. I finocchi possono essere consumati sia cotti che crudi, mentre la tisana può essere bevuta sia calda, che tiepida, oppure fredda, trasferendola in una bottiglietta da portare con sé nel corso della giornata.

3) Mela Una mela al giorno leva il medico di torno, come sostiene un antico detto popolare, ormai considerato veritiero anche da parte della scienza. Arricchire la propria alimentazione con frutti ricchi di fibre come le mele permette di favorire il traffico intestinale, di migliorare la digestione e di prevenire gonfiori addominali. Un vero e proprio toccasana per la salute.

4) Tisana all’anice La tisana all’anice è considerata come un ottimo rimedio naturale per placare il gonfiore addominale dovuto ad una cattiva digestione. A seguito di un pasto più abbondante del solito, assumere una tisana a base di anice può essere d’aiuto per eliminare i gonfiori in breve tempo e rendere più agevole la digestione. Le dosi di assunzione e la quantità di prodotto da utilizzare per la preparazione della tisana di anice possono variare in base alla situazione di salute individuale. E’ bene rivolgersi ad un erborista.

5) Carbone vegetale  Il carbone vegetale attivo costituisce un rimedio naturale frequentemente consigliato nel caso in cui si presentino dei gonfiori addominali persistenti. Esso può essere acquistato in erboristeria o nei negozi di prodotti naturali ed è solitamente presente in vendita sotto forma di capsule o di tavolette da assumere accompagnate da abbondante acqua. In alcuni casi è possibile che venga consigliata una vera e propria cura a base di carbone vegetale attivo. E’ utile la consultazione di un esperto per comprendere se tale rimedio possa essere adatto alla propria situazione.

6) Acqua In alcuni casi il gonfiore addominale potrebbe essere provocato da ritenzione idrica. E’ probabile che non si stia bevendo acqua a sufficienza nel corso della giornata e che l’organismo stia faticando ad eliminare le tossine ed i liquidi in eccesso, che possono talvolta accumularsi a livello dell’addome. E’ dunque possibile valutare se la propria assunzione giornaliera di liquidi, con particolare riferimento all’acqua, sia da considerare insufficiente e cercare di bere di più, al fine di comprendere se la situazione di gonfiore in questo modo possa migliorare.

7) Evitare i cibi lievitati In alcuni casi un gonfiore addominale apparentemente ingiustificato potrebbe essere dovuto ad una intolleranza alimentare. Alcuni alimenti contenenti lievito di tipo industriale potrebbero essere la causa di gonfiore e di cattiva digestione. Attraverso appositi test è possibile scoprire se il gonfiore addominale può essere causato da un’intolleranza. Le intolleranze ai lieviti, al glutine o ai latticini possono presentare il gonfiore addominale tra i propri sintomi. In caso di dubbio, è bene consultare un esperto. In generale, anche in assenza di intolleranze, ma in presenza di gonfiore addominale, pietanze fritte ed eccessivamente condite o pesanti andrebbero evitate, al fine di non appesantire la digestione.

8) Zenzero  non rappresenta unicamente una spezia tuttofare in cucina, ma anche un rimedio naturale utile non soltanto in caso di tosse, raffreddore o mal di gola, ma anche per prevenire e combattere i gonfiori addominali. In questo caso è possibile provare ad assumere delle tisane preparate utilizzando della radice di zenzero. Lo zenzero in polvere o grattugiato può essere utilizzato per il condimento di pietanze come i legumi, al fine di migliorarne la digeribilità.

9) Movimento Il gonfiore addominale può essere accentuato da fenomeni come cattiva digestione, funzionamento irregolare dell’intestino e sedentarietà. La digestione viene favorita dal movimento, ritenuto importantissimo per la regolarità intestinale, soprattutto a fronte di una vita particolarmente sedentaria. Semplici camminate effettuate con costanza possono essere d’aiuto. E’ possibile inoltre affidarsi ad un insegnante di yoga competente, che saprà indicarvi le posizioni migliori, adatte ad attenuare il problema del gonfiore addominale.

10) Masticare lentamente Spesso ce ne dimentichiamo, ma la digestione degli alimenti inizia nella nostra bocca, attraverso il contatto dei cibi con gli enzimi contenuti nella saliva e grazie alla masticazione. Masticare lentamente ed a lungo permette che la digestione degli alimenti venga facilitata, una volta che essi passeranno allo stomaco e attraverso l’intestino. Il gonfiore addominale potrebbe essere dovuto semplicemente a pasti consumati di fretta e ad una masticazione insufficiente. Compiere un tentativo per rallentare e migliorare il proprio modo di masticare certamente non nuoce alla salute e potrebbe contribuire a risolvere il problema del gonfiore addominale.

fonte:www.greenme.it

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DIETA DELLA BANANA QUATTRO GIORNI AL MESE PER CHI DEVE PERDERE MAX 3 KG .

