come combattere il caldo in 8 mosse

Il caldo estivo è ormai arrivato e da oggi in poi le giornate saranno sempre più soleggiate e afose. Parola di meteorologo! E allora, come sopravvivere alla calura in città? Come refrigerarsi in modo naturale e green, senza provocare danni alla nostra saluta e all’ambiente?


Ecco, in sintesi, cosa ci suggeriscono gli esperti:

1)  Bere almeno 10 bicchieri di acqua al giorno,

che corrispondonopiù o meno ai 2 litri solitamente consigliati anche durante le altre stagioni; quindi se abbondiamo, arrivando fino a tre litri, tanto meglio! Ce lo conferma Michela Barichella, responsabile della Struttura di dietetica e nutrizione clinica degli Istituti clinici di perfezionamento (Icp) di Milano: “Il nostroorganismo necessita di circa 3 litri di acqua al giorno: un litro e mezzo vieneintrodotto con gli alimenti e un litro e mezzo bevendo acqua. Il che vuol dire chese la quantità giornaliera di bicchieri d’acqua necessaria varia da 6 a 8, d’estate ibicchieri dovrebbero aumentare fino a 8-10”.

2) mangiare cibi leggeri e ricchi di acqua, in grado di idratareal meglio il nostro organismo.

Via libera quindi a latte, verdura cotta e cruda, frutta (soprattutto anguria e melone, che sono ricchi di liquidi), i gelati, i sorbetti e lo yogurt, in grado di introdurre nell’organismo non solo l’acqua necessaria all’idratazione, ma anche molti sali minerali indispensabili per mantenerci in forma.

3) consumare meno cibo ma effettuare più pasti durante il giorno, in modo da favorire la digestione e restare sempre leggeri.

4) come abbiamo ripetuto più volte anche negli anni scorsi, è importante vestirsi leggeri, evitare capi d’abbigliamento realizzati in tessuti sintetici e privilegiare invece le fibre naturali, come lino e cotone, che non provocanoreazioni allergiche e non surriscaldano la pelle.

5) farsi la doccia più volte durante il giorno (anche senza sapone), ma con acqua tiepida o fredda, in modo da alleviare il senso di calore e ripristinareuna temperatura gradevole. Senza ovviamente starci a oltranza…occhio al risparmio idrico!

6) spegnere tutti gli apparecchi elettronici presenti in casa, specie quelli che non usiamo spesso. In questo modo le lucine dello stand-by, i cosidetti vampiri, non succhieranno energia e non emetteranno calore aiutando così a mantenere mite la temperatura.

7)  disporre piante rampicanti sul balcone, in modo da rinfrescarel’ambiente, proteggere le mura domestiche dai raggi solari e impedire così che lanostra casa si scaldi troppo.

8) Appendere delle tende chiare alle finestre della nostra abitazione, specie quelle più grandi, che tendono a scaldarsi più facilmente, in modo daproteggere ulteriormente gli ambienti domestici dai raggi solari. In questo modo,potremo evitare, o almeno ridurre, di ricorrere all’aria condizionata. Se poi, proprio non riuscite a rinunciare al condizionatore…seguite almeno questi piccoli ma preziosi consigli.
Buona estate a tutti!

Verdiana Amorosi

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Come curare le varici sulle gambe

Le varici sono l’allungamento, dilatazione e tortuosità del sistema venoso. Con frequenza l’origine di tale problema è una serie di concause: da un lato la fragilità delle pareti venose e dall’altro l’aumento della pressione sanguigna. Entrambi i fattori portano ad una dilatazione delle vene progressiva e all’insufficienza dell’apparato valvolare. Esistono diversi trattamenti che variano a seconda della gravità del caso. 

Istruzioni

  • Il primo passo per curare le varici sulle gambe è fare esercizio fisico e sport. Il nuoto è particolarmente consigliato. 
  • L’utilizzo di calze o bendaggi contenitivi elastici funziona, e può essere preso come una misura permanente. 
  • Altra cosa che aiuta a migliorare la situazione delle varici sono i massaggi manuali, idromassaggi e digitopressione. 
  • Cercate di dormire con le gambe leggermente sollevate, questo aiuta a milgorare le varici perchè limita la pressione sanguigna. 
  • Con le piccole varici si può realizzare una scleroterapia. 
  • Nei casi più degenerativi l’unica soluzione è l’intervento chirurgico. È la terapia più risolutiva quando esistono varici molto sviluppate, però necessita ospedalizzazione e un periodo di riposo post-operatorio. 

Di cosa hai bisogno?

  • bendaggi 
  • calze o collant 

Consigli
Per prevenire i peggioramento delle varici tenetevi in esercizio Appena notate una varice rivolgetevi al vostro medico per una terapia personalizzata.

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Russare: cause e rimedi naturali per smettere

Smettere di russare. Ad ognuno di noi può capitare di russare di tanto in tanto, ma se il fenomeno si presenta di frequente, può influenzare la qualità del sonno e la sua durata, oltre che infastidire i propri famigliari o compagni di stanza. 


Quali sono le cause? 
Russare può condurre ad una durata insufficiente del riposo notturno e ad avvertire per via di ciò una evidente sensazione di affaticamento durante il giorno. Identificare la causa del fenimeno rappresenta il primo passo per porre rimedio alla situazione.

A proposito del russare, le cause possono essere molteplici e variare da un soggetto all’altro. Il fenomeno può essere imputato alla presenza di tessuti organici all’interno della cavità nasale o della gola maggiormente tendenti a vibrare, poiché più morbidi o flessibili del normale. Anche la posizione che la lingua assume durante il riposo può rappresentare un fattore da non sottovalutare.

Il rumore viene generato nel momento in cui, mentre si dorme, l’aria si trova ostacolata dal poter fuoriuscire liberamente dalle cavità nasali e dalla bocca. Una ostruzione parziale a livello del naso potrebbe essere provocata da una deviazione del setto nasale. Ostacoli presenti all’interno del naso o della bocca portano i canali di passaggio dell’aria a restringersi e ciò è causa del rumore che viene avvertito dall’esterno. Tra i più comuni fattori che possono influenzare il passaggio dell’aria dalla bocca e dalle cavità nasali durante il sonno vi sono:

1) Eta’

Con l’avanzare dell’età i tessuti all’interno delle cavità nasali e della gola si rilassano, con particolare riferimento ai muscoli. Ciò non permette al respiro di fluire liberamente e provoca rumore.

