I benefici dell’olio di cocco per i denti. Mai più carie.

L’olio di cocco è un olio di origine vegetale estratto dalla polpa della noce di cocco, detta anche copra. Tra gli oli vegetali è quello con il minore contenuto di acidi grassi insaturi, ovvero di acidi oleici tipici dell’olivo d’oliva.

E’ utilizzato tradizionalmente nell’industria cosmetica e anche in medicina, in particolare nei trattamenti per i capelli, li nutre e li protegge dalle aggressioni climatiche. L’olio di cocco, trattato con un particolare tipo di enzima, fa anche molto bene ai denti per combattere la carie.

Quest’olio così dolce sarebbe infatti in grado di contrastare la proliferazione di uno dei batteri più dannosi per la formazione di carie: lo Streptococcus Mutans. Questa particolare proprietà dell’olio di cocco è stata rivelata da uno studio pubblicato dall’Athlone Institute of Technology di Dublino in Irlanda che dimostra che se opportunamente trattato è in grado di contrastare molto efficacemente la diffusione dei batteri che provocano la formazione di carieai denti.

L’idea sarebbe quella di creare prodotti per l’igiene orale a base di olio di cocco modificato con gli enzimi, ad esempio colluttori o dentifrici per esaltarne le proprietà antibatteriche e prendersi cura dei propri denti in modo del tutto naturale.

[Fonte]

 

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Tutti i benefici del mare per la salute

Il mare fa bene alla salute. Trascorrere qualche ora in spiaggia può veramente essere un toccasana a vantaggio del nostro benessere generale. Sono molti infatti i benefici che possiamo ricavare sia dall’esposizione al sole che dal bagno nell’acqua salata. Importanti vantaggi per la nostra salute possono derivare anche dalla sabbia della spiaggia e dall’aria che respiriamo in riva al mare. Vediamo nello specifico tutti i benefici che possiamo ricavare trascorrendo una giornata al mare.

L’esposizione al sole

L’esposizione al sole può essere veramente importante per la nostra salute. Non dobbiamo infatti dimenticare che i raggi del sole sono in grado di stimolare nel nostro organismo la sintesi della vitamina D. Quest’ultima detiene un ruolo di fondamentale rilevanza per fissare il calcio nelle ossa e per combattere l’osteoporosi. Inoltre la vitamina D è fondamentale anche per il sistema immunitario.

raggi del sole sono molto importanti per aiutare il nostro corpo a produrre l’ormone della crescita, il quale non occupa solo un ruolo essenziale nella crescita dei bambini, ma svolge funzioni non secondarie anche negli adulti, contribuendo alla salute delle ossa, dei capelli e della pelle nei soggetti adulti.

Il bagno nell’acqua salata

Immergersi nell’acqua salata del mare si rivela salutare per varie ragioni. L’acqua salata possiede delle proprietà antibatteriche grazie al fatto che in essa sono presenti alcuni minerali, come il sodio, lo zolfo e il rame. Si può rivelare fondamentale come cura per gli eczemi e per la psoriasi. Chi soffre di ritenzione idrica può ricavarne molti benefici, perché l’acqua del mare promuove la riattivazione della circolazione sanguigna e di conseguenza una migliore ossigenazione dei tessuti.

Le sabbiature

Le sabbiature si rivelano molto utili nel combattere i dolori alle articolazioni e i problemi reumatici. Chi ama prendersi cura del proprio corpo anche in vista di una bellezza naturale può utilizzare la sabbia mescolata all’acqua del mare come maschera esfoliante per il viso e per tutto il corpo. Il mare è un alleato della salute e della bellezza.

L’aria del mare

Da non trascurare è la qualità dell’aria che respiriamo quando siamo al mare. Si tratta di un tipo di aria che è ricca di sali minerali, che il nostro organismo riesce ad assimilare attraverso la respirazione. Gli esperti raccomandano di respirare profondamente passeggiando sulla battigia, approfittando soprattutto dei momenti in cui il mare è mosso e le onde liberano maggiormente le particelle di cloruro di sodio, di magnesio, di iodio e di potassio.

