Tonsille gonfie e placche: rimedi naturali

Nella maggior parte dei casi la tonsillite è provocata da un’infezione virale, quindi gli antibiotici sono inutili; l’unica cosa da fare è attendere che il virus faccia il suo corso e attrezzarsi per alleviare il dolore e l’infiammazione. Per una completa guarigione possono essere necessarie una settimana o due.

Usate il paracetamolo (Tachipirina® e simili) o l’ibuprofene (Nurofen Febbre e Dolore®, Antalfebal®, ecc) per far diminuire la febbre e alleviare il dolore. Non somministrate l’aspirina ai bambini di età inferiore ai 12 anni, perché c’è il rischio che contraggano lasindrome di Reye, una malattia potenzialmente letale.

Il mal di gola può essere veramente spiacevole. Questi consigli vi potranno essere utili:

  • Bevete di più. È consigliabile bere liquidi tiepidi, come minestra, brodo e tè.
  • Fate i gargarismi con acqua e bicarbonato. Diluite un quarto di cucchiaio in due decilitri di acqua tiepida: fate i gargarismi e sputate l’acqua.
  • Usate il miele e il limone. Mescolate il miele e il limone in un bicchiere d’acqua calda. Fate raffreddare a temperatura ambiente e bevete a piccoli sorsi. Il miele protegge e idrata la gola mentre il limone contribuisce a diminuire il catarro. Non usate il miele o lo sciroppo di frumento per i bambini di età inferiore a un anno.
  • Tenete in bocca una pastiglia per il mal di gola o una caramella dura. In questo modo stimolerete la produzione di saliva che inumidisce e pulisce la gola.
  • Umidificate l’ambiente. Se l’aria è più umida la gola si irriterà di meno e sarà più facile dormire. Cambiate l’acqua nell’umidificatore almeno una volta al giorno e pulitelo almeno una volta ogni tre giorni, per prevenire lo sviluppo di muffe e batteri dannosi.
  • Evitate il fumo e le altre sostanze che inquinano l’aria. Il fumo irrita la gola, specie quando questa è già infiammata.
  • Tenete la voce a riposo. Se parlate la gola si potrebbe irritare di più e potreste perdere temporaneamente la voce (laringite).
  • Infine, non dimenticatevi degli altri. Se non vi sentite bene state a casa per qualche giorno, per evitare di diffondere i germi. 
  • fonte:farmacoecura 

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Le allergie e le intolleranze alimentari

La stagione delle allergie ai pollini che riempono l’aria di città e campagne all’inizio di primavera inizia a farsi sentire. Tuttavia molti italiani soffrono anche di allergie di tipo alimentare, che non hanno stagionalità. Cibi comuni, come latte vaccinouova o pesce, ma anche noci, frutta, legumi e cereali possono essere alimenti vietati per molte persone che soffrono di “reazioni avverse”, di rifiuto, che si manifestano in allergie o in intolleranze alimentari.

sintomi delle allergie alimentari sono simili a quelle provocate dai pollini. Sono comuni a entrambi i fenomeni allergici gli arrossamenti pruriginosi della pelle, eczemi, eruzioni o gonfiori, orticaria, arrossamenti e bolle, dermatiti. Ma anche irritazione delle labbra e della bocca, la sindrome orale allergica, problemi respiratori (riniti, congiuntiviti, asma) o problemi gastrointestinali come nausea, vomito, dolori addominali e diarrea.

I passi per diagnosticare questo tipo di disturbi sono stati spiegati dal prof. Giampiero Patriarca, direttore del Servizio di allergologia del policlinico di Roma A. Gemelli nel corso di un convegno. Il sintomo deve essere confermato da una serie di esami clinici. I prick test, i test della puntura, sono gli esami cutanei che vengono effettuati per primi: sulla pelle è inciso un piccolo taglietto su cui è versato una goccia di estratto, l’allergene. L’eventuale irritazione della pelle è un primo segnale di allergia. Il test può essere confermato utilizzando direttamente l’alimento fresco al posto dell’estratto, il cosiddetto test “prick by prick”. La ricerca nel sangue di anticorpi contro l’alimento e l’ingestione, sotto controllo medico, dell’alimento sospetto confermano la diagnosi.