2) Costituzione

Gola stretta, adenoidi dilatate e palatoschisi (una malformazione del palato, che si presenta come una fenditura più o meno estesa della parte anteriore del palato duro) possono essere considerate tra le cause del russare determinate dalla costituzione fisica individuale. Negli uomini, inoltre, i canali di passaggio dell’aria sono solitamente più stretti. Anche sovrappeso e scarso tono muscolare sono considerati fattori da non sottovalutare.

3) Problemi nasali

Dal banale raffreddore, alla sinusite, ad una deviazione del setto nasale, problemi alle narici e ostruzioni parziali delle vie respiratorie di vario genere concorrono tra i fattori che possono contribuire al presentarsi del fenomeno del russare.

4) Posizione

La posizione che si assume durante il sonno è importante. Chi russa non dovrebbe dormire sulla schiena, in quanto una simile postura porta i tessuti interni alla gola a rilassarli ed a bloccare in parte le vie respiratorie. Da ciò si origina il rumore.  

5) Fumo, alcolici e medicinali

Il fumo, l’assunzione di bevande alcoliche e di alcune tipologie di medicinali possono contribuire ad accentuare il fenomeno, in quanto tali sostanze possono concorrere ad un maggiore rilassamento dei muscoli, con le conseguenze di cui sopra.

Quali sono i rimedi?

1) Dormire su un fianco

Se ci si rende conto di come il fenomeno del russare si accentui nel momento in cui ci si trovi a dormire sulla schiena, la soluzione più semplice consiste nel cambiare posizione, girandosi su di un fianco, in modo da lasciare più libera la gola.

2) Cambiare cuscino

Utilizzare due cuscini o un cuscino più alto del solito può contribuire a mantenere aperte e libere le vie respiratorie, sorreggendo il collo e la gola. I cuscini devono essere scelti e posizionati in modo tale che la schiena risulti adagiata in una posizione non dolorosa o fastidiosa,

3) Suffumigi

Se la causa del vostro russare è generata da una congestione nasale dovuta a raffreddori o allergie, una delle possibili soluzione consiste nell’effettuare dei suffumigi con acqua e bicarbonato o oli essenziali prima di andare a dormire, in modo da liberare le vie respiratorie.

4) Tecniche di rilassamento

Ansia, stress ed agitazione possono disturbare il sonno ed accentuare il fenomeno indesiderato. A questo proposito è possibile ricorrere ad alcune tecniche di rilassamento da porre in essere prima di andare a dormire, in modo da favorire un sonno ristoratore ed un riposo indisturbato. Tali tecniche di rilassamento possono essere approfondite mediante la lettura del “Manuale pratico per smettere di russare” diRoberto Fabbroni, in cui vengono spiegati semplici esercizi a cui dedicarsi prima di coricarsi.

5) Jala Neti

Verificare che le cavità nasali siano libere prima di andare a dormire è fondamentale per evitare di russare, in particolare se si è consapevoli di essere soggetti al fenomeno. Soffiarsi semplicemente il naso potrebbe non essere sufficiente. Perciò e possibile ricorrere ad un metodo per la pulizia delle cavità nasali che prevede l’utilizzo di acqua salata e di un piccolo strumento simile ad una teiera, denominato Jala Neti.

6) Cerottini nasali

Se il problema non riguarda i tessuti interni alla gola, ma una apertura insufficiente delle caità nasali, gli appositi cerottini nasali potrebbero essere utili a migliorare la situazione. La loro efficacia può variare da persona a persona, a seconda dell’entità e delle reali cause del problema.

7) Evitare gli alcolici

Il consumo di alcolici può incidere sul riposo notturno, rendendolo irregolare e poco efficace. Può inoltre provocare un maggior rilassamento dei tessuti interni alla gola ed alle narici, causando un maggiore sfregamento dell’aria contro le loro pareti e quindi rumore.

8) Smettere di fumare

Il fumo può compromettere la corretta funzionalità del nostro apparato respiratorio, favorire la produzione di muco e la formazione di ostruzioni a livello delle cavità nasali. Può inoltre essere causa della comparsa di colpi di tosse notturni, che potrebbero contribuire ad un sonno ancora più disturbato e difficoltoso.

9) Doccia calda

Concedersi una doccia calda prima di andare a dormire, a parere degli esperti, può contribuire a liberare la cavità nasali, in particolare a causa del vapore acqueo che verrà respirato e che contribuirà a dilatare le stesse. Durante la doccia è inoltre possibile effettuare una pulizia delle narici con acqua tiepida o un risciacquo con acqua leggermente salata.

10) Idratazione

La disidratazione può essere la causa di fenomeni di secchezza che interessano le membrane interne della gola o del naso. Per tale motivo si raccomanda di bere semplice acqua naturale a sufficienza durante il giorno, in modo che la disidratazione non contribuisca ad aggravare il fenomeno del russare.

Fonte: Greenme.it

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Addio Ritenzione Idrica: Come Eliminare i Liquidi in Eccesso

La ritenzione idrica è una disfunzione molto comune al giorno d’oggi che colpisce una grande fetta della popolazione mondiale in particolar modo le donne, circa il 30% delle donne italiane infatti soffrono di questo fastidioso disturbo e la maggior parte di esse lo porta avanti per anni senza conoscere i rimedi per risolvere il problema. In questa breve ma esaudiente guida analizzeremo e spiegheremo come riconoscere e curare gli effetti della ritenzione idrica, i rimedi più efficaci e gli alimenti consigliati per arginare il difetto, in modo da fornire a tutti le informazioni necessarie per conoscere il problema e aiutare gli sfortunati che ne sono affetti.