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Fonte: www.tantasalute.it


Il gelato fa bene alla salute

Il gelato fa bene alla salute: è proprio il caso di dirlo. In effetti si rivela un alimento in grado di apportare parecchi benefici al nostro organismo, a partire da tutti i nutrienti fondamentali che fornisce: calcio e vitamina B. Forse stentiamo a crederci, ma va ben anche nell’ambito di una dieta ipocalorica. Se scegliamo i gusti alla frutta, non dobbiamo temere per le calorie, a patto di non esagerare con le porzioni. In sostanza, proprio ciò che ci serve per appagare gusto e benessere, adesso che stanno per arrivare la bella stagione e il caldo. Vediamo nello specifico pregi e virtù del gelato.

Oltre ad essere nutriente, si può considerare un cibo ad indice glicemico basso. Questo vuol dire che consente di evitare i picchi dell’insulina e ci fa sentire sazi più a lungo. Le cellule assorbono lentamente ilglucosio e lo utilizzano per ricavare energia, trasformandolo in grassi.

Per ciò che riguarda le calorie, siamo su circa 150 kcal su 100 grammi per quelli alla frutta e su 300 kcal per 100 grammi per i gusti alla crema.

In entrambi i casi comunque non mancano gli apporti a favore della salute. La frutta mette a disposizioneantiossidanti, la crema proteine del latte o delle uova; non mancano sali minerali, grassi facilmente digeribili e fosforo utile per i muscoli.

Il gelato è ottimo anche per chi fa sport. Contiene acqua in abbondanza per reintegrare le perdite dovute al sudore che si produce durante l’esercizio fisico. Il lattosio e il saccarosio inoltre si rivelano importanti per il metabolismo dei globuli rossi e per il tessuto nervoso.

Alcuni gusti in particolare, come la nocciola e il pistacchio, sono ricchi di omega 3 e di omega 6, che contribuiscono a combattere gli effetti dell’invecchiamento cellulare.

Da non dimenticare che il gelato fa bene anche all’umore. Lo hanno dimostrato differenti studi scientifici sull’argomento, come quello condotto dagli esperti dell’Institute of Psychiatry di Londra: mangiando il gelato, si innesca nel cervello un meccanismo di ricompensa molto simile a quello che si ottiene nel momento in cui ci si dedica all’ascolto della propria musica preferita.

Ciascuno trova una motivazione psicologica che dà soddisfazione: ritorno nostalgico all’infanzia, aiuto nelle crisi sentimentali, consolazione dopo una giornata faticosa.

In ogni caso la risposta emotiva non è mai assente. Il discorso vale anche per i vari gusti: caffè e tiramisù per ricaricarsi, amarena e pistacchio, con i loro colori, per rilassarsi, cioccolato per contrastare i momenti di tristezza.

Una ricerca dell’Università di Amsterdam ha messo in evidenza che mangiare un delizioso gelato influisce sulle espressioni del viso, che diventano improntate ad una sensazione di gioia. Il discorso sembra valere soprattutto per gli Italiani, che possono contare su una tradizione legata al gelato affermata.

D’altronde non dobbiamo sottovalutare il fatto che gli zuccheri facilmente assorbibili riescono ad attivare la corteccia orbito – frontale, un’area cerebrale inserita in quello che viene definito il circuito del piacere.

Fonte: tantasalute.it

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Rigeneriamo la pelle e il corpo con gli alleati naturali

fra inverno e primavera, il nostro corpo è stanco per le tossine accumulate ma inizia a percepire i primi segnali di “risveglio”: è il momento di iniziare a stimolarlo…

 

Riattivare il metabolismo cellulare bloccato da freddo e sedentarietà

Per metter in atto la giusta strategia preventiva, tra gli alleati naturali più efficaci troviamo le alghe azzurre: questi vegetali marini sono ricchi di iodio, che stimola il metabolismo, e di principi attivi che riattivano il microcircolo, svolgendo quindi un’azione bruciagrassi e incrementandoo la produzione di elastina e collagene, che migliorano l’elasticità cutanea. Si può abbinarle al grano saraceno, cereale dall’azione liporiducente, al sale marino integrale, drenante all’argilla, che disintossica in profondità i tessuti, e agli oli essenziali ad azione antinfiammatoria.

 

Per preparare la pelle, fai lo scrub con yogurt e grano saraceno

Prepara la pelle ai trattamenti alle alghe mediante uno scrub delicato, sfruttando le proprietà della farina di grano saraceno: deterge in profondità ed è ricca di fitosteroli che stimolano la scissione dei grassi e ostacolano la formazione di nuove cellule adipose.