La prima terapia dell’allergia alimentare è l’esclusione dalla dietadell’alimento verso cui la persona è allergica. Alcuni farmaci possono poi essere utili per calmare le manifestazione dell’allergia. In alcuni casi, ingerendo dosi crescenti del cibo verso cui si è allergico il corpo si può riabituare alla sua presenza e non considerarlo più pericoloso. È la terapia desensibilizzante specifica per via orale.

La maggior parte delle reazioni avverse agli alimenti sono, però, forme di intolleranze: il cibo non è corettamente digerito e assimilato dall’organismo perché questi non produce le proteine che lo degradano, gli enzimi digestivi, o perché la presenza di batteri ne impedisce lì’assorbimento. I disturbi legati alle intolleranze sono diversi da quelli delle allergie e includono difficoltà a digerire, nausea, vomito, dolori addominali e diarrea. L’esclusione dell’alimento dalla dieta è il rimedio d’eccellenza per l’intolleranza. In alcuni casi la “terapia desensibilizzante specifica per via orale” può avere un buon effetto.

Gli esperti sottolineano anche il rischio di shock anafilattico, una manifestazione infiammatoria improvvisa, causata dagli allergeni, che non si limita ad una parte dell’organismo ma che coinvolge tutto il corpo mettendo in pericolo la vita delle persone. Per questo, è importante che le persone allergiche si mantengano sotto controllo medico.

fonte:intrage

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Combattere obesità e sovrappeso con la dieta mediterranea

L’obesità è una malattia cronica dovuta ad eccesso di peso che può comportare complicanze cardiovascolari e dell’apparato muscolo-scheletrico nonché aumentare il rischio di patologie cronichecome il diabete, l’ipertensione, il cancro e le malattie del fegato.

A differenza dell’obesità, il sovrappeso è una condizione naturale dettata dalla società in cui viviamo e non rappresenta una malattia. Ladieta mediterranea è considerata dagli esperti un valido supporto per difendersi dall’obesità, perché consente di adottare un regime alimentare equilibrato.

Uno degli alimenti fondamentali che la caratterizzano è l’olio d’oliva, che contiene acidi grassi monoinsaturi e vitamina E, utilissimo antiossidante. Gli altri alimenti base della dieta mediterranea, quali cereali e suoi derivati, legumiverdure, frutta e pesce (che contiene acidi grassi omega 3), aiutano a combattere l’insorgenza di malattie cardiovascolari.

Per una sana alimentazione

  • Consumare almeno 5 porzioni giornaliere di frutta e verdura
  • Preferire cereali e loro derivati (pane e pasta integrale per raggiungere un apporto di fibra sufficiente) pesce
  • Utilizzare l’olio di oliva come condimento
  • Consumare la carne non più di tre/ quattro volte a settimana
  • In alternativa a carne e pesce, si può optare per il formaggio, preferibilmente meno calorico, come la ricotta di mucca o di pecora, lo stracchino, la mozzarella, la caciotta fresca

Ecco un esempio di menu tipico giornaliero

Prima colazione
Latte e caffè, fette biscottate e marmellata, oppure yogurt e cereali

Spuntino metà mattinata
Un frutto o una spremuta di agrumi

Pranzo
Un piatto di pasta al pomodoro, verdure, pane, olio d’oliva

Spuntino metà pomeriggio
Un frutto

Cena
Pesce, carne o formaggio, verdure, pane, olio d’oliva

Il segreto della dieta alimentare è quello di preferire cibi semplici, cotture e condimenti leggeri. Evitare quindi piatti troppo elaborati e calorici, intingoli, sughi pesanti; cercare di consumare verdura cruda o al vapore, ridurre al minimo cotture come il soffritto e il fritto.

Anche i condimenti devono essere soppesati con cura. Ad esempio per l’olio d’oliva, piuttosto che versato ad occhio, misurarlo con un cucchiaio; non eccedere con il sale, per dare sapore alle pietanze preferire spezie e aromi.

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In autunno ritrova l’energia con i rimedi naturali

L’autunno genera affaticamento, malinconia, cali di memoria e disturbi virali; aiutiamoci con la natura: ecco i consigli per affrontare l’autunno al top.

