Alleviare i bruciori di stomaco con i cibi antiacido

Sono tantissime le persone che soffrono di bruciori di stomaco in maniera ricorrente, spesso e volentieri indipendentemente da ciò che mangiano. Questo non significa che la pirosi gastrica (questa la definizione medica del disturbo) non abbia nulla a che vedere con l’alimentazione, ma piuttosto che all’origine di questa iper produzione di succhi gastrici ci sono altre patologie.

Gastrite (ovvero infiammazione delle mucose interne dello stomaco) e reflusso gastroesofageo sono le malattie che più di frequente danno come sintomo i bruciori di stomaco. Anche lo stress incide non poco in tutti i disturbi a carico dell’apparato digerente. 

Yogurt (contrariamente a quanto ritenuto, il latte invece aggrava il problema, perché se inizialmente sembra dare sollievo, in fase digestiva produce sostanze irritanti per la mucosa gastrica)Tuttavia, anche se la causa scatenante della pirosi gastrica non è di natura alimentare, è altrettanto vero che proprio attraverso una dieta mirata possiamo alleviare questo fastidioso problema, che ci provoca dolori, affatica il nostro stomaco e può renderci davvero la vita molto più complicata. Chi soffra di bruciori di stomaco in modo ricorrente, sa bene quanto questo problema possa diventare sgradevole e far letteralmente passare la voglia di godersi un buon pranzo, magari con gli amici. In commercio esistono molti farmaci adatti, medicinali antiacido che, però, sono in effetti dei palliativi. Durante la fase acuta del disturbo, è meglio organizzare i nostri menù puntando su cibi “sfiammanti” (ovvero alcalini, che contrastino l’iperacidità), che riducano e assorbano i succhi gastrici alleviando il nostro bruciore. Vediamo una lista dei più indicati:

  • Pesce magro cucinato in modo leggero e condito a crudo (merluzzo, platessa, sogliola, nasello, rana pescatrice eccetera)
  • Carne magra cucinata in modo leggero
  • Verdura cotta come le bietole, gli spinaci i broccoli 
  • Patate, carote e zucchine lesse o al vapore 
  • Banane
  • Mele e pere non acide, anche cotte al forno
  • Pane con poca mollica o leggermente tostato
  • Fette biscottate
  • Pasta e riso cucinati al dente in porzioni ridotte e conditi in modo leggero (evitate il sugo di pomodoro, che è acido)

Da evitare, invece, tutti i frutti e le verdure acide, gli zuccheri e le bevande alcoliche, i dolci, il latte e i derivati tranne lo yogurt, i cibi in scatola (ad esempio il tonno e i sottaceti, i sughi pronti e i dadi da brodo), pepe e peperoncino, cioccolato e menta, dolci di qualunque tipo e dolcificanti sintetici, bevande gassate. Quando si soffre di acidità e bruciori di stomaco bisogna inoltre cercare di consumare i pasti in tutta calma, masticando lentamente e alla perfezione ogni boccone prima di ingoiarlo, ed evitare pranzi e cene troppo ricchi di portate, così come i cibi grassi e iper conditi. Un piccolo sacrificio per un grande beneficio, è il caso di dirlo!

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I rimedi per denti bianchi (con la banana) e alito profumato fai da te

Non c’è nulla di più seducente di un bel sorriso. Denti bianchi e alito fresco sono un biglietto da visita straordinario per chiunque, in grado di affascinare e attrarre magicamente. Questo perché la bocca, insieme agli occhi, è il punto focale del viso, la usiamo per comunicare, per esprimere il nostro stato d’animo, per mangiare, ma anche per baciare.

In questo senso nessun punto del corpo è più strategico per attirare l’attenzione. Labbra carnose, magari ben truccate con un rossetto alla moda, sono un’infallibile arma di seduzione ma… che accade se quando si apre la bocca ciò che appare sono denti gialli e un alito pestilenziale?

Ecco perché è così importante curare l’igiene della bocca e dei denti, perché è bene farsi controllare dal proprio dentista regolarmente ed effettuare una pulizia dei denti ogni tanto. Per quanto riguarda l’igiene orale casalinga, questa è ancora più importante, perché altrimenti rischiamo davvero di compromettere la salute di denti e gengive. L’alito cattivo, infatti, nella maggior parte dei casi è proprio provocato da una igiene dentale poco scrupolosa che abbia lasciato in bocca residui di cibo imputriditi, da infezioni della gengiva e dei denti, da carie trascurate. Insomma, un bel disastro originato dalla proliferazione dei batteri del cavo orale.

Quindi, per purificare l’alito, innanzi tutto laviamoci i denti con un buon dentifricio al fluoro e usiamo sempre il filo interdentale per rimuovere qualunque traccia di cibo. Ogni giorno, poi, per un’azione antibatterica e igienizzante, facciamoci un bello sciacquo del tutto naturale con un bicchiere d’acqua e un cucchiaino di sale da cucina o di bicarbonato di sodio. Per un’azione disinfettante ancora più efficace possiamo aggiungere un cucchiaino di acqua ossigenata. Per garantirci l’alito sempre fresco durante il giorno con rimedi naturali, poi, possiamo masticare una fogliolina di salvia, dei semi di cumino oppure un chicco di caffè.

rimedi naturali, denti bianchi, alito cattivo, infezioni gengive, carie, salvia, E per sbiancare i denti? Senza aspettarci miracoli, possiamo rimuovere la patina grigiastra che si deposita regolarmente sopra lo smalto dei denti effettuando ogni tanto un bel lavaggio con lo spazzolino pulito e asciutto spolverato di bicarbonato di sodio e ben passato su denti e gengive. Si tratta di un rimedio molto efficace ma attenzione a non effettuare questa operazione troppo spesso perché ha un lieve effetto abrasivo. Altro rimedio naturale molto buono è quello di strofinare su denti e gengive la parte interna (quella bianca) della buccia di banana. Tutto chiaro? Provate!