 

Come fare: Metti in una ciotola 3 cucchiai di farina di grano saraceno, 3 cucchiai di yogurt bianco naturale e biologico (rassodante) e 2 cucchiai di olio extravergine di oliva (nutriente ed emolliente). Mescola gli ingredienti fino a ottenere una crema omogenea; dopo una doccia rapida, massaggia la miscela su tutte le zone in cui noti che la pelle è più floscia e meno compatta, con piccoli movimenti circolari, infine risciacqua con abbondante acqua tiepida e asciuga tamponando delicatamente con un asciugamano. L’azione meccanica della farina massaggiata sulla pelle apre i pori e smuove le scorie metaboliche che impediscono alla cute di “respirare”, rendendola spenta e atonica.

 

Per un’azione” d’urto” ripeti i trattamenti 2 volte a settimana

L’apporto di iodio, fornito dai trattamenti a base di alghe e sale marino, ha un doppio effetto: da una parte ravviva il metabolismo cellulare e “risolleva” i tessuti inflacciditi, dall’altra ha un’azione bruciagrassi. È importante fare impacchi, bagni e massaggio almeno 2 volta la settimana per tutto il mese di febbraio.

 

L’impacco d’alghe

Contro i cedimenti cutanei, sono utilissimi gli impacchi a base di fanghi d’alga; li trovi in commercio già pronti all’uso, altrimenti preparali seguendo le nostre istruzioni.

 

Come si prepara: Mescola un etto di argilla verde, un cucchiaio di alghe in polvere, poco olio di calendula (stimola la circolazione e disinfiamma i tessuti), 2 gocce diolio essenziale di cipresso e 2 di arancio amaro (drenanti). Forma una pastella e applicala sulle zone da trattare, coprendole con della pellicola trasparente; dopo mezz’ora rimuovila con una spugna e acqua tiepida.

 

I benefici: Dopo i primi fanghi, la pelle è più compatta.

 

Immergiti nel bagno anti ristagni

Grazie all’azione combinata del sale integrale, che “asciuga” i ristagni presenti nei tessuti, e del fucus (bruciagrassi) questo bagno riattiva il microcircolo venoso e linfatico.

 

Fai così: Dopo scrub  e fango, mescola tre manciate di sale marino integrale con 3 gocce di olio essenziale di pompelmo, 3 di arancio e 3 di limone. Versa il composto nell’acqua calda della vasca, e aggiungi anche 2 cucchiai di estratto fluido di fucus. Resta immersa nell’acqua del bagno per circa 15 minuti. Il corpo apparirà più snello, leggero ed elastico.

 

Ricompatta i tessuti con il massaggio agli oli mediterranei

Dopo il bagno sfrutta l’azione del calore che, dilatando i pori, migliora l’assorbimento dei principi attivi, praticando un massaggio riattivante.

 

Preparazione: Aggiungi a 30 ml di olio di vinaccioli (rassodante) 3 gocce di olio essenziale di rosmarino, 3 di limone e 3 di salvia. Fai un massaggio sulla pelle rilassata.

 

I vantaggi: Risollevi i tessuti cedevoli e stimoli la formazione di nuovo collagene.

Fonte: obiettivobenessere.tgcom24.it

 

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Denti: attenzione alle mele dolci

Denti a rischio con i troppi zuccheri? Attenzione anche ad alimenti apparentemente innocui. Stando a uno studio condotto dal King’s College di Londra anche le mele molto dolci sarebbero dannose per la salute dei denti.

I ricercatori guidati da David Bartlett hanno arruolato mille persone tra i 18 e i 30 anni e ne hanno esaminato lo stato di salute dei denti nel corso del tempo; hanno così potuto stilare una speciale classifica dei cibi nemici dei denti che riserva non poche sorprese.

Ad esempio, le persone che mangiano regolarmente mele dolci sarebbero esposte a un rischio di danno alla dentina di 3,7 volte superiore rispetto agli amanti delle bibite in lattina. Ma come è possibile che un alimento così importante per la nostra salute, come la mela, possa mettere a rischio la salute dei denti? A spiegarlo è proprio Bartlett sulle pagine del Journal of Dentistry: l’importante non è cosa mangiare, ma come accostare gli alimenti tra loro.

Alcuni prodotti possono, infatti, contrastare gli effetti collaterali provocati anche dal migliore dei cibi. Un esempio è proprio la mela: un prodotto ricco di acidi che alla lunga provoca una riduzione del calcio; bere latte o mangiare latticini insieme alla mela aiuta a riequilibrare questo processo.