 

Con l’arrivo dell’ autunno siamo più predisposti ad affaticamento, cali di memoria, malinconia e disturbi virali. In questa stagione il migliore sostegno arriva dalla natura: uva,zucca, rape, barbabietole e cavoli sono ricchi di sali minerali e molto depurativi; le noci invece rigenerano il cervello. L’obiettivo salutistico principale dell’ autunno consiste nel disintossicarsi dalle scorie estive che affaticano il metabolismo: per questo, da settembre a novembre, devi prestare attenzione all’attività dei reni, del fegato e del sistema immunitario, oltre a nutrire il sistema nervoso.

Depurati con la vite 
Le terapie anti-tossine migliorano l’attività di tutti gli organi interni e la risposta immunitaria: il tuo alleato depurativo è il macerato glicemico di gemme di Vitis vinifera, estratto dai teneri germogli della vite: ha virtù diuretiche, leggermente lassative e antire umatiche.

– Il consiglio: 60 gocce la mattina a digiuno in mezzo bicchiere d’acqua, per 3 mesi (da settembre a novembre). 
Le foglie di vite gialle e rosse che trovi nelle vigne sono perfette da sbriciolare nell’acqua del bagno perché sono ricche di carotenoidi e sostante antiossidanti.

– Il consiglio: mettine una manciata nella vasca, in un sacchettino di cotone e falle macerare nell’acqua calda, poi immergiti. Dopo il bagno usa qualche goccia di gemmoderivato di vite per massaggiare il corpo.

Combatti la malinconia con l’olio di Palmarosa

Il profumo dolce e floreale dell’olio di Palmarosa ha un effetto rilassante a livello della sfera psichica; la sua tollerabilità e capacità di rivitalizzare le cellule della pelle lo rendono prezioso in autunno, quando la pelle soffre gli sbalzi climatici; la sua capacità antibatterica lo rende utile per curare cistiti e disturbi gastrici.

Il consiglio: metti 6 gocce di olio di Palmarosa nell’acqua del bagno. Per tonificare stomaco, fegato e intestino diluiscine 4 gocce in un cucchiaio di olio di oliva da massaggiare sull’addome.

I fiori di Bach energizzanti

Succede spesso, in autunno, di attraversare un momento di sfasamento causato dal cambiamento di orari, abitudini e stile di vita. Ecco i fiori di Bach adatti.

trasmette l’energia necessaria per adattarsi con maggiore facilità alle diverse situazioni e ai cambiamenti climatici? Mustard risveglia l’allegria nonostante il grigiore delle giornate d’ autunno.

Il consiglio. Versa 2 gocce di ogni fiore in una boccetta con contagocce da 30 ml, aggiungi 2 cucchiai di brandy e riempi con acqua minerale naturale. Assumi 4 gocce 4 volte al giorno, per 3 settimane.

I cibi amici dell’autunno

– Castagna: dà tono al sistema nervoso. Consumala bollita o arrostita.

– Zucca: è emolliente e tonifica stomaco e intestino.

– Cavoli: rassodano i muscoli. Mangiali crudi in insalata 2-3 volte alla settimana.

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Come eliminare le doppie punte senza tagliare i capelli

Le doppie punte, specialmente in estate, quando i capelli tendono a seccarsi, sono un problema abbastanza comune. Non disperate: non è detto che dobbiate correre dal parrucchiere per una sforbiciata!

Il rimedio più efficace contro le doppie punte è una bella spuntatina. Se, però, state cercando di far crescere ed allungare i vostri capelli, ecco un trucchetto che farà sparire le doppie punte senza dover tagliare la chioma.

Occorrente:

  • 1 parte di olio di jojoba
  • 1 parte di aceto di mele
  • 1 parte di olio di rosmarino

Come preparare un impacco per capelli anti-doppie punte?


Mischiate tutti gli ingredienti, cioè 1 terzo di olio di jojoba1 terzo di aceto di mele ed 1 terzo di olio di rosmarino. Usate il liquido ottenuto ogni 10 giorni, prima dello shampoo.

Bagnate tutti i capelli con il composto e tenete l’impacco in testa per una mezz’oretta. Lavate, poi, i capelli come al solito e risciacquate bene.

Questo impacco nutrirà a fondo il capello ed agirà da ricostituente: vi libererete delle doppie punte in maniera facile e veloce.