I primi indizi che portano alla luce il difetto della ritenzione idrica sul nostro corpo sono gli evidenti edemi, che si manifestano principalmente su cosce e glutei e, in minor parte, sull’addome, sulle braccia e sulle mani: essi appaiono come anomali rigonfiamenti della pelle, causati da un ristagno di liquidi nelle zone più predisposte all’accumulo di tessuto adiposo e grasso e sono proprio questi i difetti che ci impegneremo ad eliminare. Per farlo però dobbiamo innanzitutto conoscerne le cause, che cos’è la ritenzione idrica? Perchè affligge il nostro corpo?

Quali sono le Cause?

Quali sono le principali cause che fanno comparire gli edemi sulla nostra pelle? É stato riscontrato che questo difetto appare principalmente su individui che non seguono una dieta bilanciata, sana e completa; le abitudini alimentari infatti influenzano moltissimo la condizione della nostra pelle e del nostro organismo in generale, provocando, nel caso specifico, problemi alla circolazione sanguigna e all’apparato linfatico. Il principale responsabile è il sodio, contenuto in grandi quantità nel sale da cucina, del quale non bisogna mai abusare. Un altro e più pericoloso avversario da cui tenerci lontani è il glutammato, che si trova in un enorme quantità di prodotti di cui facciamo uso quotidianamente, come il dado da cucina, i salumi, i prodotti in scatola, cibi liofilizzati, salse e molto altro ancora.

Un ulteriore fattore che aumenta l’incidenza della ritenzione idrica è l’uso o l’abuso di farmaci, che deriva dalla brutta abitudine di risolvere qualsiasi malanno con l’uso di antibiotici, che esso sia un lieve mal di testa, raffreddore o influenza, non è sempre necessario assumere medicinali. Essi infatti oltre ad aumentare i rischi di ritenzione idrica, a lungo andare danneggiano il vostro organismo. Evitate cortisonici terapie ormonali per quanto la vostra salute ve lo permetta, ma ricordate la ritenzione idrica è provocata soprattutto dall’uso abitudinario del farmaco non da un utilizzo responsabile e sporadico.

Ultimo ma non per questo meno importante dipende dalla condizione del nostro apparato circolatorio: un organismo che ha problemi di circolazione è più soggetto a questo tipo di patologia, in quanto questo problema attacca prevalentemente i tessuti molli, a causa del sovrabbondare di liquidi negli spazi tra le cellule, dovuto essenzialmente delle disfunzioni a livello dei vasi sanguigni e linfatici, in particolare le valvole a nido di rondine deputate al ritorno venoso. Questo provoca perdite nella circolazione di piccole gocce di sangue e linfa che vanno ad accumularsi tra le cellule provocando esternamente gli edemi.

Alimenti da Evitare

Ovviamente dopo aver analizzato le cause che provocano il difetto saremo in grado di agire su di esse, quando ci è possibile, per correggerlo: in caso specifico per curare i sintomi dobbiamo in primo luogo modificare più o meno drasticamente le nostre abitudini alimentari, imparando a mangiare sano. Limitate l’assunzione di cibi conservati sotto sale come affettati ed insaccati, evitate ogni volta che potete il sale sulle pietanze, un piatto di pasta al sugo di pomodoro infatti contiene di per sé il fabbisogno di sodio di cui un individuo necessita nell’arco di un’intera giornata, il sale in eccesso ha effetti negativi sul nostro organismo. Pertanto cercate di calibrare bene le dosi di sale ed eliminatelo dove vi è possibile, per esempio nell’insalata. L’abbondanza di fibre, contenute nella frutta e nella verdura aiutano il deflusso venoso nella zona addominale e sono inoltre ricche di vitamina C, responsabile della protezione dei capillari e dei vasi sanguigni.

Bevete molta acqua naturale, possibilmente mezz’ora prima o mezz’ora dopo i pasti, ciò aiuterà la digestione: l’acqua è un ottimo diuretico e vi permetterà di smaltire le tossine e le sostanze in eccesso nell’organismo, migliorando col tempo anche la condizione dei vasi linfatici e sanguigni. Un altro ottimo alleato saranno le tisane dimagranti e diuretiche e gli infusi a base di frutta e verdura, il finocchio in particolareè un alimento indispensabile nella vostra dieta, facilmente reperibile anche sotto forma di tisana, ma ne parleremo in seguito. Se volete saperne di più leggete la nostra guida alimentare che vi spiega passo passo come mangiare sano, quali alimenti giovano al nostro organismo e rischiano di danneggiarlo.

Esercizio Giornaliero

Un altro strumento alla portata di tutti per arginare il problema èl’esercizio fisico, mantenere il corpo in allenamento aiuta moltissimo lo smaltimento delle tossine attraverso il sudore e permette di mantenersi in forma quotidianamente, inoltre l’attività fisica giornaliera stimola il tessuto muscolare diminuendo drasticamente i rischi e i danni al sistema circolatorio.

Chi non pratica esercizio, chi sta tutto il giorno in piedi o con i tacchi aggrava pesantemente lasalute degli arti inferiori, consigliamo quindi di mantenervi in esercizio, praticando jogging, footing o frequentando una palestra. Esistono poi numerosi trucchetti peragevolare la circolazionenegli arti inferiori: potete posizionare un cuscino che tenga alzate le gambe quando vi coricate a letto o sul divano o, se restate in piedi per tempi prolungati, potete mettervi sulla punta dei piedi per qualche secondo ogni tanto, ciò agevolerà l’attività della vostra circolazione e diminuirà il rischio di danni.

Il nuotopotrebbe essere una soluzione a tutti i vostri problemi, stare in acqua infatti aiuterà a mantenere in esercizio tutti i muscoli del vostro corpo senza sforzi esagerati, vi basterà andare in piscina una volta a settimana per abbassare notevolmente il rischio d’insorgenza del patologie comecellulite, ritenzione idrica e molte altre, sul vostro corpo o nel caso in cui soffriate già di ritenzione idrica di attenuare o addirittura eliminarne gli effetti.

É importante non dimenticare di mantenere unapostura e una posizione correttain ogni attività che svolgiamo durante la giornata: camminare con la schiena storta, accavallare le gambe o sedersi in posizioni sbagliate rischiano, col tempo e l’avanzare dell’età, di creare disagi all’apparato circolatorio degli arti inferiori, aumentando il rischio di insorgenza di cellulite, vene varicose e ritenzione idrica.