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Sintomi e segni della sclerosi multipla

 

La sclerosi multipla può colpire qualsiasi area del sistema nervoso centrale (SNC), pertanto da un punto di vista clinico è caratterizzata da un’ampia varietà di segni e sintomi neurologici.
E’ una malattia estremamente variabile ed imprevedibile; fin dal suo esordio si esprime in modo diverso da caso a caso e nell’ulteriore decorso clinico può mutare in uno stesso individuo.

I sintomi che verranno di seguito nominati non si presentano mai tutti contemporaneamente, ma con un andamento variabile ed imprevedibile nel tempo.
Non è possibile, infatti, prevedere quali sintomi si presenteranno alla prossima ricaduta, con che entità, quanto tempo intercorre tra una ricaduta e l’altra, quanto tempo è necessario per il loro recupero; purtroppo, inoltre, non è possibile prevedere se vi sarà un recupero completo o incompleto in seguito ad ogni attacco.
Gli stessi sintomi possono presentarsi in modo variabile da paziente a paziente; in alcuni la malattia può colpire maggiormente determinate aree corporee, che possono differire da quelle di altri soggetti.

Per esordio si intende la prima comparsa dei sintomi propri della malattia; essi si manifestano più spesso in modo acuto, cioè nell’arco di minuti fino ad ore, o in modo subacuto cioè in giorni fino a settimane. Nel 10% dei casi , circa, la sintomatologia si instaura molto lentamente , nell’arco di sei mesi o più.

I sintomi con cui la malattia si esprime più frequentemente all’esordio  possono essere:

una diminuzione della forza muscolare ad uno o ad entrambi gli arti, specie a carico degli arti inferiori;
l’alterazione della sensibilità come intorpidimento e formicolii  ad uno o a più arti;
una diminuzione della vista ad uno o ad entrambi gli occhi;
disturbi dell’equilibrio e/o della coordinazione nel compiere i movimenti.

Quest’ultimi sono i sintomi che statisticamente si manifestano con maggiore frequenza all’esordio e all’inizio di malattia, ma seppur in una percentuale inferiore la sclerosi multipla può esordire con sintomi altrettanto importanti quali:

lavisione doppia, detta anche diplopia;
una paralisi facciale e/o nevralgia del trigemino;
disturbi vescicali, intestinali e/o sessuali;
vertigini associate a nausea e vomito;
nistagmo;
disturbi di carattere cognitivo. 

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Prevenzione e benessere fisico negli ambienti di lavoro

Gli individui possono impegnarsi in pratiche positive di salute, considerate come parte di uno stile di vita più generale che riflette la capacità dei soggetti di anticipare i problemi, prevenendo la morbilità e la mortalità, e di mobilitarsi per far fronte ad essi in modo attivo. E tuttavia non sembra molto diffuso uno stile di vita ‘protettivo’ della salute. Infatti, indagini recenti hanno evidenziato la forte diffusione tra la popolazione di questi comportamenti patogeni: la sedentarietà riguarda il 65% degli italiani, il soprappeso il 41%, l’uso di alcool il 10% circa, il fumo il 30%.

Il benessere del personale negli ambienti di lavoro è un obiettivo che dovrebbe essere perseguito dai datori di lavoro o dirigenti per molteplici motivi, dovrebbe essere permesso ai lavoratori sedentari di svolgere un minimo di attività fisica durante l’orario di lavoro o quanto meno agevolarli in qualche modo, per esempio attrezzare il luogo di lavoro prevedendo un luogo dove poter allestire una piccola palestra oppure ricavare nei luoghi di lavoro un ambiente dove potersi docciare per invogliare i lavoratori a raggiungere il posto di lavoro attraverso un’attività fisica come bicicletta o corsa dove lo permette il percorso non trafficato e non inquinato.