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10 rimedi naturali per smettere di mangiarsi le unghie

Vi mangiate le unghie e vorreste smettere? Esistono numerosi rimedi naturali che potranno aiutarvi. Sulle unghie rosicchiate, a scopo curativo, potrete applicare gel d’aloe vera, burro di karitè, oleolito di iperico, oleolito di lavanda o olio di mandorle dolci.


Evitate invece, in presenza di taglietti, sostanze che possono causare forte bruciore, come il 
succo di limone, a meno che non vogliate ottenere un leggero effetto disinfettante. Se volete smettere di rosicchiarvi le unghie, provate a seguire uno dei seguenti metodi.

 

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1) Olio d’oliva

Immergete la punta delle dita fino a coprire bene le unghie in olio d’oliva o in un altro olio vegetale 2 volte al giorno per 20 minuti. Si tratta di un vero e proprio rimedio curativo per le unghie, che contribuisce ad ammorbidire le cuticole. Per renderlo efficace in modo da allontanare la tentazione di rosicchiarle, dovrete aggiungere all’olio un ingrediente che ne renda il sapore molto sgradevole come peperoncino e succo di cipolla. Potete anche lasciare marinare nell’olio per alcune ore uno spicchio d’aglio.

olio oliva

2) Salsa piccante

Immergete le unghie a lungo in una salsina piccante, ad esempio al peperoncino o al tabasco, in modo che il sapore dei condimenti rimanga a lungo su di esse, anche dopo averle risciacquate. Non utilizzate questo rimedio sui bambini, in quanto potrebbero strofinarsi gli occhi con le dita provocando bruciore.

3) Gel d’aloe vera

Il gel d’aloe vera è un rimedio curativo per le unghie che può essere modificato in modo opportuno, per renderne il sapore sgradevole dopo l’applicazione. Ad esempio, potreste aggiungere al vostro gel una o due gocce di aceto di vino bianco o di olio di Neem.

aloe vera unghie

4) Olio essenziale di Tea Tree

L’olio essenziale di Tea Tree ha un sapore molto sgradevole e in più non dovrebbe mai essere ingerito se non sotto stretto controllo medico, come tutti gli oli essenziali molto concentrati e potenti. Applicatelo sulle unghie di tanto in tanto, meglio se diluito in olio vegetale. Il suo odore piuttosto fastidioso vi impedirà di rosicchiarle.

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5) Pepe di Cayenna e peperoncino

Il pepe di Cayenna, noto come rimedio naturale per la cura della salute per il suo contenuto di capsaicina, è una soluzione utile per evitare di rosicchiarsi le unghie. Strofinate sulle unghie del pepe di Cayenna fresco o in polvere, se non amate i sapori piccanti, come soluzione deterrente. Al pepe di Cayenna potrete sostituire del peperoncino fresco o in polvere.

pepe di cayenna

6) Aceto bianco

Ecco un ulteriore rimedio che si trova facilmente in ogni cucina e che potrà aiutarvi a dire addio alla cattiva abitudine di mangiarvi le unghie. Immergetele una volta al giorno per 5 minuti in una ciotolina che avrete colmato con dell’aceto bianco o di mele. L’aceto balsamico potrebbe macchiare le unghie.

aceto

7) Aglio

Strofinate le vostre unghie con uno spicchio d’aglio intero o tritato. Il sapore che rimarrà sulle vostre dita non vi invoglierà a rosicchiarvi le unghie. L’applicazione dovrà essere costante, in modo che siate incoraggiati, col passare dei giorni, a dimentica re la vostra cattiva abitudine.

8) Bucce di cipolla

Se non avete a disposizione dell’aglio, potrete servirvi di una cipolla. Per evitare sprechi alimentari, potreste scegliere di strofinare sulle unghie direttamente la buccia della cipolla stessa, ma anche la sua polpa o una fettina tritata, così come la cipolla essiccata, risultano rimedi adatti.

9) Succo di limone

Attenzione. Le vostre dita potrebbero bruciare se applicherete il succo di limone in presenza di taglietti. Immergete le unghie nel succo di limone – meglio quando la pelle attorno alle unghie non è intatta – per 5 minuti al giorno, in modo che la punta delle dita assuma un sapore sgradevole.

limone

10) Succo di pompelmo

Se il succo di limone non svolge un effetto repellente su di voi, poiché il suo sapore non vi risulta sgradito, provate con una bevanda o con un liquido che abbia un sapore più amaro. Una soluzione utile può essere rappresentata dal succo di pompelmo, ma anche dal succo ottenuto da aglio e cipolle.

Conoscete altri metodi o rimedi naturali che su di voi hanno funzionato?