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Fonte: Specchioedintorni.it

Via la cistite coi rimedi dolci e la dieta antibruciore

Il 20-30% delle donne tra i 20 e i 50 anni, almeno una volta all’anno, soffre di cistite. Questo problema è causato dall’indebolimento del sistema immunitario che può avvenire, tra le altre cause, anche a seguito di uno stress eccessivo con affaticamento fisico e mentale. In ogni caso, anche quando non ne è la causa, lo stress può aggravare i sintomi della cistite e provocarne il peggioramento. Una corretta alimentazione, come quella che vi consigliamo in queste pagine, e alcune attenzioni locali (come evitare i collant, che favoriscono il ristagno di umidità a livello vaginale) spesso bastano a risolvere il problema. Oltre alle nostre indicazioni, se soffrite spesso di cistite, sarà utile valutare con un esperto l’eventuale presenza di intolleranze alimentari, che “stressano” l’organismo indebolendolo.

 

Inizia a curarti fin dalla colazione

Con un vasetto da 125 g di yogurt ricco di fermenti vivi: apporta vitamine B rilassanti e protettive del sistema nervoso e fermenti vivi che rigenerano le mucose intestinali, rafforzando così il sistema immunitario, che si forma in gran parte proprio nell’intestino.

Assumi l’estratto dei semi di pompelmo…

I semi di pompelmo contengono un’elevata concentrazione di bioflavonoidi e la loro azione battericida si esplica sulla membrana cellulare dei microrganismi, modificandone la permeabilità e le attività enzimatiche, sino alla morte del microrganismo stesso. L’estratto di questi semi agisce su 800 ceppi di batteri ed elimina anche numerosi funghi, candida compresa.
Come si usa: da 1 a 5 gocce (sono molto amare!) diluite in acqua 2-3 volte al giorno.

E fai scorta di vitamina C!

È attiva nella produzione di anticorpi e protegge le cellule dagli attacchi di virus e batteri. È anche un ottimo antiossidante, ha un’azione antiallergica e facilita l’assorbimento del ferro e di altri minerali. La trovi in mirtilli, lamponi, more, uva spina, ribes, tutti utili in caso di cistite.
Come si usa: la mattina, assumere un grammo al giorno di vitamina C in compresse.

A tavola fai così…

Per favorire la diuresi ed evitare un’eccessiva concentrazione delle urine, quindi lo sviluppo dei microbi, è necessario bere almeno 2 litri di acqua al giorno. Iniziare bevendo due bicchieri di acqua naturale appena svegli e distribuire il resto nell’arco della giornata. Utilizzare inoltre succhi vegetali e tisane (uva ursina, ortosiphon ecc.) per eliminare o ridurre la sintomatologia.
È inoltre indispensabile prestare attenzione a ciò che si mangia, preferendo tutti i cibi depurativi, meglio se crudi (o comunque poco cotti), poco conditi e scarsamente salati. Tra gli ortaggi si consigliano patate, carote, barbabietole, bietole, lattuga, pomodori (ben maturi e senza esagerare) e piselli.
Evitare la frutta secca, ridurre o – meglio – eliminare il latte vaccino, le carni insaccate e le frattaglie. Da eliminare o consumare con molta moderazione anche vino, alcolici e caffè.

La dieta antibruciori

Ai primi sintomi di cistite, adotta subito la nostra dieta antibruciore per almeno due-tre giorni consecutivi. Eccola qui di seguito!

Colazione:
1 yogurt con fermenti vivi; 1 tazza di latte di riso, caffè d’orzo, 3 fette biscottate con confettura di more o mirtilli senza zuccheri aggiunti

Pranzo:
80 g di riso integrale lessato e condito con olio d’oliva extravergine; 150 g di filetti di pesce e spinaci in padella

Spuntino:
1 succo di papaia e carcadé
Preparalo così: diluisci 2 cucchiai di succo fermentato di papaia in una tazza di infuso di carcadè tiepido (2 cucchiaini di carcadè in una tazza di acqua calda in infusione per 10 minuti). Bere 2-3 volte al giorno in fase acuta.
Perché fa bene: il succo fermentato di papaia attiva il sistema immunitario, svolge un’azione antiossidante e antietà. Invece il carcadè, ricchissimo di vitamina C, impedisce la proliferazione di batteri causa di cistite.