Prodotti Consigliati

Com’è evidente da pubblicità e giornali, sono in commercio numerosiprodotti specificiper la cura le corpo e della pelle, ma quali sono più adatti alla vostra situazione? Noi vi consiglieremo alcuni prodotti a base diCumarina, un composto aromatico che, non solo aiuta lo sgonfiamento degli edemi, ma attenua anche gli effetti della cellulite, avendo l’importante proprietà di riattivare il sistema linfatico che come abbiamo precedentemente visto è il fulcro della problematica.

Il primo che vedremo è la Q-Marin Plus, reperibile in erboristeria e distribuito in pastiglie, questo “farmaco” naturale contiene estratti di meliloto e ananas essiccati, con caratteristicheantinfiammatorieeflebotonicheche derivano dai principi attivi della Bromalina e Cumarina. Tale prodotto è molto efficace nella rimozione dei depositi di grasso, quindi adatto a lenire gli effetti della cellulite, risulta un’ottima scelta anche nella lotta contro la ritenzione idrica grazie al suo effetto drenante.

Un altro prodotto è il Q-Marin Light, della stessa linea del suddetto Plus, questa volta sotto forma di crema: se usato con costanza, aiuta a sgonfiare gli edemi e i rigonfiamenti cutanei. Ottimo strumento che aiuta lariattivazione dei capillarisottocutanei permettendo così al sangue di fluire al meglio e smaltire le tossine evitando così patologie di cellulite e ritenzione idrica. È inoltre un rimedio sicuro in quanto è una semplice crema e, a differenza di farmaci che prevedono cicli precisi di assunzione, la sua sospensione non ha alcun effetto sull’organismo.

Vi sorprenderete ma numerosi prodotti validi potete reperirli anche daSephora, esperti nel settore bellezza e benessere, mettono a disposizione numerose offerte sul loro sito per creme idratanti e anticellulite.

In fine menzioniamo la Fitomagra, famosa linea di integratori, che produce numerosi prodotti contro la ritenzione idrica con proprietà depurative e drenanti, permettendo così di eliminare i liquidi e smaltire i radicali liberi. Il prodotto contiene estratti di vite rossa, spirea, verga d’oro e succo d’ananas, con proprietàantiossidantiper l’organismo.


Inoltre la Fitomagra produce anche tisane al finocchio e alla liquirizia, e olii essenziali alla cannella. Affiancare quindi all’uso di prodotti per il corpo anche tisane diuretiche è una strategia vincente per combattere il problema ritenzione idrica.

Tisane contro la Ritenzione Idrica

Per guidarvi verso la vostra lotta contro la ritenzione idrica vi suggeriamo alcune tisane o infusida bere periodicamente al fine di mantenere sempre depurato e sano il vostro organismo, eliminando le tossine e diluendo il sodio in eccesso. Non sottovalutate il potere delle tisane: nell’acqua calda i vegetali consigliati sprigioneranno le loro proprietà aiutando notevolmente a sgonfiare il vostro corpo; inoltre, sebbene il sapore possa non piacere, sarebbe meglio berle senza zucchero o altre aggiunte.

L’estratto di tarassacoè il primo di cui tratteremo: con le sue caratteristiche diuretiche aiuta il metabolismo dell’organismo, permettendo così un’eliminazione continua degli agenti che potrebbero danneggiarlo. Il tarassaco è una pianta che si trova facilmente anche nei parchi in città, ma fate attenzione se lo raccogliete, cercate di prenderlo solo nelle zone lontane dalla strada, poiché i fumi dello smog potrebbero essere assorbiti dalla pianta e risultare per voi nocivi, ma potete acquistarlo anche a poco prezzo in erboristeria. Riempite un pentolino d’acqua e fatela bollire, dopo di che utilizzando un filtro immergete le erbe e il vostro infuso sarà pronto. Potete aggiungervi del limone e mezzo cucchiaino di zucchero a vostro piacimento.

La seconda tisana che vedremo sarà a base difoglie di betulla, anch’esse facilmente reperibili in erboristeria ad un prezzo esiguo, la betulla solitamente viene usata per preparare creme ed oli per massaggi, ma quest’oggi la useremo per una tisana anti ritenzione idrica. Il procedimento rispecchia quello dell’estratto di tarassaco: basta far bollire dell’acqua in un pentolino e deporvi, quando l’acqua arriva ad ebollizione, due cucchiaini di foglie di betulla essiccate, filtrare il tutto e bevetene li più volte al giorno.

Un terzo ingrediente, che probabilmente mai ci saremmo aspettati per preparare una tisana, è il gambo dell’ananas, utilizzato in grande quantità nella la preparazione di integratori alimentari e vitaminici, ottime proprietà antiedematose. Oltre al drenaggio linfatico favorisce la circolazione sanguigna, prevenendo addirittura coaguli di sangue ed eliminando anche le tossine presenti nell’organismo. Come per le precedenti tisane necessitate semplicemente di acqua bollente in cui immergere il gambo e lasciarlo in infusione per qualche minuto..

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Prostata ingrossata: cause, sintomi, forme e cure naturali

La prostata è una ghiandola che produce una parte del liquido seminale. Anatomicamente circonda come un manicotto l’uretra: il canale che nasce dalla vescica, percorre il pene, e trasporta l’urina e il liquido seminale all’esterno.
L’ingrossamento della prostata è un segno di malattia della stessa. Solo in seguito ad esami approfonditi è possibile stabilire la natura e la gravità della patologia.

Le cause della prostata ingrossata
È necessario distinguere le cause di prostata ingrossata in due categorie: i fattori di rischio e le patologie.
Tra i fattori di rischio principali ricordiamo: l’invecchiamento, lo squilibrio ormonale e le infezioni batteriche.
Tra le malattie: l’iperplasia prostatica benigna, la prostatite e il tumore della prostata.