La dieta della banana fa parte della categoria delle diete dimagranti ; E’ una dieta ipoproteica e ipolipidica, indicata per le persone attive che praticano sport. E’ da seguire solo quattro giorni al mese, per chi deve perdere max 2 o 3 KG .

La banana è un frutto  nutriente, contiene una grande quantità di zucchero ed è ricca di vitamina C, di potassio e di fibre, a differenza di altri tipi di frutta; è adatta da utilizzare come spuntino nelle diete ipocaloriche in quanto ha un notevole potere saziante .

 

[ 1° giorno ]

Colazione : Un frullato preparato con un bicchiere di latte parzialmente scremato, una banana, due noci o mandorle, una tazza di thè.

Spuntino : Una spremuta d’arancia, una banana.
Pranzo: Una banana, 125 gr di yogurt intero con quattro cucchiai di muesli
Merenda : Un vasetto di yogurt magro.
Cena : Macedonia di banane e ananas condita con succo di limone (a volontà),
oppure, una banana, 100 gr di ricotta di mucca, una fetta di pane.

 

[ 2° giorno ]

Colazione : Un bicchiere di latte parzialmente scremato con cereali e una banana, un thè o caffè.

Spuntino: Una banana.
Pranzo : Una banana, un bicchiere di latte parzialmente scremato, una spremuta d’arancia.
Merenda : Una banana e un arancia.
Cena : Due banane e verdura a volontà, un cucchiaino d’olio extravergine, limone.

[ 3° giorno ]

Colazione : Un bicchiere di latte parzialmente scremato con cereali e una banana, thè o caffè.

oppure, 125 gr di yogurt, due cucchiai di muesli, una banana, thè o caffè.
Spuntino : Una banana, un arancia, un bicchiere di latte parzialmente scremato.
Pranzo : Una banana, due fette di pane, mezza tazza di fiocchi di latte, un’insalata mista, un cucchiaino d’olio extravergine, limone.
Merenda : Un bicchiere di macedonia fresca.
Cena : Una banana + due uova (sode o alla coque), 100g di latte parzialmente scremato, verdura cotta o cruda a volontà.

[ 4° giorno ]

Colazione : Un bicchiere le latte parzialmente scremato con cereali e una banana, thè o caffè.

Spuntino : Un succo di frutta.
Pranzo : Una banana, un uovo sodo o alla coque, una tazza di latte parzialmente scremato, una spremuta d’arancia.
Merenda : Una mela o una pera.
Cena : Una banana, 100g di tacchino lesso, verdura cotta o cruda a volontà.

fonte:giardiniblog

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La dieta dell’anguria, una taglia di meno in 7 giorni

L’anguria è uno tra i frutti estivi più dolci, buoni e amati da un po’ tutte le persone. Oltre ad avere un sapore ottimo, è anche benefico per la salute poiché possiede anche proprietà disintossicanti, diuretiche e anticolesterolo, aiuta a saziarsi in quanto contiene molta acqua e per questo motivo è perfetto per una dieta veloce e fresca.

La dieta dell’anguria promette infatti di far dimagrire se si assume questo frutto come alimento base. Chiaramente sono previsti anche altri cibi come cereali, latticini magri, verdure e carni magre in modo tale da non far mancare nulla al nostro organismo. È un tipo di alimentazione ipocalorica consigliato soprattutto a coloro che vogliono rimettersi in forma rapidamente nelle belle stagioni, anche per affrontare il caldo, visto che il frutto principe di questa dieta è forse amato proprio la sua freschezza, oltre che per il sapore dolce.

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Non manca anche il cetriolo, che possiede un ottimo contenuto di minerali e ottimo per reintegrare liquidi e sali persi quando si suda. È composto dal 96% di acqua e fornisce appena 14 calorie per etto, dunque è un valido aiuto quando si vuole fare una dieta dimagrante.

La dieta dell’anguria che viene proposta qui di seguito con un esempio settimanale fornisce circa 1200 kcal al giorno e permette di perdere un paio di chilogrammi in una sola settimana. Come sempre per ogni dieta, è consigliato bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno.