Cena: 
1 succo di carota; 1 piatto di minestrone di verdure e patate; 150 g di petto di pollo al forno con insalata verde mista.

Succo di carota
Preparalo così: centrifuga 3 carote e unisci il succo di mezzo limone. Bere subito. Ne basta uno al giorno per contrastare la cistite e i suoi sintomi. Bevuto la mattina a digiuno è più efficace.
Perché fa bene: la carota contiene un potente antiossidante, il glutatione, e vitamine A, E e del gruppo B, utili per difendere l’organismo dalle tossine, rafforzare le difese immunitarie e vincere lo stress. Il limone è ricco di vitamina C antibatterica.

fonte:obiettivobenessere.tgcom

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Come coprire i primi capelli bianchi con i rimedi naturali

La comparsa dei primi capelli bianchi è per tutte le donne un vero e proprio trauma. In un solo attimo ci si accorge di non essere più le fanciulle in fiore di un tempo, anche se dentro ci si sente ancora ragazzine.


Gli anni passano per tutte ma non lasciamoci buttare giù. Il primo passo verso un aspetto giovane e smagliante è liberarsi dei capelli bianchi. Ecco un metodo naturale infallibile per coprire i primi capelli bianchi o grigiastri.

Occorrente:

  • 1/2 litro di acqua
  • 2 cucchiaio di aceto di mele

Come coprire i primi capelli bianchi?

L’ingrediente miracoloso che vi aiuterà a far sparire gli odiati capelli grigi dalla vostra chioma fluente è l’aceto di mele. Aggiungete 2 cucchiai di aceto di mele per ogni 1/2 litro di acqua ed usate questo composto per risciacquare la vostra capigliatura dopo ogni shampoo.

Oltre a coprire i capelli bianchi, usando questo mix di acqua e aceto di mele per il risciacquo renderete la vostra chioma luminosa, forte e bella come mai prima.

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Rimedi casalinghi per il naso chiuso

Non abusate di farmaci decongestionanti per il naso. La congestione nasale è fastidiosa, certo, ma se avete bisogno di intervenire potete farlo in maniera più dolce: bevendo più acqua, per esempio. Una maggiore idratazione fa sì che il muco diventi meno viscoso e più facile da espllere.

Sempre utilizzando l’acqua, potete ricorrere ai risciacqui con acqua calda (non troppo) e salata, che aiutano anche a ridurre la presenza di batteri nelle vie nasali.
Una semplice ricetta per creare la vostra “soluzione nasale” casalinga è questa:

– 1/4 di cucchiaino di sale

– 1/ 4 cucchiaino di bicarbonato di sodio

Mescolateli insieme in un bicchiere di acqua.

Chinatevi poi su una bacinella e spruzzatevi delicatamente in una narice la soluzione, usando una semplice siringa senza ago. Chiudete l’altra narice con le dita durante il procedimento.
Ripetete due o tre volte per narice.

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Consigli e rimedi per prevenire e trattare la stitichezza del lattante e del bambino

Nel paragrafo precedente abbiamo descritto le più comuni cause di stipsi funzionale (condizione scorporata da qualsivoglia anomalia strutturale o metabolica). Il problema, di conseguenza, andrà affrontato cercando di porre rimedio ai fattori causali appena elencati.

Nelle prime settimane di vita, se le evacuazioni sono diradate ma le feci mantengono la loro consistenza morbida, cremosa e ricca di acqua, in genere non è richiesto alcun trattamento, anche quando il bambino si dimostra sofferente nel tentativo di evacuare. Abbiamo infatti visto come tale sofferenza appartenga in realtà ad un normale processo di crescita, durante il quale il neonato apprende un po’ alla volta a contrarre soltanto i muscoli necessari ad evacuare; diamogli quindi il tempo di fare pratica, senza immotivate preoccupazioni o interventi curativi inutili se non addirittura dannosi. 
Solo in casi estremi, e sotto consiglio del pediatra, si può ricorrere ad unmicroclistere di glicerina.

