I benefici dell’olio di cocco per i denti. Mai più carie.

L’olio di cocco è un olio di origine vegetale estratto dalla polpa della noce di cocco, detta anche copra. Tra gli oli vegetali è quello con il minore contenuto di acidi grassi insaturi, ovvero di acidi oleici tipici dell’olivo d’oliva.

E’ utilizzato tradizionalmente nell’industria cosmetica e anche in medicina, in particolare nei trattamenti per i capelli, li nutre e li protegge dalle aggressioni climatiche. L’olio di cocco, trattato con un particolare tipo di enzima, fa anche molto bene ai denti per combattere la carie.

Quest’olio così dolce sarebbe infatti in grado di contrastare la proliferazione di uno dei batteri più dannosi per la formazione di carie: lo Streptococcus Mutans. Questa particolare proprietà dell’olio di cocco è stata rivelata da uno studio pubblicato dall’Athlone Institute of Technology di Dublino in Irlanda che dimostra che se opportunamente trattato è in grado di contrastare molto efficacemente la diffusione dei batteri che provocano la formazione di carieai denti.

L’idea sarebbe quella di creare prodotti per l’igiene orale a base di olio di cocco modificato con gli enzimi, ad esempio colluttori o dentifrici per esaltarne le proprietà antibatteriche e prendersi cura dei propri denti in modo del tutto naturale.

[Fonte]

 

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Prevenzione e benessere fisico negli ambienti di lavoro

Gli individui possono impegnarsi in pratiche positive di salute, considerate come parte di uno stile di vita più generale che riflette la capacità dei soggetti di anticipare i problemi, prevenendo la morbilità e la mortalità, e di mobilitarsi per far fronte ad essi in modo attivo. E tuttavia non sembra molto diffuso uno stile di vita ‘protettivo’ della salute. Infatti, indagini recenti hanno evidenziato la forte diffusione tra la popolazione di questi comportamenti patogeni: la sedentarietà riguarda il 65% degli italiani, il soprappeso il 41%, l’uso di alcool il 10% circa, il fumo il 30%.

Il benessere del personale negli ambienti di lavoro è un obiettivo che dovrebbe essere perseguito dai datori di lavoro o dirigenti per molteplici motivi, dovrebbe essere permesso ai lavoratori sedentari di svolgere un minimo di attività fisica durante l’orario di lavoro o quanto meno agevolarli in qualche modo, per esempio attrezzare il luogo di lavoro prevedendo un luogo dove poter allestire una piccola palestra oppure ricavare nei luoghi di lavoro un ambiente dove potersi docciare per invogliare i lavoratori a raggiungere il posto di lavoro attraverso un’attività fisica come bicicletta o corsa dove lo permette il percorso non trafficato e non inquinato.

Con l’anzianità di servizio dei lavoratori sedentari si riscontra un aumento di problematiche di salute collegate all’aumento del peso, al consumo di tabacco o alcool, e, quindi, incentivando, invogliando i lavoratori sedentari ad un minimo di attività fisica potrebbe verificarsi, per esempio, che almeno una piccola percentuale senta il bisogno di fumare di meno o di bere meno alcolici per essere più in forma per praticare un minimo di attività fisica, e di tutto ciò ne trarrebbero vantaggio prima di tutto gli stessi lavoratori sedentari e le proprie famiglie, inoltre, se i lavoratori sedentari diventano più prestanti, più in salute ne trarrebbero vantaggio anche i datori di lavoro o dirigenti che anche se dovessero fare a meno di una parte del tempo che i lavoratori decurterebbero all’orario lavorativo, in compenso potrebbero contare sul personale che, ad esempio farà meno assenze per malattia e meno pause per il fumo.

 

Circa il 60% degli adulti tra i 25 e i 64 anni non svolge alcuna attività fisica.

La mancanza di attività fisica e una alimentazione scorretta sono causa di molte patologie delle società industrializzate.