Lunedì
Colazione: tè verde, 2 fette biscottate di kamut, un cucchiaino di miele;
Spuntino: 100 g. di anguria in macedonia con uva nera, more, ribes e lamponi;
Pranzo: insalata mista di tarassaco, carota, cetriolo e sedano, condita con due cucchiai di tzatziki, 50-60 g. di pasta di farro con pomodori;
Aperitivo: un centrifugato di anguria, sedano e cetriolo;
Cena: 130 g. di branzino al forno o alla piastra, cicoria o spinaci lessati, 40 g. di pane ai cereali.

Martedì
Colazione: tè verde, 2 fette biscottate di cereali, un cucchiaino di gelatina di frutta;
Spuntino: una fetta d’anguria;
Pranzo: insalata mista con cetrioli, radicchio, indivia, lattuga, carote e sedano, 40 g. di pane ai cereali;
Aperitivo: un centrifugato con cetriolo, carote e melone;
Cena: 120 g. di petto di pollo alla griglia con salvia o rosmarino, verdure alla griglia, 40g. di pane di kamut.

Mercoledì
Colazione: uno yogurt di riso o di soia, due cucchiai di cereali integrali;
Spuntino: macedonia con anguria e frutta di stagione;
Pranzo: insalata mista di tarassaco, carota, cetriolo e sedano, condita con due cucchiai di tzatziki, crema fredda di cetrioli, verdure alla griglia condite con un cucchiaino d’olio extravergine;
Aperitivo: centrifugato di cetriolo, menta e tarassaco;
Cena: 130 g. di polpo in insalata, spinaci o bieta lessati e saltati in padella, 40 g. di pane ai cereali.

Giovedì
Colazione: un bicchiere di latte di riso, 2 fette biscottate ai cereali, un cucchiaino di miele;
Spuntino: una fetta d’anguria;
Pranzo: insalata verde con radicchio, indivia, cetriolo e sedano condita con due cucchiai di tzatziki, 50-60 g. di farro con crema di verdure;
Aperitivo: un bicchiere di frullato con cetriolo, kiwi e foglie di menta;
Cena: 120 g. di tagliata con rosmarino, peperoni verdi, rossi e gialli arrostiti conditi con poco olio e succo di limone, 40 g. di pane ai cereali.

Venerdì
Colazione: tè verde, 2 fette biscottate di cereali, un cucchiaino di gelatina di frutta;
Spuntino: macedonia con anguria e frutta di stagione;
Pranzo: insalata mista con carote, cetriolo e sedano condita con poco olio, 60 g. di riso integrale con carote, cipolla e zucchine;
Aperitivo: centrifugato di cetriolo, carote e sedano;
Cena: due uova in camicia oppure in padella con erbette e spezie, radicchio rosso e insalata belga alla griglia, cicoria lessa, 40 g. di pane ai cereali.

Sabato
Colazione: uno yogurt magro, due cucchiai di cereali integrali;
Spuntino: macedonia con anguria e frutta di stagione;
Pranzo: insalata mista con carote, cetriolo e sedano, ravanelli e cipolla condita con poco olio, 40 g. di pane ai cereali;
Aperitivo: centrifugato di cetriolo, kiwi e foglie di menta;
Cena: 120 g. di pollo lesso in insalata con carote, cetriolo e sedano condita con due cucchiai di tzatziki, 40 g. di pane ai cereali;

Domenica
Colazione: tè verde, 2 fette biscottate di kamut, un cucchiaino di gelatina di frutta;
Spuntino: una fetta d’anguria;
Pranzo: insalata mista con tarassaco, rucola e sedano condita con poco olio, 50-60 g. di pasta di kamut con pomodorini e cetrioli;
Aperitivo: centrifugato di cetriolo, carote e sedano;
Cena: cetrioli ripieni con 120 g. di tonno al naturale, due cucchiaio di tzatziki e foglie di menta, 40 g. di pane ai cereali.

Fonte: diredonna.it

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L’anguria contro colesterolo e malattie cardiache

L’anguria come alleato del cuore e contro il colesterolo cattivo.  Oltre ad essere fresca e gustosa, il frutto estivo per eccellenza, costituisce un valido aiuto naturale contro le malattie cardiache, perché permette di ridurre i livelli di colesterolo cattivo (tecnicamente conosciuto come ‘Lld’) e a tenere il peso corporeo sotto controllo.