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Rimedi naturali e alimentazione per gambe gonfie, stanche, pesanti

Le gambe sono protagoniste dell’estate, ma il caldo che spinge a scoprirle è anche responsabile di ciò che può appannarne il fascino. Vediamo come soccorrere con l’alimentazione e i giusti rimedi naturali le gambe gonfie, pesanti, con formicolii o capillari evidenti. Sono punto d’appoggio, arma di seduzione, strumento privilegiato del movimento: preservare la bellezza e il benessere delle gambe è fondamentale. Soprattutto in estate, quando le alte temperature, favorendo la dilatazione dei vasi, acuiscono una serie di disturbi che magari per mesi sono rimasti sotto traccia. Ecco quindi comparire gonfiore, senso di affaticamento, fragilità capillare, indolenzimenti e, a volte, dolore. Complice l’assetto ormonale, questi disturbi sono più frequenti nel sesso femminile, che è anche quello più sensibile al risvolto estetico del problema. Per fortuna i rimedi non mancano.

Sul podio, tra le risorse della fitoterapia, troviamo ippocastano (Aesculus hippocastanum), vite rossa (Vitis vinifera) e pungitopo o rusco (Ruscus aculeatus): sono piante che esplicano un’azione vasotonica, angioprotettiva e antiedemigena. Il ginkgo (Ginkgo biloba), poi, è un efficace antiossidante e migliora il microcircolo inibendo l’aggregazione delle piastrine.

Per avere una risposta più rapida e decisa da questi rimedi naturali, è opportuno l’utilizzo sinergico per alcuni mesi di compresse (1-2 al giorno) e di creme o gel locali, da applicare mattina e sera con massaggi lenti dal basso verso l’alto. In entrambe le formulazioni si ritrovano in genere associate più erbe tra quelle citate, talvolta insieme ad altre ancora, dalle analoghe proprietà.

Integratori di vitamina C, meglio se contenenti anche flavonoidi (quercetina, rutina, esperidina), hanno un effetto benefico sulla resistenza delle pareti venose. Scegliete compresse da almeno 500 milligrammi, da assumere per tutta l’estate.

Un ruolo di primo piano, come sempre, lo svolge l’alimentazione. Spesso a peggiorare la situazione concorrono cibi ricchi di sale, che notoriamente promuove la ritenzione idrica. Abbondate invece con alimenti ad alto contenuto di potassio, che facilitano la diuresi, stimolando l’eliminazione dei liquidi in eccesso. Rinforzano e preservano l’elasticità delle vene tutti i frutti di bosco: in primis mirtilli, ma anche more, ribes, lamponi. Se poi non vi disturba il sapore, non trascurate aglio e cipolla che, grazie alle concentrazioni di rutina, aiutano a fluidificare il sangue e a prevenire la formazioni di coaguli.

L’attività fisica è un efficace rimedio a costo zero contro le gambe gonfie e pesanti. La cattiva circolazione e il ristagno venoso sono infatti figli di due eccessi: la vita sedentaria e le troppe ore trascorse in piedi. E’ utile quindi dedicare al movimento almeno 30 minuti consecutivi al giorno, prediligendo attività aerobiche (passeggiata veloce, corsa, nuoto, bicicletta, step). Se invece si è costretti a stare in piedi a lungo, più o meno immobili, il consiglio è di alzarsi sulle punte ogni tanto: il gioco tra contrazione e rilassamento muscolare facilita il flusso circolatorio.

Ci sono poi piccole norme di comportamento, da seguire non certo solo d’estate, ma anche nel resto dell’anno, a scopo preventivo:

  • evitare abiti stretti e calzature che comprimono i polpacci 
  • riservare i tacchi alti alle occasioni speciali; 
  • abolire i bagni troppo caldi 
  • tenere sotto controllo il peso 
  • quando possibile, sdraiarsi appoggiando i piedi ad un cuscino, in modo che siano sollevati di circa 15 centimetri dal resto del corpo, per favorire il ritorno del sangue al cuore 
  • coccolare le gambe con una doccia quotidiana che alterni acqua tiepida e acqua fredda risolvere la stitichezza, che è in grado di aggravare le difficoltà circolatorie degli arti inferiori. 


Ancora una volta abbiamo a disposizione soluzioni semplici e a buon mercato. Non lasciate che sia la pigrizia a congiurare contro la salute – e la bellezza – delle vostre gambe.

 

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Russare: cause e rimedi naturali per smettere

Smettere di russare. Ad ognuno di noi può capitare di russare di tanto in tanto, ma se il fenomeno si presenta di frequente, può influenzare la qualità del sonno e la sua durata, oltre che infastidire i propri famigliari o compagni di stanza. 


Quali sono le cause? 
Russare può condurre ad una durata insufficiente del riposo notturno e ad avvertire per via di ciò una evidente sensazione di affaticamento durante il giorno. Identificare la causa del fenimeno rappresenta il primo passo per porre rimedio alla situazione.

A proposito del russare, le cause possono essere molteplici e variare da un soggetto all’altro. Il fenomeno può essere imputato alla presenza di tessuti organici all’interno della cavità nasale o della gola maggiormente tendenti a vibrare, poiché più morbidi o flessibili del normale. Anche la posizione che la lingua assume durante il riposo può rappresentare un fattore da non sottovalutare.