Forme di prostata ingrossata
A seconda della patologia che ne sta alla base, si distinguono tre forme di prostata ingrossata.
1. Da Ipertrofia prostatica benigna (IPB)
La prostata può iniziare a ingrossarsi già a partire dai 35 anni, ma solitamente diventa sintomatica solo dopo i 50. Ad accrescersi è soprattutto la parte più vicina all’uretra. Ciò provoca problemi alla minzione, che risulta scarsa e frequente. 
Solo il 20% degli uomini affetti da IPB ha bisogno di trattamenti.
2. Da Prostatite
Esistono prostatiti infettive e non. 
Le infettive sono causate principalmente dalle infezioni delle vie urinarie. Infezioni che possono aggravarsi ulteriormente per via dell’ingrossamento prostatico. In pratica, viene a realizzarsi un vero e proprio circolo vizioso.
Le non infettive sono dovute alla congestione della prostata. Congestione che può essere dovuta a una vita sessuale molto intensa, un lavoro particolarmente sedentario e un eccessivo consumo di alcol.
3. Da Tumore
L’ingrossamento della prostata è irregolare, nodulare, a differenza di ciò che accade in caso di IPB e delle prostatiti. Nel caso in cui il nodulo si formi perifericamente, e quindi distante dall’uretra, la sintomatologia legata alla minzione è molto lieve, se non completamente assente.

Sintomi della prostata ingrossata
L’ingrossamento della prostata, soprattutto se avviene in prossimità dell’uretra, può portare al cosiddetto “prostatismo”, un quadro clinico caratterizzato da svariati sintomi. Quali:
• Stimolo alla minzione frequente, forte e improvviso
• Ripetuti risvegli notturni dovuti alla necessità di urinare
• Flusso urinario ridotto con gocciolamento finale
• Dolore o bruciore
• Sensazione che la vescica non si svuoti completamente
Quando questa situazione si protrae per anni la vescica, costretta a un iperlavoro, tende a sfiancarsi, rendendo la minzione sempre più difficoltosa, se non impossibile. Per questo motivo è necessaria una diagnosi tempestiva che scongiuri un tale peggioramento.

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Le cure
I rimedi contro l’ingrossamento della prostata dipendono dalla patologia che sta alla base del disturbo.

In caso d’ipertrofia prostatica benigna si può intervenire con la terapia:
Farmacologica
Gli alfa bloccanti rilassano i muscoli del collo della vescica, facilitando l’uscita dell’urina.
La finasteride blocca la produzione del diidrotestosterone, uno tra gli ormoni responsabili dell’ingrossamento prostatico.
Chirurgica
Un tipo di cura molto efficace ma con il rischio di effetti collaterali estremamente invalidanti, quali l’incontinenza e l’impotenza.
Di riscaldamento
Il calore viene applicato direttamente sull’uretra tramite l’utilizzo di microonde, evaporazione elettronica o laser.

In caso di prostatite, la cura è differente a seconda che si tratti di una forma infettiva o non infettiva. 
Contro la prostatite infettiva (batterica) si usano gli antibiotici, spesso affiancati da cortisonici e antidolorifici.
Contro la prostatite si utilizzano alfa bloccanti e finasteride.

In caso di carcinoma prostatico il medico, in base alle caratteristiche della neoplasia (diffusione e aggressività) e del paziente (età e quadro clinico generale), può scegliere fra tre differenti approcci terapici:
chirurgica
radioterapia
vigile attesa, ossia il tenere sotto controllo la patologia, e intervenire solo in caso di progressione di quest’ultima.


8 passi per curare la prostata ingrossata naturalmente

La maggior parte degli uomini non ne vogliono parlare, eppure è una componente troppo importante per la salute di ogni uomo per poterla ignorare.

Da 60 anni ormai ben il 90% degli uomini americani (ma anche moltissimi europei) hanno dei problemi di prostata ingrossata almeno una volta nella loro vita.

La cura della prostata è solitamente considerata importante per gli uomini dopo i 50 anni di età, ma negli ultimi anni i problemi che da anche a uomini di 30 o 40 anni sono aumentati notevolmente.

ingrossamento prostataOrmai è scientificamente provato che alcuni fattori come la dieta o fattori ambientali influenzano positivamente o negativamente la salute e l’ingrossamento della prostata.

Non sono fattori da ignorare o da considerare come di secondaria importanza, ma a supporto di un cambio diabitudini alimentari che descrivo nella Guida Prostata In Forma possono esserci d’aiuto alcuni rimedi naturali per correggere e migliorare notevolmente la situazione prima che sia troppo tardi.

Linee guida per la cura naturale della prostata ingrossata:

Sono sempre stato un sostenitore convinto nella ricerca di soluzioni naturali per migliorare la mia salute e quella degli altri e con la prostata ingrossata non faccio di certo eccezione.

Ecco alcuni semplici passi che ogni uomo può implementare ogni giorno per migliorare la salute della sua prostata:

Pianificare un’analisi approfondita della prostata: Avere una valutazione sullo stato di salute della prostata è il primo passo fondamentale da fare per sapere a che punto ti trovi. Ci sono diversi test da fare tra cui un esame digitale rettale e una rilevazione del PSA. Il medico saprà consigliarti anche altri test.

Sei quello che mangi: Come spiego ormai da anni su questo sito, non sottovalutare l’importanza di una dieta sana costituita principalmente da prodotti naturali non processati industrialmente, preferibilmente biologici. Ci sono vari consigli gratuiti sul mio sito per cominciare a cambiare le proprie abitudini per capire di cosa il nostro organismo ha bisogno per curare la prostata ingrossata.

Bocca sana: In bocca ci sono più batteri che in ogni altra parte del corpo…quindi paradossalmente ci scambiamo più malattie con un bacio che a fare altre pratiche sessuali poco ortodosse  . In bocca inoltre spesso sono presenti tossine rilasciate da otturazioni in amalgama (otturazioni in mercurio) che possono avere un effetto profondo sullo stato di salute generale. Cosiglio di fare una visita da un dentista olistico per valutare la tua situazione ed eventualmente rimuovere queste otturazioni. Inoltre è sempre utile praticare una buona igiene orale per il rafforzamento del proprio sistema immunitario.