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Secondo gli studiosi, l’anguria – apprezzata da adulti e bambini – potrebbe diventare una nuova arma naturale per tenersi in forma e proteggere il cuore grazie all’azione della citrullina, una sostanza contenuta nel frutto e già nota alla comunità scientifica per le sue proprietà benefiche contro l’ipertensione e le malattie cardiache.A rivelare le preziose proprietà del “cocomero” è uno studio pubblicato sul Journal of Nutritional Biochemistry, condotto da un team di ricercatori dell’Università americana di Purdue.

Sappiamo che l’anguria fa bene alla salute perché contiene la citrullina – ha spiegato Shubin Saha, primo autore dello studio – ma non sappiamo ancora a che livello molecolare lavori questa sostanza. Questo sarà il passo successivo da esaminare nelle prossime ricerche“.

anguria cuore

In realtà, secondo alcuni studiosi, basterebbe una fetta al giorno di cocomero per aiutare il nostro organismo a ridurre i livelli di colesterolo cattivo.

Purtroppo il cocomero non è più di stagione, ma con l’arrivo della prossima estate avremo un motivo in più per fare il pieno anguria, con centrifughe, frullati, succhi, macedonie e gelatine!

Fonte: Greenme.it

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I sintomi del diabete: scopri se sei diabetico

I sintomi iniziali della malattia dipendono innanzi tutto dal tipo di diabete: nel caso di diabete di tipo 1 si assiste di norma a: un esordio improvviso, spesso associato a febbre, poliuria (aumentata quantità di urine), polidipsia (sete), astenia (sensazione di stanchezza), perdita di peso, secchezza cutanea (pelle secca), perdita di peso inspiegabile, maggiore sensibilità alle infezioni.

Ultimamente vai sempre più spessi in bagno a fare pipì? Questo potrebbe succedere perchè l’eccessiva quantità di zuccheri nel sangue non consente ai reni di lavorare in condizioni ottimali, costringendoli ad eliminare un’aumentata quantità di liquidi per diluire sufficientemente lo zucchero presente. La poliuria viene diagnosticata quando la produzione giornaliera di urina supera i 2 litri al giorno. Se ti senti come se non riuscissi a bere a sufficienza e questo ti porta ad assumere quantità eccessive di liquidi potrebbe essere un sintomo di diabete: questo è una diretta conseguenza dell’aumentata produzione di urine: se espelli più pipì l’organismo invia segnali di sete per non disidratarsi.

Normalmente gli zuccheri assunti con la dieta, una volta assorbiti, vengono trasportati dal sangue in tutti i distretti dell’organismo dove le cellule sono in grado di prelevarlo grazie all’insulina; se questa sostanza non è prodotta in quantità sufficiente o le cellule diventano insensibili alla sua presenza, l’energia prodotta dagli zuccheri non è più disponibile e il corpo si affatica, manifestando stanchezza e debolezza muscolare.

Esistono poi altre manifestazioni del diabete, che intervengono però solo sul medio lungo periodo: neuropatie, visione offuscata, … In caso di diabete tipo 2 i sintomi sono meno evidenti, al punto da non consentire una diagnosi rapida e certa: si ha quindi un alto valore di glicemia, ma senza i sintomi caratteristici del diabete di tipo 1.

E’ chiaramente indispensabile, per la diagnosi, rilevare un alto valore di glicemia, ossia la quantità di zucchero nel sangue, sintomo imprescindibile di diabete.

E’ possibile conoscere questo valore con un esame del sangue, sia esso fatto in ospedale o presso diverse farmacie che offrono questo servizio Hai il diabete? Per una corretta e sicura diagnosi di diabete basta che si rilevi una sola delle seguenti condizioni: Sintomi di diabete (aumentate urine, sete, perdita di peso inspiegabile) in presenza di un valore di glicemia misurata in un momento qualunque della giornata superiore a 200 mg/dl. Glicemia a digiuno superiore a 126 mg/dl, per digiuno s’intende la assoluta mancata assunzione di cibo da almeno 8 ore. Glicemia maggiore o uguale a 200 mg/dl durante una curva da carico;

questo test lo si effettua di norma in ospedale, somministrando una quantità nota e definita di zuccheri e rilevando in seguito come cambia il valore misurato. Esistono infine alcune situazioni in cui, pur non superando i valori indicati di glicemia, si parla di intolleranza glucidica: Glicemia a digiuno tra 100 e 125 mg/dl Glicemia durante una curva di carico tra 140 e 200 mg/dl Molto spesso queste condizioni si registrano in presenza di altre condizioni patologiche come sovrappeso, dislipidemia (semplificando, colesterolo e/o grassi in eccesso nel sangue), ipertensione (ossia pressione alta).

fonte:farmacoecura

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