Il rumore viene generato nel momento in cui, mentre si dorme, l’aria si trova ostacolata dal poter fuoriuscire liberamente dalle cavità nasali e dalla bocca. Una ostruzione parziale a livello del naso potrebbe essere provocata da una deviazione del setto nasale. Ostacoli presenti all’interno del naso o della bocca portano i canali di passaggio dell’aria a restringersi e ciò è causa del rumore che viene avvertito dall’esterno. Tra i più comuni fattori che possono influenzare il passaggio dell’aria dalla bocca e dalle cavità nasali durante il sonno vi sono:

1) Eta’

Con l’avanzare dell’età i tessuti all’interno delle cavità nasali e della gola si rilassano, con particolare riferimento ai muscoli. Ciò non permette al respiro di fluire liberamente e provoca rumore.

2) Costituzione

Gola stretta, adenoidi dilatate e palatoschisi (una malformazione del palato, che si presenta come una fenditura più o meno estesa della parte anteriore del palato duro) possono essere considerate tra le cause del russare determinate dalla costituzione fisica individuale. Negli uomini, inoltre, i canali di passaggio dell’aria sono solitamente più stretti. Anche sovrappeso e scarso tono muscolare sono considerati fattori da non sottovalutare.

3) Problemi nasali

Dal banale raffreddore, alla sinusite, ad una deviazione del setto nasale, problemi alle narici e ostruzioni parziali delle vie respiratorie di vario genere concorrono tra i fattori che possono contribuire al presentarsi del fenomeno del russare.

4) Posizione

La posizione che si assume durante il sonno è importante. Chi russa non dovrebbe dormire sulla schiena, in quanto una simile postura porta i tessuti interni alla gola a rilassarli ed a bloccare in parte le vie respiratorie. Da ciò si origina il rumore.  

5) Fumo, alcolici e medicinali

Il fumo, l’assunzione di bevande alcoliche e di alcune tipologie di medicinali possono contribuire ad accentuare il fenomeno, in quanto tali sostanze possono concorrere ad un maggiore rilassamento dei muscoli, con le conseguenze di cui sopra.

Quali sono i rimedi?

1) Dormire su un fianco

Se ci si rende conto di come il fenomeno del russare si accentui nel momento in cui ci si trovi a dormire sulla schiena, la soluzione più semplice consiste nel cambiare posizione, girandosi su di un fianco, in modo da lasciare più libera la gola.

2) Cambiare cuscino

Utilizzare due cuscini o un cuscino più alto del solito può contribuire a mantenere aperte e libere le vie respiratorie, sorreggendo il collo e la gola. I cuscini devono essere scelti e posizionati in modo tale che la schiena risulti adagiata in una posizione non dolorosa o fastidiosa,

3) Suffumigi

Se la causa del vostro russare è generata da una congestione nasale dovuta a raffreddori o allergie, una delle possibili soluzione consiste nell’effettuare dei suffumigi con acqua e bicarbonato o oli essenziali prima di andare a dormire, in modo da liberare le vie respiratorie.

4) Tecniche di rilassamento

Ansia, stress ed agitazione possono disturbare il sonno ed accentuare il fenomeno indesiderato. A questo proposito è possibile ricorrere ad alcune tecniche di rilassamento da porre in essere prima di andare a dormire, in modo da favorire un sonno ristoratore ed un riposo indisturbato. Tali tecniche di rilassamento possono essere approfondite mediante la lettura del “Manuale pratico per smettere di russare” diRoberto Fabbroni, in cui vengono spiegati semplici esercizi a cui dedicarsi prima di coricarsi.

5) Jala Neti

Verificare che le cavità nasali siano libere prima di andare a dormire è fondamentale per evitare di russare, in particolare se si è consapevoli di essere soggetti al fenomeno. Soffiarsi semplicemente il naso potrebbe non essere sufficiente. Perciò e possibile ricorrere ad un metodo per la pulizia delle cavità nasali che prevede l’utilizzo di acqua salata e di un piccolo strumento simile ad una teiera, denominato Jala Neti.

6) Cerottini nasali

Se il problema non riguarda i tessuti interni alla gola, ma una apertura insufficiente delle caità nasali, gli appositi cerottini nasali potrebbero essere utili a migliorare la situazione. La loro efficacia può variare da persona a persona, a seconda dell’entità e delle reali cause del problema.

7) Evitare gli alcolici

Il consumo di alcolici può incidere sul riposo notturno, rendendolo irregolare e poco efficace. Può inoltre provocare un maggior rilassamento dei tessuti interni alla gola ed alle narici, causando un maggiore sfregamento dell’aria contro le loro pareti e quindi rumore.

8) Smettere di fumare

Il fumo può compromettere la corretta funzionalità del nostro apparato respiratorio, favorire la produzione di muco e la formazione di ostruzioni a livello delle cavità nasali. Può inoltre essere causa della comparsa di colpi di tosse notturni, che potrebbero contribuire ad un sonno ancora più disturbato e difficoltoso.

9) Doccia calda

Concedersi una doccia calda prima di andare a dormire, a parere degli esperti, può contribuire a liberare la cavità nasali, in particolare a causa del vapore acqueo che verrà respirato e che contribuirà a dilatare le stesse. Durante la doccia è inoltre possibile effettuare una pulizia delle narici con acqua tiepida o un risciacquo con acqua leggermente salata.

10) Idratazione

La disidratazione può essere la causa di fenomeni di secchezza che interessano le membrane interne della gola o del naso. Per tale motivo si raccomanda di bere semplice acqua naturale a sufficienza durante il giorno, in modo che la disidratazione non contribuisca ad aggravare il fenomeno del russare.