I benefici effetti del movimento riguardano la prevenzione ed il miglioramento:

–          delle malattie cardiovascolari

–          dell’ipertensione

–          dell’ipercolesterolemia

–          dell’obesità e sovrappeso

–          del diabete non insulino-dipendente

–          dell’osteoporosi

–          dell’ansia e depressione

–          dell’insonnia

Alcuni studi dimostrano che persone fisicamente attive hanno una spettanza di vita superiore ai sedentari in media di circa 6 anni.

Altri studi documentano che l’esecuzione di un’intensa attività sportiva è molto efficace nel ridurre la sintomatologia depressiva, rallenta, inoltre, il declino fisico e cognitivo che talvolta caratterizza l’invecchiamento e garantisce un buon riposo notturno.

Il cammino rappresenta il primo livello per tutti coloro che desiderano iniziare a dedicarsi alla propria salute. Camminare ogni volta che è possibile, ricordandoci che i benefici maggiori si ottengono con la continuità.

Sfruttare al meglio il tempo a nostra disposizione anche ad esempio andando in ufficio:

– prendendo i mezzi pubblici per andare al lavoro

– scendendo una fermata prima della destinazione

– passeggiando durante le pause lavorative

– utilizzando le scale al posto dell’ascensore

– andando a parlare di persona con il collega anziché utilizzare il telefono o l’e-mail.

In molte aziende americane sono previsti appositi spazi adibiti a palestre e centri fitness per i dipendenti, oltre a orari nei quali si può svolgere attività fisica. L’intento è quello, fornendo un servizio ai propri dipendenti, di migliorarne il benessere psico-fisico e, di conseguenza, la produttività. Talemodus operandi svolge inoltre un ruolo essenziale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari o l’obesità (particolarmente diffusa proprio negli USA). In Italia, a parte poche aziende, questo modello di wellness aziendale non si è ancora diffuso.

Il National Institute for Health and Clinical Excce (NICE) ha realizzato la NICE public health guidance 13 che è una linea guida che formula raccomandazioni sulla prevenzione e sulla promozione della salute.

Le raccomandazioni sono 4:

1.       politiche e pianificazione

–         viene spiegato chi dovrebbe agire e cioè i datori di lavoro, gli operatori sanitari che si occupano di salute pubblica, i rappresentanti dei lavoratori;

–         sono descritte le azioni da intraprendere attraverso l’elaborazione di un piano o una politica aziendale per incoraggiare e sostenere i lavoratori a svolgere maggiore attività fisica.

2.       implementazione di un programma di attività fisiche

–    viene spiegato chi dovrebbe agire e cioè i datori di lavoro, gli operatori sanitari che si occupano di salute pubblica, i rappresentanti sindacali;

–    sono descritte le azioni da intraprendere attraverso l’introduzione ed il monitoraggio di un progetto aziendale volto ad incoraggiare i lavoratori a svolgere attività fisica prevedendo: politiche di lavoro flessibile e forme di incentivo; politiche per incoraggiare a camminare; passaggi di informazioni su come mantenersi attivi e sui benefici dell’attività fisica; offerta di controllo medico da parte di personale sanitario qualificato.

3.       elementi che compongono un programma di attività fisica

–    viene spiegato chi dovrebbe agire e cioè i datori di lavoro, gli operatori sanitari che si occupano di salute pubblica, i rappresentanti sindacali;

–    sono descritte le azioni da intraprendere: incoraggiare i lavoratori a percorrere il tragitto casa-lavoro-casa, o una parte di esso, a piedi, in bicicletta o usando altri mezzi che permettano loro di fare esercizio fisico, eventualmente comprendendo il tragitto casa-lavoro come orario di lavoro; aiutare i lavoratori a mantenersi fisicamente attivi durante la giornata lavorativa;

4.       sostenere i datori di lavoro

–    viene spiegato chi dovrebbe agire e cioè i Direttori e gli operatori di sanità pubblica, Associazioni attive nell’ambito della promozione dell’attività fisica, o della salute occupazionale.