Con l’anzianità di servizio dei lavoratori sedentari si riscontra un aumento di problematiche di salute collegate all’aumento del peso, al consumo di tabacco o alcool, e, quindi, incentivando, invogliando i lavoratori sedentari ad un minimo di attività fisica potrebbe verificarsi, per esempio, che almeno una piccola percentuale senta il bisogno di fumare di meno o di bere meno alcolici per essere più in forma per praticare un minimo di attività fisica, e di tutto ciò ne trarrebbero vantaggio prima di tutto gli stessi lavoratori sedentari e le proprie famiglie, inoltre, se i lavoratori sedentari diventano più prestanti, più in salute ne trarrebbero vantaggio anche i datori di lavoro o dirigenti che anche se dovessero fare a meno di una parte del tempo che i lavoratori decurterebbero all’orario lavorativo, in compenso potrebbero contare sul personale che, ad esempio farà meno assenze per malattia e meno pause per il fumo.

 

Circa il 60% degli adulti tra i 25 e i 64 anni non svolge alcuna attività fisica.

La mancanza di attività fisica e una alimentazione scorretta sono causa di molte patologie delle società industrializzate.

I benefici effetti del movimento riguardano la prevenzione ed il miglioramento:

–          delle malattie cardiovascolari

–          dell’ipertensione

–          dell’ipercolesterolemia

–          dell’obesità e sovrappeso

–          del diabete non insulino-dipendente

–          dell’osteoporosi

–          dell’ansia e depressione

–          dell’insonnia

Alcuni studi dimostrano che persone fisicamente attive hanno una spettanza di vita superiore ai sedentari in media di circa 6 anni.

Altri studi documentano che l’esecuzione di un’intensa attività sportiva è molto efficace nel ridurre la sintomatologia depressiva, rallenta, inoltre, il declino fisico e cognitivo che talvolta caratterizza l’invecchiamento e garantisce un buon riposo notturno.

Il cammino rappresenta il primo livello per tutti coloro che desiderano iniziare a dedicarsi alla propria salute. Camminare ogni volta che è possibile, ricordandoci che i benefici maggiori si ottengono con la continuità.

Sfruttare al meglio il tempo a nostra disposizione anche ad esempio andando in ufficio:

– prendendo i mezzi pubblici per andare al lavoro

– scendendo una fermata prima della destinazione

– passeggiando durante le pause lavorative

– utilizzando le scale al posto dell’ascensore

– andando a parlare di persona con il collega anziché utilizzare il telefono o l’e-mail.

In molte aziende americane sono previsti appositi spazi adibiti a palestre e centri fitness per i dipendenti, oltre a orari nei quali si può svolgere attività fisica. L’intento è quello, fornendo un servizio ai propri dipendenti, di migliorarne il benessere psico-fisico e, di conseguenza, la produttività. Talemodus operandi svolge inoltre un ruolo essenziale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari o l’obesità (particolarmente diffusa proprio negli USA). In Italia, a parte poche aziende, questo modello di wellness aziendale non si è ancora diffuso.

Il National Institute for Health and Clinical Excce (NICE) ha realizzato la NICE public health guidance 13 che è una linea guida che formula raccomandazioni sulla prevenzione e sulla promozione della salute.

Le raccomandazioni sono 4:

1.       politiche e pianificazione

–         viene spiegato chi dovrebbe agire e cioè i datori di lavoro, gli operatori sanitari che si occupano di salute pubblica, i rappresentanti dei lavoratori;

–         sono descritte le azioni da intraprendere attraverso l’elaborazione di un piano o una politica aziendale per incoraggiare e sostenere i lavoratori a svolgere maggiore attività fisica.

2.       implementazione di un programma di attività fisiche

–    viene spiegato chi dovrebbe agire e cioè i datori di lavoro, gli operatori sanitari che si occupano di salute pubblica, i rappresentanti sindacali;

–    sono descritte le azioni da intraprendere attraverso l’introduzione ed il monitoraggio di un progetto aziendale volto ad incoraggiare i lavoratori a svolgere attività fisica prevedendo: politiche di lavoro flessibile e forme di incentivo; politiche per incoraggiare a camminare; passaggi di informazioni su come mantenersi attivi e sui benefici dell’attività fisica; offerta di controllo medico da parte di personale sanitario qualificato.

3.       elementi che compongono un programma di attività fisica

–    viene spiegato chi dovrebbe agire e cioè i datori di lavoro, gli operatori sanitari che si occupano di salute pubblica, i rappresentanti sindacali;

–    sono descritte le azioni da intraprendere: incoraggiare i lavoratori a percorrere il tragitto casa-lavoro-casa, o una parte di esso, a piedi, in bicicletta o usando altri mezzi che permettano loro di fare esercizio fisico, eventualmente comprendendo il tragitto casa-lavoro come orario di lavoro; aiutare i lavoratori a mantenersi fisicamente attivi durante la giornata lavorativa;

4.       sostenere i datori di lavoro

–    viene spiegato chi dovrebbe agire e cioè i Direttori e gli operatori di sanità pubblica, Associazioni attive nell’ambito della promozione dell’attività fisica, o della salute occupazionale.