Fonte: Greenme.it

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Rimedi naturali per il mal di denti

Per tutti coloro che non possono recarsi da un dentista nell’ immediato, e a coloro che non sono propensi all’utilizzo di antidolorifici, mondodentista.com ha raccolto in questo articolo tutti i rimedi naturali ed i consigli per far cessare o smorzare l’insopportabile dolore del mal di denti, ricordando che l’intervento di un dentista è sempre la soluzione migliore per eliminare definitivamente tale dolore.

Tra tutti i rimedi naturali contro questo dolore il migliore è dimostrato essere l’aglio.

Aglio:
Consigliato per denti cariati
L’aglio possiede una fortissima proprietà antisettica, l’allicina, che viene rilasciata quando l’aglio viene tritato o schiacciato, quindi dopo aver tritato l’aglio, appoggiatelo sulla zona dolente, e grazie alle sue proprietà aiuterà a calmare il dolore e a combatte l’infezione. Ricordatevi di non tenere l’aglio sulla zona dolente dopo che il dolore sarà passato poiché potrebbe causare piccole bruciature dovute a lunghi periodi di contatto.

Nel caso in cui non abbiate dell’aglio nella vostra dispensa, ecco numerosi altri metodi naturali contro il mal di denti, sono in ordine di forza:

Chiodi di Garofano:
Consigliato per denti cariati
Fate bollire una tazza di acqua con una decina di chiodi di garofano, coprendo la pentola per non far evaporare importanti proprietà del chiodo, fino a quanto l’acqua non si colorerà di un naturale giallo marrone, tipico dei chiodi di garofano. Attendete che il composto sia ad una temperatura adatta per degli sciacqui, e tenetelo in bocca per alcuni minuti.

Acqua Sale e Aceto o Tintura di Propoli:
Consigliato per ascessi:
Fate una soluzione di acqua aceto e sale (o tintura di propoli) e fate degli sciacqui insistendo nella zona dolente, tali prodotti sono potenti antibatterici naturali.

Cipolla:
Consigliato per ascessi
Prendete una cipolla e tagliatela a fettine comode da strofinare, strofinate la cipolla sulla zona dolente; anche la cipolla possiede delle proprietà antisettiche ed antidolorifiche che sono di sollievo per il mal di denti.

Camomilla e crema di Aloe vera:
Consigliato per Gengiviti
La camomilla possiede famose proprietà lenitive e calmanti, che sono utilissime per calmare le infiammazioni gengivali, prendete la camomilla, anche quella delle bustine va bene, e fate degli impacchi nella zona laddove la gengiva è infiammata per qualche minuto, fino a quando il dolore non si calmerà; Stessa cosa vale per l’aloe, con le sue potenti sostanze lenitive la crema di aloe, si trova in una qualsiasi farmacia se non l’avete in casa, funzionerà altrettanto bene come lenitivo.

Salvia:
Consigliato per carie e gengiviti
La salvia possiede proprietà antiinfiammatorie, usatela a diretto contatto con la zona dolente o preparate un decotto ed effettuate con questo degli sciacqui di alcuni minuti concentrandovi sulla zona infiammata.

Foglie di cavolo:
Consigliato per gengiviti
Le foglie di cavolo possiedono proprietà che servono a ridurre il gonfiore; applicatele con degli impacchi sulla zona gonfia e cambiatele sovente, sentirete un progressivo sgonfiore della gengiva.

 

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L’anguria contro colesterolo e malattie cardiache

L’anguria come alleato del cuore e contro il colesterolo cattivo.  Oltre ad essere fresca e gustosa, il frutto estivo per eccellenza, costituisce un valido aiuto naturale contro le malattie cardiache, perché permette di ridurre i livelli di colesterolo cattivo (tecnicamente conosciuto come ‘Lld’) e a tenere il peso corporeo sotto controllo.

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Secondo gli studiosi, l’anguria – apprezzata da adulti e bambini – potrebbe diventare una nuova arma naturale per tenersi in forma e proteggere il cuore grazie all’azione della citrullina, una sostanza contenuta nel frutto e già nota alla comunità scientifica per le sue proprietà benefiche contro l’ipertensione e le malattie cardiache.A rivelare le preziose proprietà del “cocomero” è uno studio pubblicato sul Journal of Nutritional Biochemistry, condotto da un team di ricercatori dell’Università americana di Purdue.

Sappiamo che l’anguria fa bene alla salute perché contiene la citrullina – ha spiegato Shubin Saha, primo autore dello studio – ma non sappiamo ancora a che livello molecolare lavori questa sostanza. Questo sarà il passo successivo da esaminare nelle prossime ricerche“.

anguria cuore

In realtà, secondo alcuni studiosi, basterebbe una fetta al giorno di cocomero per aiutare il nostro organismo a ridurre i livelli di colesterolo cattivo.

Purtroppo il cocomero non è più di stagione, ma con l’arrivo della prossima estate avremo un motivo in più per fare il pieno anguria, con centrifughe, frullati, succhi, macedonie e gelatine!

Fonte: Greenme.it

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Prostata ingrossata: cause, sintomi, forme e cure naturali

La prostata è una ghiandola che produce una parte del liquido seminale. Anatomicamente circonda come un manicotto l’uretra: il canale che nasce dalla vescica, percorre il pene, e trasporta l’urina e il liquido seminale all’esterno.
L’ingrossamento della prostata è un segno di malattia della stessa. Solo in seguito ad esami approfonditi è possibile stabilire la natura e la gravità della patologia.

