Per combattere la gelosia occorre un duro lavoro interiore, non bastano solo le buone intenzioni.
Bisogna cercare di aumentare la propria autostima che, in chi è affetto da gelosia morbosa, è spesso bassa. Si può cercare di aumentarla indirizzando i propri interessi verso altri obiettivi che possono far aumentare la fiducia in sè stessi. Inoltre vanno anche indagate le cause di questa bassa autostima causa della gelosia. Spesso chi soffre di quest'ultima, durante la propria infanzia, non ha ricevuto adeguati riconoscimenti per i propri risultati o capacità da parte dei genitori. Quest'ultimi non hanno mai manifestato fiducia e stima nei confronti del "futuro" geloso, contribuendo a rafforzare il senso di "valere poco o niente". Se "valgo poco o niente" s'arriva ad immaginare, in maniera più o meno inconscia, che anche il partner, prima o poi, preferirà un' "altro migliore".
La tristezza ci fa soffrire e dura a lungo? Succede perché, in genere, la accogliamo con un atteggiamento sbagliato. La viviamo con fastidio e speriamo che se ne vada in fretta. Ma qualsiasi emozione arriva per un motivo. Accettarla significa, in realtà, permetterle di svolgere più in fretta la sua funzione. Cercare di bloccarla, al contrario, equivale a prolungarla.
La depressione è un'alterazione dell'umore differente dalla tristezza; per parlare di sindrome depressiva, infatti, occorre una presenza quotidiana, per almeno sei mesi, di pessimismo, disinteresse per le relazioni e i progetti futuri, chiusura in se stessi, atteggiamento apatico e grande nostalgia del passato. Nei casi più seri si verificano anche: disturbi del sonno, scarso appetito e perdita di peso.
Al di là della terapia farmacologica e della psicoterapia, la cui efficacia è stata dimostrata, esistono molti rimedi più semplici che chiunque può praticare a casa propria. Tra questi le tecniche di rilassamento, che richiedono uno sforzo limitato e possono essere utilizzate in qualsiasi momento. Queste tecniche rappresentano una risposta naturale e fisiologica allo stress; possono verificarsi anche quando non si è coscienti di queste reazioni del nostro corpo. Il rilassamento viene definito come uno stato psicofisico nel quale l'individuo si sente sollevato dalla tensione. Raggiungere uno stato di rilassamento significa quindi essere in grado di controllare il livello di attivazione fisiologica, in modo tale da creare i presupposti per liberarsi dalla tensione.
L'ansia, la cui etimologia latina richiama concetti quali il sentirsi soffocare, stretti, è connotata da varie sensazioni per lo più spiacevoli fra cui il timore, la paura, l'apprensione, la preoccupazione, la sensazione che le cose possano sfuggire di mano, il bisogno di trovare una soluzione immediata e, nel caso di esposizione prolungata, la frustrazione e la disperazione.
Stress e ansia sono strettamente collegati, tant'è che possiamo considerarli come due facce della stessa medaglia; come già detto nelle pagine precedenti il rapporto individuo/ambiente è soggetto a frequenti interazioni di tipo stressorio, le quali possono provocare come conseguenza l'ansia. Gli stressors, ovvero gli elementi ambientali (intesi anche come situazioni, esperienze o persone) che producono una sollecitazione sull'organismo, subiscono sempre un'elaborazione di tipo cognitivo, dalla quale dipende in gran parte la reazione della persona. L'ansia deriva da queste elaborazioni, per esempio nel caso in cui la persona percepisca il pericolo come reale e desideri liberarsene. Lo stress in sostanza è la prima sollecitazione che l'organismo subisce quando vi è un cambiamento nell'equilibrio tra organismo e ambiente. L'ansia è una sua possibile conseguenza.
La regola per combattere l’ansia parte da un’unica affermazione, che l’ansia non va combattuta. Non dobbiamo combattere, dobbiamo cedere. Dobbiamo imparare a non pretendere niente da noi stessi, dobbiamo fare le cose per come le sappiamo fare non per come dovrebbero essere fatte. L’idea di non migliorarci ci può regalare uno stato di pace, non dobbiamo avere alcuna aspettativa ma essere semplicemente presenti nelle azioni che facciamo. Bisogna che impariamo a non guidarci e a non dirci sempre “sei andato bene” o “non sei andato bene”.
Il modo in cui lo studente affronta lo stress è la chiave che permette di comprendere se esso potrebbe rappresentare o meno un problema per la sua salute.
Lo stress è naturale e fa parte della vita di ogni individuo. Lo scopo primario dello stress è quello di aiutarci a fronteggiare situazioni difficili. A piccole dosi, lo stress è positivo poiché ci stimola a lavorare sodo e a fare del nostro meglio. Lo stress rafforza i sensi e i tempi di reazione, migliorando, di conseguenza, le prestazioni dello studente, esami inclusi.
Seguire un regime alimentare salutare riduce il rischio di diabete, ipertensione e malattie cardiache, ma non è tuttora chiaro se lo stesso valga per l'Alzheimer. Tuttavia, esistono alimenti in grado di mantenere in buona salute il nostro corpo, cervello compreso.
Condimenti
La ricerca sostiene che consumare alimenti ricchi di vitamina E sia un toccasana per il benessere del nostro cervello. Sono inclusi anche i condimenti per insalata a base d'olio d'oliva, i semi, la frutta secca e i cereali integrali. I maggiori benefici sono stati riscontrati nei soggetti che hanno consumato cibi ricchi di vitamina E e non integratori contenenti tale vitamina.
La vitamina E è un potente antiossidante ed aiuta a proteggere i neuroni o cellule nervose. Nel morbo di Alzheimer, i neuroni presenti in alcune parti del cervello cominciano a morire, innescando il processo degenerativo che porta al deterioramento cognitivo.
Pesce
Il salmone, lo sgombro, il tonno e altri tipi di pesce sono ricchi di acidi grassi omega 3 salutari per il cuore, incluso l'acido docosaesaenoico (DHA). Sembra che questo acido sia molto importante per preservare il normale funzionamento dei neuroni. Inoltre, mangiare più spesso pesce significa consumare minori quantità di carne rossa e di altre forme di proteine ricche di grassi saturi (noti come una delle cause primarie dell'occlusione delle arterie).
Verdura
Il cavolo, gli spinaci e i broccoli sono ottime fonti di vitamina E e acido folico. Per esempio, un piatto di spinaci crudi apporta il 15% circa del fabbisogno minimo giornaliero di vitamina E, mentre una porzione di spinaci cotti ne apporta il 25%.
Il meccanismo con il quale l'acido folico protegga il cervello non è chiaro, ma si ipotizza che esso riduca i livelli di un acido, conosciuto come omocisteina, nel sangue. Livelli elevati di omocisteina possono provocare la morte delle cellule nervose del cervello. L'acido folico, quindi, aiuterebbe a contrastare un eventuale aumento dei livelli di omocisteina. Inoltre, un alto livello di omocisteina è correlato anche ad un elevato rischio di malattie cardiache.