Ridurre lo stress: La maggior parte delle persone conosce gli effetti dello stress sulla propria salute. Gli scienziati hanno evidenziato la correlazione che c’è tra una cattiva gestione dello stress e della prostata ingrossata. Dovresti cercare di imparare a rilassarti e di alleviare lo stress dalla tu vita con l’EFT (emotional Freedom Techniques) o altre discipline energetiche come lo yoga.

Rilassare i muscoli: Tonificare e rilassare i muscoli e la tensione muscolare possono influire positivamente sulla prostata ingrossata. Un programma di allenamento fisico regolare può migliorare di molto i sintomi e stimolare un atteggiamento mentale positivo oltre che a migliorare l’umore.

Stimolare il sistema linfatico: Il sistema linfatico a differenza del cuore non ha una pompa ed è quindi necessario stimolarlo per fargli compiere correttamente il suo lavoro. Stimolarlo per la rimozione dei rifiuti dal nostro corpo è essenziale per la prostata ingrossata. Un esercizio fisico regolare, un’idratazione corretta e un massaggio linfatico costante possono fare molto per migliorare la situazione.

La pulizia interna del corpo è importante quanto quella esterna. L’accumolo di tossine può avere un effetto devastante sulla salute della prostata. Consiglio di fare dei cicli di prodotti a base di erbe per la depurazione dell’organismo e il cambio graduale delle proprie abitudini alimentari.

Far rinascere l’amore e l’attività sessuale: Una sana attività sessuale di coppia è alla base della salute della prostata. Non a caso gli uomini celibi in età avanzata hanno più problemi degli uomini sposati. Coltivare relazioni affettive può inoltre aiutare molto a ridurre lo stress e donare sensazioni di gioia e pace profonda che poche altre cose riescono a dare.

 

Dolore al fianco: cause e rimedi

Il dolore al fianco, sia destro che sinistro, fa riferimento ad una sensazione dolorosa in un lato del corpo, nella zona situata tra l’addome superiore e la parte posteriore. Molto spesso tutto ciò indica dei problemi renali, specialmente se accompagnato da altri sintomi, come febbre, brividi, sangue nelle urine e minzione frequente. In ogni caso sta al nostro medico di fiducia riuscire ad approntare una precisa diagnosi. A questo scopo si ricorre di solito all’analisi delle urine, all’ecografia, alla citoscopia, alla tc addominale e alla pielografia endovenosa.

Le cause

Lecause del dolore al fiancomolto spesso, oltre a problemi renali, possono essere rappresentate dacalcoli, daartrite spinale,ernia del discoo spasmi muscolari. Può essere interessato anche ilfegato.

Se il disturbo si manifesta soprattutto nella parte sinistra può essere attribuito a delleinfezioni, che possono interessare la vescica, il rene, il colon, l’utero e le vie pieloureterali.

Molte volte è il retto a causare una sintomatologia che, oltre al dolore, comprendediarreao stipsi. In tal caso tutto può essere dovuto alla sindrome del colon irritabile. In ogni caso la presenza nelle feci di elementi come sangue e muco può essere indicativa.

Altre cause possono essere costituite dallecistiti ovaricheo dall’endometrite, un’infiammazione della mucosa dell’utero. Spesso si entra subito in allarme, soprattutto se ci si trova ingravidanzao se si soffre di particolari patologie.

Comunque non bisogna avere paura, perché a volte si potrebbe trattare soltanto di un po’ di meteorismo, di attività ovulatoria, ma, sottoponendosi agli esami specifici, la situazione può essere chiarita.

Può capitare che in particolare l’ovulazione determini dei disturbi, come i dolori al basso ventre, che si possono manifestare anche accompagnati da mal di schiena. Questa situazione può durare da pochi minuti ad alcune ore.

I rimedi

Irimedi per il dolore al fiancoconsistono nel portare avanti una specificaterapiache dipende comunque dalla causa. Con un po’ di riposo e con l’esercizio fisico si può ovviare agli spasmi muscolari.

Se il tutto è dovuto all’artrite spinale sono necessari la terapia fisica e gliantinfiammatori. Gliantibioticisi usano per curare le infezioni renali e in caso di calcoli renali si utilizzano gliantidolorifici.

Bisogna ricordarsi di contattare subito un medico in presenza di un dato quadro sintomatologico, specialmente se il dolore è accompagnato da brividi, febbre, nausea e vomito, se si prolunga nel tempo, se c’è sangue nelle urine.

Fonte: Tantasalute.it

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Le unghie: 15 consigli che devi conoscere

Date un’occhiata da vicino alle vostre unghie: hanno un aspetto forte e sano? Oppure riuscite a distinguere sporgenze, zone ammaccate o aree di colore o forma insolita? Molti difetti delle unghie, tutt’altro che desiderabili, possono essere evitati seguendo alcune semplici consigli, invece altri sono indice di malattie che è necessario curare.

Le unghie, composte da lamine sovrapposte di una proteina detta cheratina, partono dalla zona alla base, che si trova sotto la cuticola. Quando le nuove cellule crescono quelle vecchie si induriscono e si compattano, alla fine vengono spinte in avanti verso la punta del dito.

Le unghie sane sono lisce, senza sporgenze né incavi. Hanno colore e consistenza uniforme e sono prive di macchie. Possono soffrire di disturbi non gravi, come le scanalature verticali che partono dalla cuticola e raggiungono la punta e diventano più evidenti con l’andare degli anni. Nelle unghie si possono anche formare linee o macchie bianche dovute a lesioni, che alla fine però scompaiono da sole quando l’unghia cresce e viene tagliata.