Le cause della prostata ingrossata
È necessario distinguere le cause di prostata ingrossata in due categorie: i fattori di rischio e le patologie.
Tra i fattori di rischio principali ricordiamo: l’invecchiamento, lo squilibrio ormonale e le infezioni batteriche.
Tra le malattie: l’iperplasia prostatica benigna, la prostatite e il tumore della prostata.

Forme di prostata ingrossata
A seconda della patologia che ne sta alla base, si distinguono tre forme di prostata ingrossata.
1. Da Ipertrofia prostatica benigna (IPB)
La prostata può iniziare a ingrossarsi già a partire dai 35 anni, ma solitamente diventa sintomatica solo dopo i 50. Ad accrescersi è soprattutto la parte più vicina all’uretra. Ciò provoca problemi alla minzione, che risulta scarsa e frequente. 
Solo il 20% degli uomini affetti da IPB ha bisogno di trattamenti.
2. Da Prostatite
Esistono prostatiti infettive e non. 
Le infettive sono causate principalmente dalle infezioni delle vie urinarie. Infezioni che possono aggravarsi ulteriormente per via dell’ingrossamento prostatico. In pratica, viene a realizzarsi un vero e proprio circolo vizioso.
Le non infettive sono dovute alla congestione della prostata. Congestione che può essere dovuta a una vita sessuale molto intensa, un lavoro particolarmente sedentario e un eccessivo consumo di alcol.
3. Da Tumore
L’ingrossamento della prostata è irregolare, nodulare, a differenza di ciò che accade in caso di IPB e delle prostatiti. Nel caso in cui il nodulo si formi perifericamente, e quindi distante dall’uretra, la sintomatologia legata alla minzione è molto lieve, se non completamente assente.

Sintomi della prostata ingrossata
L’ingrossamento della prostata, soprattutto se avviene in prossimità dell’uretra, può portare al cosiddetto “prostatismo”, un quadro clinico caratterizzato da svariati sintomi. Quali:
• Stimolo alla minzione frequente, forte e improvviso
• Ripetuti risvegli notturni dovuti alla necessità di urinare
• Flusso urinario ridotto con gocciolamento finale
• Dolore o bruciore
• Sensazione che la vescica non si svuoti completamente
Quando questa situazione si protrae per anni la vescica, costretta a un iperlavoro, tende a sfiancarsi, rendendo la minzione sempre più difficoltosa, se non impossibile. Per questo motivo è necessaria una diagnosi tempestiva che scongiuri un tale peggioramento.

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Le cure
I rimedi contro l’ingrossamento della prostata dipendono dalla patologia che sta alla base del disturbo.

In caso d’ipertrofia prostatica benigna si può intervenire con la terapia:
Farmacologica
Gli alfa bloccanti rilassano i muscoli del collo della vescica, facilitando l’uscita dell’urina.
La finasteride blocca la produzione del diidrotestosterone, uno tra gli ormoni responsabili dell’ingrossamento prostatico.
Chirurgica
Un tipo di cura molto efficace ma con il rischio di effetti collaterali estremamente invalidanti, quali l’incontinenza e l’impotenza.
Di riscaldamento
Il calore viene applicato direttamente sull’uretra tramite l’utilizzo di microonde, evaporazione elettronica o laser.

In caso di prostatite, la cura è differente a seconda che si tratti di una forma infettiva o non infettiva. 
Contro la prostatite infettiva (batterica) si usano gli antibiotici, spesso affiancati da cortisonici e antidolorifici.
Contro la prostatite si utilizzano alfa bloccanti e finasteride.

In caso di carcinoma prostatico il medico, in base alle caratteristiche della neoplasia (diffusione e aggressività) e del paziente (età e quadro clinico generale), può scegliere fra tre differenti approcci terapici:
chirurgica
radioterapia
vigile attesa, ossia il tenere sotto controllo la patologia, e intervenire solo in caso di progressione di quest’ultima.


8 passi per curare la prostata ingrossata naturalmente

La maggior parte degli uomini non ne vogliono parlare, eppure è una componente troppo importante per la salute di ogni uomo per poterla ignorare.

Da 60 anni ormai ben il 90% degli uomini americani (ma anche moltissimi europei) hanno dei problemi di prostata ingrossata almeno una volta nella loro vita.

La cura della prostata è solitamente considerata importante per gli uomini dopo i 50 anni di età, ma negli ultimi anni i problemi che da anche a uomini di 30 o 40 anni sono aumentati notevolmente.

ingrossamento prostataOrmai è scientificamente provato che alcuni fattori come la dieta o fattori ambientali influenzano positivamente o negativamente la salute e l’ingrossamento della prostata.

Non sono fattori da ignorare o da considerare come di secondaria importanza, ma a supporto di un cambio diabitudini alimentari che descrivo nella Guida Prostata In Forma possono esserci d’aiuto alcuni rimedi naturali per correggere e migliorare notevolmente la situazione prima che sia troppo tardi.

Linee guida per la cura naturale della prostata ingrossata:

Sono sempre stato un sostenitore convinto nella ricerca di soluzioni naturali per migliorare la mia salute e quella degli altri e con la prostata ingrossata non faccio di certo eccezione.