–    sono descritte le azioni da intraprendere: offrire supporto ai datori di lavoro fornendo informazioni sulle risorse locali o in merito ai servizi offerti da esperti di attività fisica, , gli operatori sanitari che si occupano di salute pubblica, i rappresentanti sindacali.

Incrementare i livelli di attività fisica aiuterà a prevenire e a tenere sotto controllo più di 20 fattori di rischio e di malattia, compreso il cancro, le malattie cardiovascolari, il diabete e l’obesità. Questo incremento può, inoltre favorire lo stato di benessere mentale.

Dott. Matteo SIMONE

Psicologo – Psicoterapeuta

Fonte: Nienteansia.it

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proprietà e benefici della salvia

 

La salvia, appartenente alla famiglia delle Labiatae, si presenta come un arbusto sempre verde: ha un fusto eretto, che può raggiungere al massimo 70 cm e le foglie hanno una caratteristica forma (sembrano piccole lance, lunghe e abbastanza affusolate) e si presentano piuttosto spesse e dure. I fiori della salvia, di un colore che va dal blu al viola, compaiono generalmente in primavera, prediligendo il sole, nonostante sia possibile trovarla anche in climi piuttosto rigidi. Essa si trova generalmente nelle zone mediterranee e negli orti coltivati mentre è molto difficile riconoscerla allo stato selvatico. Il suo “ciclo” dura circa 5 anni, trascorsi i quali va piantata di nuovo.


 La pianta è conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà salutari, ciò che spiega il suo nome, proveniente da “salvus” che significa appunto “sano”. I Galli, in particolare, ritenevano che la salvia avesse la capacità di guarire tutte le malattie e che agisse efficacemente da “deterrente” contro febbre e tosse. Alcuni addirittura credevano che avesse il potere di resuscitare i morti e per questo veniva anche utilizzata nella preparazione di riti magici. I Romani la consideravano una pianta sacra tanto che esisteva un vero e proprio rito per la raccolta (che spettava a pochi eletti), i quali dovevano addirittura indossare un abbigliamento particolare dopo aver compiuto sacrifici. I cinesi ritenevano che la salvia fosse in grado di “regalare” la longevità: nel XVII secolo, un cesto di foglie di salvia veniva scambiata dai mercanti olandesi con tre cesti di tè. Nella medicina popolare, già nel Medioevo, veniva usata come cicatrizzante sulle ferite e piaghe difficili da rimarginare.

Metodo di conservazione 
La salvia è una pianta aromatica e il suo principio attivo si ricava dalle foglie, le quali vengono raccolte nei mesi primaverili ed estivi, visto che questa pianta predilige i climi caldi, mentre si lascia riposare in inverno. Le infiorescenze vengono messe ad essiccare in luoghi ombrosi e conservate in sacchetti di tela o carta. Per conservare bene le foglie fresche, bisogna invece riporle in piccoli vasi di vetro al riparo della luce.

 

I componenti della salvia 
La salvia contiene olio essenziale, ricco di alfa e beta thujone, alfa e beta pinene, acetato di linalile, cineolo, borneolo, acetato di bornile, canfora, acido ursolico, acido oleanolico, saponosidi, acido fumarico, acido clorogenico, caffeico, rosmarinico, glicerico, salvina, enzimi, perossidasi, ossidoreduttasi, vitamina B1 e C, resine e sostanze estrogene. Anche i flavonoidi sono presenti nella pianta così come i glucosidi del luteolo e dell’apigenolo. L’olio essenziale di salvia possiede un’alta percentuale di tujoni e chetoni ad azione neurotossica e va usato per via interna solo su prescrizione del medico.

 

Le proprietà terapeutiche della salvia 
Della salvia sono particolarmente note le sue proprietà antinfiammatorie, balsamiche, digestive ed espettoranti. Essa inoltre è in grado di curare le sindromi mestruali dolorose e i disturbi della menopausa (in particolare quel fastidioso disturbo chiamato “caldane”: per questo viene anche chiamata “estrogeno naturale”). Offre una buona risposta contro la ritenzione idrica, gli edemi, i reumatismi e le emicranie ed è anche indicata nelle gengiviti e gli ascessi. È un “deterrente” del diabete e accelera il processo di cicatrizzazione dopo una ferita.