Ricordiamo però che non tutti i disturbi sono normali, alcuni sono sintomi di malattie che devono essere curate. È opportuno andare dal medico se si notano questi cambiamenti delle unghie:

  • Colorazione giallastra,
  • Distacco dell’unghia dal letto ungueale (onicolisi),
  • Tacche che attraversano l’unghia in diagonale (linee di Beau),
  • Unghie infossate,
  • Unghie opache o bianche,
  • Unghie frastagliate.

consigli: Non esiste nessun prodotto per la cura delle unghie in grado, da solo, di regalarvi delle unghie sane; seguendo però questi semplici consigli è possibile far sì che le unghie si presentino sempre con un aspetto il più curato possibile:

  1. Non usate le unghie come attrezzi. Per prevenire i danni alle unghie, non usatele come attrezzi per graffiare, per spingere o per far leva.
  2. Non mangiatevi le unghie e non strappatevi le pellicine (cuticole). Queste abitudini possono danneggiare il letto ungueale. Anche i piccoli tagli sui lati delle unghie possono permettere ai batteri e ai funghi di penetrare e causare un’infezione (paronichia).
  3. Tenete le unghie asciutte e pulite. In questo modo impedirete ai batteri, ai funghi o ad altri microrganismi di proliferare sotto le unghie. Pulite le unghie con regolarità e asciugate bene le mani e i piedi dopo aver fatto il bagno o la doccia. Se le mani rimangono a contatto con saponi o detersivi per molto tempo, indossate i guanti.
  4. Tagliate e limate le unghie regolarmente. Tagliate le unghie senza arrotondarle sui lati e limate le zone ispessite. Usate le forbicine o i tagliaunghie da manicure e la limetta per limare i bordi. È più facile e più sicuro tagliare e limare le unghie dopo aver fatto il bagno o dopo aver bagnato le mani.
  5. Non strappate mai le pipite, cioè le pellicine intorno alle unghie, perché così facendo lacerate quasi sempre parti di tessuto vitale. Piuttosto tagliatele o limatele via, con una leggera angolazione verso l’esterno.
  6. Indossate scarpe comode. Le scarpe che premono troppo sulle dita o le stringono troppo possono far incarnare le unghie nella pelle che le circonda.
  7. Idratate frequentemente le unghie. Le unghie hanno bisogno di idratazione, proprio come la pelle. Mentre applicate la crema idratante sulle mani, datene un po’ anche sulle unghie, ovviamente dopo aver tolto lo smalto.
  8. Non trascurate i problemi. Se un’unghia ha un problema che non accenna a scomparire oppure sembra collegato ad altri segni e sintomi andate dal medico per farlo controllare.

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Trucchi e consigli per capelli sottili

 

I capelli fini non sono automaticamente radi o piatti: anche lo spessore di ogni singolo capello, infatti, può costituire un problema. Un capello fine è circa 0,05 mm più sottile rispetto a un capello normale o spesso, oltre ad essere anche un po’ più sensibile. Anche se avete un numero normale di capelli, essi possono apparire sottili. A seconda del colore, potreste avere moltissimi capelli anche se vi sembrano sottili. In media, le bionde hanno circa 150.000 capelli, mentre la maggior parte delle donne dai capelli scuri ne ha circa 100.000. Se i vostri capelli appaiono sottili, dovreste ricorrere a metodi delicati per creare una struttura e prestare particolare attenzione alla fase di asciugatura.

  • Trattamenti Delicati per i Capelli Fini o Sottili

Prima di asciugare i capelli dopo averli lavati, copriteli con un asciugamano a mo’ di turbante e lasciateli asciugare bene. Non asciugate mai i capelli sfregandoli con un asciugamano, per evitare di danneggiare le cuticole. Una volta asciutti, districate i nodi con un pettine a denti larghi. Assicuratevi di tenere le ciocche dalle radici mentre li pettinate, in modo da non tirare con troppa forza. A questo punto potete asciugare i capelli con il phon, impostando il flusso d’aria sul calore medio per evitare il surriscaldamento della zona.

  • I Capelli Fini o Sottili Hanno Bisogno di Vitalità

I capelli privi di energia riacquistano immediatamente vitalità se si dona volume alla radice. Prima di asciugare i capelli con il phon, applicate una piccola quantità di mousse volumizzante o di lacca solo sulla radice dei capelli. Potete quindi procedere all’asciugatura usando una spazzola piatta. Tenete la testa leggermente inclinata mentre usate il phon e spazzolate i capelli nel verso opposto con una spazzola piatta. Dopo alcune passate, ripetete la stessa procedura indirizzando il getto del phon dall’altro lato. Infine, piegate la testa leggermente in avanti mentre spazzolate e indirizzate l’aria verso la parte anteriore. Nel caso abbiate i capelli troppo corti per spazzolarli con una spazzola piatta, allontanate alcune ciocche di capelli dalla testa durante l’asciugatura. Potete anche prendere alcune ciocche e riscaldarle per qualche secondo con il phon. Poi, lasciate che si raffreddino. Con questi metodi darete ai capelli maggior vitalità, dalle radici in su.

  • Date Forza ai Capelli Fini o Sottili

Dopo aver spazzolato i capelli con la spazzola piatta, è meglio mantenere lo styling al minimo. Per i capelli fini o sottili è sconsigliabile l’uso di cera, gel per capelli o brillantina per aggiungere luminosità. Questi prodotti contengono sostanze oleose che rendono i capelli appiccicosi. Solitamente una minima quantità di gel effetto bagnato è adatta ai capelli fini e corti, mentre quella a forte tenuta può essere una valida soluzione per i capelli fini o sottili più lunghi. È importante applicare la lacca sollevando le ciocche di capelli e spruzzando sotto le ciocche. Applicare la lacca dall’alto sullo strato superiore dei capelli serve solo ad appesantirli.

Fonte: Testanera

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come avere denti bianchi

In natura esistono diverse sostanze che sono ottimi sbiancanti naturali per i denti. Ecco come utilizzarle. Un metodo facile e veloce per avere denti più bianchi si basa sull’uso quotidiano del bicarbonato di sodio. Una sostanza che, grazie alle sue proprietà, diventa determinante ed indispensabile non solo per lo sbiancamento dei denti, ma anche in tantissime occasioni. Ad esempio, la sua assunzione per via orale contrasta l’azione aggressiva degli acidi presenti nello stomaco. Occorrente: bicarbonato di sodio, spazzolino da denti.