Ecco alcuni semplici passi che ogni uomo può implementare ogni giorno per migliorare la salute della sua prostata:

Pianificare un’analisi approfondita della prostata: Avere una valutazione sullo stato di salute della prostata è il primo passo fondamentale da fare per sapere a che punto ti trovi. Ci sono diversi test da fare tra cui un esame digitale rettale e una rilevazione del PSA. Il medico saprà consigliarti anche altri test.

Sei quello che mangi: Come spiego ormai da anni su questo sito, non sottovalutare l’importanza di una dieta sana costituita principalmente da prodotti naturali non processati industrialmente, preferibilmente biologici. Ci sono vari consigli gratuiti sul mio sito per cominciare a cambiare le proprie abitudini per capire di cosa il nostro organismo ha bisogno per curare la prostata ingrossata.

Bocca sana: In bocca ci sono più batteri che in ogni altra parte del corpo…quindi paradossalmente ci scambiamo più malattie con un bacio che a fare altre pratiche sessuali poco ortodosse  . In bocca inoltre spesso sono presenti tossine rilasciate da otturazioni in amalgama (otturazioni in mercurio) che possono avere un effetto profondo sullo stato di salute generale. Cosiglio di fare una visita da un dentista olistico per valutare la tua situazione ed eventualmente rimuovere queste otturazioni. Inoltre è sempre utile praticare una buona igiene orale per il rafforzamento del proprio sistema immunitario.

Ridurre lo stress: La maggior parte delle persone conosce gli effetti dello stress sulla propria salute. Gli scienziati hanno evidenziato la correlazione che c’è tra una cattiva gestione dello stress e della prostata ingrossata. Dovresti cercare di imparare a rilassarti e di alleviare lo stress dalla tu vita con l’EFT (emotional Freedom Techniques) o altre discipline energetiche come lo yoga.

Rilassare i muscoli: Tonificare e rilassare i muscoli e la tensione muscolare possono influire positivamente sulla prostata ingrossata. Un programma di allenamento fisico regolare può migliorare di molto i sintomi e stimolare un atteggiamento mentale positivo oltre che a migliorare l’umore.

Stimolare il sistema linfatico: Il sistema linfatico a differenza del cuore non ha una pompa ed è quindi necessario stimolarlo per fargli compiere correttamente il suo lavoro. Stimolarlo per la rimozione dei rifiuti dal nostro corpo è essenziale per la prostata ingrossata. Un esercizio fisico regolare, un’idratazione corretta e un massaggio linfatico costante possono fare molto per migliorare la situazione.

La pulizia interna del corpo è importante quanto quella esterna. L’accumolo di tossine può avere un effetto devastante sulla salute della prostata. Consiglio di fare dei cicli di prodotti a base di erbe per la depurazione dell’organismo e il cambio graduale delle proprie abitudini alimentari.

Far rinascere l’amore e l’attività sessuale: Una sana attività sessuale di coppia è alla base della salute della prostata. Non a caso gli uomini celibi in età avanzata hanno più problemi degli uomini sposati. Coltivare relazioni affettive può inoltre aiutare molto a ridurre lo stress e donare sensazioni di gioia e pace profonda che poche altre cose riescono a dare.

 

Rigeneriamo la pelle e il corpo con gli alleati naturali

fra inverno e primavera, il nostro corpo è stanco per le tossine accumulate ma inizia a percepire i primi segnali di “risveglio”: è il momento di iniziare a stimolarlo…

 

Riattivare il metabolismo cellulare bloccato da freddo e sedentarietà

Per metter in atto la giusta strategia preventiva, tra gli alleati naturali più efficaci troviamo le alghe azzurre: questi vegetali marini sono ricchi di iodio, che stimola il metabolismo, e di principi attivi che riattivano il microcircolo, svolgendo quindi un’azione bruciagrassi e incrementandoo la produzione di elastina e collagene, che migliorano l’elasticità cutanea. Si può abbinarle al grano saraceno, cereale dall’azione liporiducente, al sale marino integrale, drenante all’argilla, che disintossica in profondità i tessuti, e agli oli essenziali ad azione antinfiammatoria.

 

Per preparare la pelle, fai lo scrub con yogurt e grano saraceno

Prepara la pelle ai trattamenti alle alghe mediante uno scrub delicato, sfruttando le proprietà della farina di grano saraceno: deterge in profondità ed è ricca di fitosteroli che stimolano la scissione dei grassi e ostacolano la formazione di nuove cellule adipose.

 

Come fare: Metti in una ciotola 3 cucchiai di farina di grano saraceno, 3 cucchiai di yogurt bianco naturale e biologico (rassodante) e 2 cucchiai di olio extravergine di oliva (nutriente ed emolliente). Mescola gli ingredienti fino a ottenere una crema omogenea; dopo una doccia rapida, massaggia la miscela su tutte le zone in cui noti che la pelle è più floscia e meno compatta, con piccoli movimenti circolari, infine risciacqua con abbondante acqua tiepida e asciuga tamponando delicatamente con un asciugamano. L’azione meccanica della farina massaggiata sulla pelle apre i pori e smuove le scorie metaboliche che impediscono alla cute di “respirare”, rendendola spenta e atonica.