Le proprietà mediche della salvia 
La salvia è uno stimolante dell’organismo, è di aiuto durante il ciclo mestruale e combatte gli stati di astenia e depressione. È particolarmente indicata in caso di esaurimento fisico o intellettuale, ma non solo: è molto benefica per il cervello e aiuta la memoria. Alcuni antichi medici cinesi la utilizzavano anche per curare l’insonnia. È anche un gastroprotettore poiché ha un’azione antispasmodica ed è utile nel diabete perché riduce la glicemia. Viene riconosciuta alla pianta anche un’azione estrogena che agisce efficacemente come anti–sudore. Spesso viene anche utilizzata come rimedio per digerire e, se conservata opportunamente, “salva” i cibi dal deperimento.


La salvia in cosmesi 
Molti dentifrici sono a base di salvia; in assenza del prodotto preparato si possono semplicemente strofinare i denti con una foglia fresca per ottenere un effetto sbiancante. Un infuso di salvia consente di restituire ai capelli il colore scuro e le lozioni preparate con la salvia detergono la pelle. Per preparare un tonico astringente alla salvia sono necessari 4 cucchiai di salvia essiccata e di alcool etilico, un pizzico di borace, 3 cucchiai di amamelide e 10 gocce di glicerina. Dopo aver fatto macerare la salvia nell’alcool per due settimane, si deve filtrare la sostanza ottenuta, sciogliere il borace nell’amamelide e aggiungervi l’alcool. Dopodiché si unisce la glicerina e si travasa il tutto in una bottiglia con tappo sotto vuoto. Prima di usare il preparato, sarà bene agitare il contenitore. 

Brevi e utili consigli 
La salvia è controindicata per chi soffre di patologie nervose e va consumata con cautela da parte delle donne nel periodo di allattamento; inoltre occorre fare molta attenzione nel non farla entrare in contatto con recipienti di ferro. Da ricordare anche che l’olio essenziale risulta tossico per il sistema nervoso e può causare crisi epilettiche anche in piccolissime dosi. Come tisana, si può utilizzare solo per brevi periodi.

 

In cucina 
Le foglie della salvia vengono utilizzate in cucina fresche o essiccate per insaporire i cibi, dai primi piatti ai secondi di carne e pesce e persino nelle torte salate. Si può anche preparare un’ottima bevanda per restituire forza ad una persona convalescente: fare macerare per otto giorni 100gr. di foglie e fiori essiccati in un litro di vino e bere un bicchierino dopo i pasti. Il fumo di salvia elimina odori di cucina e di animali. Per realizzare ottime frittelle alla salvia, preparare una ventina di foglie di salvia grosse, 200gr. di farina, acqua minerale fredda, sale e olio. Mescolare la pastella con la farina, l’acqua e poco sale. Lavare e asciugare delle foglie di salvia e quando l’olio è caldo, intingere le foglie nella pastella e friggerle. Sgocciolarle sulla carta assorbente e spolverare di sale. Servirle calde e fragranti accompagnate da vino bianco secco e fresco.

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alitosi come curarla

Diciamo che per combattere l’alitosi bisogna capire qual’e’ la causa,comunque nel frattempo possiamo usare qualche rimedio naturale per combattere l’alito cattivo.  Per curare questo disturbo possiamo innanzitutto assumere i fermenti lattici , ancora ottima è l’assunzione di vitamina B1. Temporaneamente si può risolvere il problema masticando una bacca di ginepro, naturalmente senza inghiottirla e 1 volta ogni tanto. Per quanto riguarda l’alimentazione si consiglia di mangiare mele perche esercitano un’azione pulente di denti e gengive..e poi fanno anche bene a tutto il resto.

 

Rivolgersi al medico se:                                                                                                                   

  • L’alito rimane pesante per piu’ di 24/48 ore senza che abbiate mangiato nulla di quanto indicato sopra.
  • Tonsille con placche biancastre o zaffi caseosi
  • Avete una dentatura in disordine con piorrea o  numerose carie da bonificare.
  • Soffrite di sinusiti o bronchiti catarrose.
  • Siete diabetici

 

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