–    sono descritte le azioni da intraprendere: offrire supporto ai datori di lavoro fornendo informazioni sulle risorse locali o in merito ai servizi offerti da esperti di attività fisica, , gli operatori sanitari che si occupano di salute pubblica, i rappresentanti sindacali.

Incrementare i livelli di attività fisica aiuterà a prevenire e a tenere sotto controllo più di 20 fattori di rischio e di malattia, compreso il cancro, le malattie cardiovascolari, il diabete e l’obesità. Questo incremento può, inoltre favorire lo stato di benessere mentale.

Dott. Matteo SIMONE

Psicologo – Psicoterapeuta

Fonte: Nienteansia.it

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proprietà e benefici della salvia

 

La salvia, appartenente alla famiglia delle Labiatae, si presenta come un arbusto sempre verde: ha un fusto eretto, che può raggiungere al massimo 70 cm e le foglie hanno una caratteristica forma (sembrano piccole lance, lunghe e abbastanza affusolate) e si presentano piuttosto spesse e dure. I fiori della salvia, di un colore che va dal blu al viola, compaiono generalmente in primavera, prediligendo il sole, nonostante sia possibile trovarla anche in climi piuttosto rigidi. Essa si trova generalmente nelle zone mediterranee e negli orti coltivati mentre è molto difficile riconoscerla allo stato selvatico. Il suo “ciclo” dura circa 5 anni, trascorsi i quali va piantata di nuovo.


 La pianta è conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà salutari, ciò che spiega il suo nome, proveniente da “salvus” che significa appunto “sano”. I Galli, in particolare, ritenevano che la salvia avesse la capacità di guarire tutte le malattie e che agisse efficacemente da “deterrente” contro febbre e tosse. Alcuni addirittura credevano che avesse il potere di resuscitare i morti e per questo veniva anche utilizzata nella preparazione di riti magici. I Romani la consideravano una pianta sacra tanto che esisteva un vero e proprio rito per la raccolta (che spettava a pochi eletti), i quali dovevano addirittura indossare un abbigliamento particolare dopo aver compiuto sacrifici. I cinesi ritenevano che la salvia fosse in grado di “regalare” la longevità: nel XVII secolo, un cesto di foglie di salvia veniva scambiata dai mercanti olandesi con tre cesti di tè. Nella medicina popolare, già nel Medioevo, veniva usata come cicatrizzante sulle ferite e piaghe difficili da rimarginare.

Metodo di conservazione 
La salvia è una pianta aromatica e il suo principio attivo si ricava dalle foglie, le quali vengono raccolte nei mesi primaverili ed estivi, visto che questa pianta predilige i climi caldi, mentre si lascia riposare in inverno. Le infiorescenze vengono messe ad essiccare in luoghi ombrosi e conservate in sacchetti di tela o carta. Per conservare bene le foglie fresche, bisogna invece riporle in piccoli vasi di vetro al riparo della luce.

 

I componenti della salvia 
La salvia contiene olio essenziale, ricco di alfa e beta thujone, alfa e beta pinene, acetato di linalile, cineolo, borneolo, acetato di bornile, canfora, acido ursolico, acido oleanolico, saponosidi, acido fumarico, acido clorogenico, caffeico, rosmarinico, glicerico, salvina, enzimi, perossidasi, ossidoreduttasi, vitamina B1 e C, resine e sostanze estrogene. Anche i flavonoidi sono presenti nella pianta così come i glucosidi del luteolo e dell’apigenolo. L’olio essenziale di salvia possiede un’alta percentuale di tujoni e chetoni ad azione neurotossica e va usato per via interna solo su prescrizione del medico.