  • 1 Prima di tutto, travasare il bicarbonato dalla sua usuale confezione in cartone ad un contenitore più piccolo e gradevole, come ad esempio il vasetto vuoto di una crema per il viso. mi raccomando non usatelo spesso però anche se Il bicarbonato rende i denti bianchi ma al tempo stesso crea dei solchi microscopici nello smalto dentale.
  • 2 Bagnare lo spazzolino con l’acqua del rubinetto, poi appoggiare le setole umide nel vasetto con il bicarbonato. In questo modo, la giusta quantità di bicarbonato rimarrà attaccata allo spazzolino. Ora, porta lo spazzolino alla bocca e utilizzalo normalmente, come quando ti lavi i denti. Ripeti questa operazione almeno una seconda volta.
  • 3 Dopo la seconda volta che passi il bicarbonato sui denti, lavati i denti normalmente con il dentrifricio, il quale servirà anche a togliere dalla bocca la sensazione “salata” del bicarbonato. Se si utilizza quotidianamente, i risultati sono ben visibili ma usatelo sempre con prudenza.

 

oppure

  • 1) Strofinare i denti con un po’ di sale grosso. 
  • 2) Seguire una dieta ricca di uva spina e cipolle: questi alimenti infatti prevengono la carie e rendono i denti più sani e scintillanti. 
  • 3) Passare sui denti una foglia di salvia, ottima per combattere la placca. 
  • 4) Utilizzare un mix di sale da tavola e succo di lime per lavare i denti una volta al giorno, soprattutto in presenza di denti molto ingialliti.

 

 Prevenzione

La prevenzione è il passo più importante. E’ indispensabile lavare i denti almeno tre volte al giorno, possibilmente alla fine dei tre pasti principali. Se non si ha il tempo di farlo sarebbe opportuno almeno masticare una gomma senza zucchero. E’ importantissimo inoltre usare sempre il filo interdentale, che aiuta a pulire negli inserstizi che lo spazzolino non raggiunge, eliminando circa il 70% dei residui. Usarlo ogni sera, prima di andare a dormire. Evitate di bere troppi caffè, bevande alcoliche e di fumare. Sono tutte pratiche tanto diffuse quanto dannose per lo smalto. Se sei giovane probabilmente non ti sarai ancora reso conto degli effetti di molte cattive abitudini, ma a distanza di anni queste “cattive abitudini” manifestano ampiamente i loro effetti.

 

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Consigli contro la caduta dei capelli

 

In Italia ci sono 11 milioni di persone che perdono i capelli

Ecco le cause della perdita:

Fumo – è uno degli agenti responsabili della formazione di , che danneggiano proteine e grassi e inattivano le vitamine assunte con l’alimentazione. Per questo cerca di ridurre il più possibile le bionde.

Stress cronico – fa produrre al tuo corpo una sostanza chiamata cortisolo, che indebolisce il sistema immunitario e cardiovascolare (irrorazione cuoio capelluto). Per questo ogni tanto ferma l’orologio!

Alcolici – l’alcol danneggia il fegato. Il fegato è l’organo deputato allo smaltimento delle tossine nel corpo. Questo accumulo di scorie rallenta l’apporto di nutrimento al capello. Non superare i 2 bicchieri di vino al giorno.

Phon – il phon troppo caldo secca il capello e danneggia la sua parte più esterna, la cuticola. Sarebbe dunque buona cosa utilizzare l’aria non troppo calda e tenere il phon ad almeno 20 cm di distanza a testa.

Spazzola – usa pettini o spazzole personali, da non passare agli altri e lavale spesso con acqua calda e sapone. I denti devono essere non troppo stretti. Pettinati cautela quando hai  bagnati. L’umido indebolisce.

Sole, UVA-UVB – le esposizioni al sole di punta e il calore eccessivo fanno male, il capello infatti odia il troppo caldo. Per questo riparati la testa con un cappello. E se puoi evita le lampade abbronzanti.

Ecco alcuni consigli e rimedi naturali:

  • olio di amla, che si ricava dall’uva spina indiana, ottenuto bollendo pezzi secchi di amla in olio di cocco
  • una miscela di uguale quantità di succo di amla (Emblica Officinalis) e di lime, limone verde,  usati come sciampo stimola la crescita dei capelli e ne previene la caduta
  • mangiare ogni giorno una tazza di lattuga e spinaci
  • applicare ogni giorno olio di cocco mescolato ad acqua con succo di limoni verdi
  • applicare sulla testa succo di coriandolo verde
  • fa bollire circa 250 grammi di olio di mostarda e 100 grammi di foglie di henné e applicare sui capelli
  • applicare sul cuoio capelluto latte di cocco
  • macinare semi di limone verde e pepe nero in eguale misura, mettere in una piccola quantità d’acqua e applicare sul cuoio capelluto ogni giorno
  • lavare i capelli con un impasto di ceci neri cotti e fieno greco fa allungare i capelli
  • applicare sui capelli un impasto fatto da ceci rossi
  • usare regolarmente olio di castoro
  • applicare un impasto fatto di olio d’oliva, miele, 1 cucchiaino di polvere di cannella prima di fare il bagno e lasciare per 15 minuti
  • semi di fieno greco impastati con acqua; massaggiare il cuoio capelluto dopo avere unto i capelli e lasciare per 1 ora, quindi risciacquare. Ripetere l’operazione ogni mattina per un mese
  • applicare un impasto fatto mescolando liquirizia triturata con latte e un pizzico di zafferano
  • applicare un impasto fatto di semi di limone e pepe nero sulle zone dove i capelli sono diradati
  • 1 grammo di pepe nero in 100 grammi di ricotta e applicare sul cuoio capelluto; quindi risciacquare con acqua tiepida. Effettuare una volta alla settimana
  • mescolare la polvere di semi di shana e poche gocce di oli essenziali, come olio di sesamo o di cocco, a formare un impasto e applicare sul cuoio capelluto regolarmente
  • massaggiare con olio di mandorle il cuoio capelluto 2 o 3 volte al giorno, ogni giorno
  • applicare ai capelli, per un periodo dai 3 ai 6 mesi, una miscela fatta di aloe vera e polvere di Triphala, una preparazione di erbe estratte da tre alberi: Emblica Officinalis, Chebula di Terminalia e Bellirica di Terminalia
  • fare uno sciampo mescolando 100 grammi di amla, noce saponaria (reetha) e acacia (shikakai) e bollire in 2 litri di acqua. Usare questo sciampo per un mese
  • macinare foglie di  barbabietola in pasta di henna e applicare sulla testa

 

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