 

Per un’azione” d’urto” ripeti i trattamenti 2 volte a settimana

L’apporto di iodio, fornito dai trattamenti a base di alghe e sale marino, ha un doppio effetto: da una parte ravviva il metabolismo cellulare e “risolleva” i tessuti inflacciditi, dall’altra ha un’azione bruciagrassi. È importante fare impacchi, bagni e massaggio almeno 2 volta la settimana per tutto il mese di febbraio.

 

L’impacco d’alghe

Contro i cedimenti cutanei, sono utilissimi gli impacchi a base di fanghi d’alga; li trovi in commercio già pronti all’uso, altrimenti preparali seguendo le nostre istruzioni.

 

Come si prepara: Mescola un etto di argilla verde, un cucchiaio di alghe in polvere, poco olio di calendula (stimola la circolazione e disinfiamma i tessuti), 2 gocce diolio essenziale di cipresso e 2 di arancio amaro (drenanti). Forma una pastella e applicala sulle zone da trattare, coprendole con della pellicola trasparente; dopo mezz’ora rimuovila con una spugna e acqua tiepida.

 

I benefici: Dopo i primi fanghi, la pelle è più compatta.

 

Immergiti nel bagno anti ristagni

Grazie all’azione combinata del sale integrale, che “asciuga” i ristagni presenti nei tessuti, e del fucus (bruciagrassi) questo bagno riattiva il microcircolo venoso e linfatico.

 

Fai così: Dopo scrub  e fango, mescola tre manciate di sale marino integrale con 3 gocce di olio essenziale di pompelmo, 3 di arancio e 3 di limone. Versa il composto nell’acqua calda della vasca, e aggiungi anche 2 cucchiai di estratto fluido di fucus. Resta immersa nell’acqua del bagno per circa 15 minuti. Il corpo apparirà più snello, leggero ed elastico.

 

Ricompatta i tessuti con il massaggio agli oli mediterranei

Dopo il bagno sfrutta l’azione del calore che, dilatando i pori, migliora l’assorbimento dei principi attivi, praticando un massaggio riattivante.

 

Preparazione: Aggiungi a 30 ml di olio di vinaccioli (rassodante) 3 gocce di olio essenziale di rosmarino, 3 di limone e 3 di salvia. Fai un massaggio sulla pelle rilassata.

 

I vantaggi: Risollevi i tessuti cedevoli e stimoli la formazione di nuovo collagene.

Fonte: obiettivobenessere.tgcom24.it

 

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Mal di pancia: alcuni rimedi naturali

Il mal di pancia è un disturbo che può colpire all’improvviso e incidere negativamente sulla nostra vita quotidiana.

Chi soffre di mal di pancia dovrebbe porre attenzione alle seguenti domande:

1. Dove lo sento maggiormente?
2. A cosa somiglia: a una punta? A una lama? A un peso? A una morsa?
3. Quanto intenso è veramente?
4. Quanto spesso lo avverto?
5. C’è qualcosa (un cibo, una posizione, uno sforzo, uno stress) che costantemente me lo provoca o me lo fa andare via?

L’intensità e la durata del dolore e la sua frequenza sono indubbiamente le caratteristiche più rilevanti. Solitamente il mal di pancia da cause banali o non gravi non è né molto intenso né di lunga durata anche se non mancano le eccezioni.

Purtroppo, anche se utili, questi rilievi possono indicare solo di massima la genesi del dolore, ma non escludere in modo tassativo che la causa sia clinicamente rilevante.

Infatti un non trascurabile numero di pazienti con patologia organica anche importante può per molto tempo non accusare alcun dolore addominale.

Tra le cause più comuni della comparsa del mal di pancia si annoverano: la sindrome del colon irritabile, la cattiva alimentazione, la stitichezza, ma spesso anche il repentino cambiamento climatico e l’accumularsi dello stress. Altre cause sono: la presenza d’infezioni microbiche o virali intestinali, una lunga cura farmacologica e la presenza di infiammazioni dei diverticoli intestinali, tasche dell’intestino dove si depositano sia materiale fecale che gas.

Ecco alcuni rimedi naturali per il mal di pancia:

Riso bianco

Il miglior alleato per combattere il mal di pancia è il riso. E’ consigliato mangiare riso in bianco, senza l’aggiunta di condimenti, perchè è un piatto leggero ma nutriente, che aiuta ad assorbire i fluidi in eccesso e ad alleviare il disturbo.

Semi di finocchio

Anche l’assunzione dei semi di finocchio cura il mal di pancia. Le loro proprietà digestive avranno un effetto di immediato sollievo. Da assumere sottoforma d’infuso una mezz’ora dopo i pasti.

Semi d’anice

Altrettanto preziosi per le loro proprietà curative, legate soprattutto alla digestione. Sono consigliati a chi presenta una digestione difficoltosa, a chi si sente gonfio e accusa la presenza di gas intestinali dovuti a fenomeni fermentativi, a chi presenta aerofagia e a chi ha crampi intestinali. Da assumere sottoforma d’infuso, per 2-3 volte al giorno.

Zenzero

E’ consigliato masticare un pezzetto di radice per sentirsi subito meglio.

È opportuno chiamare il proprio medico se: il mal di pancia è intenso, persistente o si aggrava, se si accompagna ad alterazioni importanti nell’andar di corpo (per esempio stitichezza marcata o diarrea profusa), se nelle feci si riscontra del muco o del sangue, se, infine, esso persiste con la comparsa di febbre, malessere generale, deperimento, aumento dell’addome.

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