 

Le proprietà terapeutiche della salvia 
Della salvia sono particolarmente note le sue proprietà antinfiammatorie, balsamiche, digestive ed espettoranti. Essa inoltre è in grado di curare le sindromi mestruali dolorose e i disturbi della menopausa (in particolare quel fastidioso disturbo chiamato “caldane”: per questo viene anche chiamata “estrogeno naturale”). Offre una buona risposta contro la ritenzione idrica, gli edemi, i reumatismi e le emicranie ed è anche indicata nelle gengiviti e gli ascessi. È un “deterrente” del diabete e accelera il processo di cicatrizzazione dopo una ferita.


Le proprietà mediche della salvia 
La salvia è uno stimolante dell’organismo, è di aiuto durante il ciclo mestruale e combatte gli stati di astenia e depressione. È particolarmente indicata in caso di esaurimento fisico o intellettuale, ma non solo: è molto benefica per il cervello e aiuta la memoria. Alcuni antichi medici cinesi la utilizzavano anche per curare l’insonnia. È anche un gastroprotettore poiché ha un’azione antispasmodica ed è utile nel diabete perché riduce la glicemia. Viene riconosciuta alla pianta anche un’azione estrogena che agisce efficacemente come anti–sudore. Spesso viene anche utilizzata come rimedio per digerire e, se conservata opportunamente, “salva” i cibi dal deperimento.


La salvia in cosmesi 
Molti dentifrici sono a base di salvia; in assenza del prodotto preparato si possono semplicemente strofinare i denti con una foglia fresca per ottenere un effetto sbiancante. Un infuso di salvia consente di restituire ai capelli il colore scuro e le lozioni preparate con la salvia detergono la pelle. Per preparare un tonico astringente alla salvia sono necessari 4 cucchiai di salvia essiccata e di alcool etilico, un pizzico di borace, 3 cucchiai di amamelide e 10 gocce di glicerina. Dopo aver fatto macerare la salvia nell’alcool per due settimane, si deve filtrare la sostanza ottenuta, sciogliere il borace nell’amamelide e aggiungervi l’alcool. Dopodiché si unisce la glicerina e si travasa il tutto in una bottiglia con tappo sotto vuoto. Prima di usare il preparato, sarà bene agitare il contenitore. 

Brevi e utili consigli 
La salvia è controindicata per chi soffre di patologie nervose e va consumata con cautela da parte delle donne nel periodo di allattamento; inoltre occorre fare molta attenzione nel non farla entrare in contatto con recipienti di ferro. Da ricordare anche che l’olio essenziale risulta tossico per il sistema nervoso e può causare crisi epilettiche anche in piccolissime dosi. Come tisana, si può utilizzare solo per brevi periodi.

 

In cucina 
Le foglie della salvia vengono utilizzate in cucina fresche o essiccate per insaporire i cibi, dai primi piatti ai secondi di carne e pesce e persino nelle torte salate. Si può anche preparare un’ottima bevanda per restituire forza ad una persona convalescente: fare macerare per otto giorni 100gr. di foglie e fiori essiccati in un litro di vino e bere un bicchierino dopo i pasti. Il fumo di salvia elimina odori di cucina e di animali. Per realizzare ottime frittelle alla salvia, preparare una ventina di foglie di salvia grosse, 200gr. di farina, acqua minerale fredda, sale e olio. Mescolare la pastella con la farina, l’acqua e poco sale. Lavare e asciugare delle foglie di salvia e quando l’olio è caldo, intingere le foglie nella pastella e friggerle. Sgocciolarle sulla carta assorbente e spolverare di sale. Servirle calde e fragranti accompagnate da vino bianco secco e fresco.

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Come dormire bene e freschi nelle notti estive

 Sono sicuramente molto più belle le giornate calde e soleggiate rispetto alle giornate piovose e tristi dell’inverno. Però con l’arrivo dell’estate arriva anche un problema molto comune: faticare a dormire la notte.

Come fare a dormire bene in estate? Come si può sopportare il caldo torrido che ti impedisce di prendere sonno? Ecco 3 semplici strategie.

 

1° Strategia

Una strategia molto usata e molto efficace è quella di fare una doccia gelata prima di andare a dormire, lasciando il viso e i capelli umidi ( e possibilmente anche i piedi ). Anche se può sembrare una tortura, sono molte le persone che in piena estate prendono sonno così.

2° Strategia

Dormi supino con braccia e gambe aperte. Questa posizione, a volte chiamata posizione dell’aquila, fa si che il calore non si accumuli vicino a te.

3° Strategia

Raffredda l’ambiente in cui ti trovi. Molti pensano che questo significhi dover spendere un sacco di soldi in condizionatori. In realtà va benissimo dormire con la finestra aperta oppure comprare uno di quei grossi ventilatori che spesso si trovano a basso costo nei centri commerciali.

Applicando questi accorgimenti ti sarà molto più facile addormentarti quando l’estate sopraggiungerà con le sue torride notti.

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come avere denti bianchi

In natura esistono diverse sostanze che sono ottimi sbiancanti naturali per i denti. Ecco come utilizzarle. Un metodo facile e veloce per avere denti più bianchi si basa sull’uso quotidiano del bicarbonato di sodio. Una sostanza che, grazie alle sue proprietà, diventa determinante ed indispensabile non solo per lo sbiancamento dei denti, ma anche in tantissime occasioni. Ad esempio, la sua assunzione per via orale contrasta l’azione aggressiva degli acidi presenti nello stomaco. Occorrente: bicarbonato di sodio, spazzolino da denti.

  • 1 Prima di tutto, travasare il bicarbonato dalla sua usuale confezione in cartone ad un contenitore più piccolo e gradevole, come ad esempio il vasetto vuoto di una crema per il viso. mi raccomando non usatelo spesso però anche se Il bicarbonato rende i denti bianchi ma al tempo stesso crea dei solchi microscopici nello smalto dentale.
  • 2 Bagnare lo spazzolino con l’acqua del rubinetto, poi appoggiare le setole umide nel vasetto con il bicarbonato. In questo modo, la giusta quantità di bicarbonato rimarrà attaccata allo spazzolino. Ora, porta lo spazzolino alla bocca e utilizzalo normalmente, come quando ti lavi i denti. Ripeti questa operazione almeno una seconda volta.
  • 3 Dopo la seconda volta che passi il bicarbonato sui denti, lavati i denti normalmente con il dentrifricio, il quale servirà anche a togliere dalla bocca la sensazione “salata” del bicarbonato. Se si utilizza quotidianamente, i risultati sono ben visibili ma usatelo sempre con prudenza.

 

oppure

  • 1) Strofinare i denti con un po’ di sale grosso. 
  • 2) Seguire una dieta ricca di uva spina e cipolle: questi alimenti infatti prevengono la carie e rendono i denti più sani e scintillanti. 
  • 3) Passare sui denti una foglia di salvia, ottima per combattere la placca. 
  • 4) Utilizzare un mix di sale da tavola e succo di lime per lavare i denti una volta al giorno, soprattutto in presenza di denti molto ingialliti.

 

 Prevenzione

La prevenzione è il passo più importante. E’ indispensabile lavare i denti almeno tre volte al giorno, possibilmente alla fine dei tre pasti principali. Se non si ha il tempo di farlo sarebbe opportuno almeno masticare una gomma senza zucchero. E’ importantissimo inoltre usare sempre il filo interdentale, che aiuta a pulire negli inserstizi che lo spazzolino non raggiunge, eliminando circa il 70% dei residui. Usarlo ogni sera, prima di andare a dormire. Evitate di bere troppi caffè, bevande alcoliche e di fumare. Sono tutte pratiche tanto diffuse quanto dannose per lo smalto. Se sei giovane probabilmente non ti sarai ancora reso conto degli effetti di molte cattive abitudini, ma a distanza di anni queste “cattive abitudini” manifestano ampiamente i loro effetti.

 

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