 

Se la stitichezza vera (feci dure, evacuazioni dolorose e poco frequenti) compare in un bambino alimentato con latte artificiale, il problema può essere risolto aumentando l’apporto di liquidi, ad esempio diluendo le preparazioni in polvere in maggiori quantità di acqua. Nei casi di stitichezza più ostinata può essere utile – dopo aver ottenuto il parere positivo del pediatra – mettere un po’ di succo di mela, di pera, di uva bianca o di prugna in aggiunta all’acqua del biberon.

Una sottostante allergia alle proteine del latte vaccino può essere evidenziata da sintomi come problemi digestivi, vomito, orticaria, infiammazione rettale e difficoltà respiratoria (dispnea); se il sospetto è fondato, può essere presa in considerazione una dieta di esclusione della durata di 2-4 settimane (eliminare il latte vaccino per questo lasso di tempo e vedere che succede, quindi reintrodurlo per ottenere la conferma o meno che la stitichezza e gli altri disturbi dipendano effettivamente da questa allergia).

Il cardine della terapia della stipsi nei bambini più grandicelli è quello di rendere l’evacuazione non più dolorosa, ma confortevole. A fini preventivi, è importante rendere le feci più morbide attraverso la generosa somministrazione di liquidi e “rammollitori” fecali; tra questi il più sano e naturale è dato dalla fibra alimentare contenuta negli alimenti vegetali, spesso non graditi al piccolino. Il problema può essere raggirato cercando di identificare gli alimenti graditi al proprio figlio, anche in relazione alla forma con cui si presentano. La frutta, ad esempio, può essere servita con un cucchiaio di gelato o panna montata, o semplicemente “abbellita” con un po’ di fantasia (tagliarla a spicchi per comporre un fiore, un sole, una faccia sorridente). La verdura, invece, può essere tritata e “nascosta” nel sugo o nel ripieno di polpette o tortelli. In questo contesto risulta alquanto importante anche il buon esempio dato dai genitori; se mamma e papà dimostrano di apprezzare le verdure, è infatti più facile che anche il bambino le ami. Attenzione, comunque, ad evitare situazioni conflittuali ed imposizioni troppo rigide al momento dei pasti, dato che la stitichezza del bambino comporta già di per sé un importante stress psicologico per tutta la famiglia. Oltre ad ammorbidire le feci, è ovviamente necessario curare eventuali patologie anali che rendono dolorosa l’evacuazione; a tal proposito sono utili i rimedi contro la stipsi, che rendono le feci più morbide e poltacee; altrettanto importante risulta l’accurata igiene intima e – nei casi più gravi – una terapia topica a base di pomate antibatteriche, analgesiche ed epitelizzanti.

Oltre all’alimentazione, è molto importante educare il bambino alla corretta posizione durante l’uso dei servizi igienici. L’utilizzo del vasino, per esempio, è assai più consono dal punto di vista posturale rispetto al WC, che costringe il bambino a una postura innaturale con le mani sulla ciambella per non cadere, le ginocchia unite ed i piedi a penzoloni. Se non si dispone di un bagno alla turca ed il bambino preferisce utilizzare il WC perché così facendo si sente “grande”, è consigliabile l’utilizzo congiunto degli appositi riduttori e di uno sgabello da porre ai piedi del WC, che consenta al bambino di tenere le ginocchia distanti e le piante dei piedi saldamente appoggiate su questo rialzo (per un corretto posizionamento è infatti necessario che il bambino possa appoggiare i piedi a terra o sullo sgabello).

Un’altra semplice misura per normalizzare la defecazione nel bambino stitico è il cosiddetto “toilet training”, che consiste nell’invitarlo ad evacuare nel bagno di casa in momenti prestabiliti della giornata (tardo pomeriggio, dopo cena), senza fargli troppa fretta. In questo ambiente, infatti, può godere del massimo grado di comfort, privacy e igiene.

Soltanto quando tutti questi accorgimenti non funzionano, per risolvere la stitichezza del bambino, il pediatra può prescrivere appositi presidi, come fermenti lattici probiotici, preparati di fibre o rammollitori fecali. Tra questi ultimi ricordiamo i lassativi osmotici, come il lattitolo ed il lattulosio, ed il polietilenglicole. L’uso prolungato dei lassativi stimolanti (senna, aloe succo e bisacodile) non è raccomandato per risolvere la stitichezza nel bambino; inoltre, poiché l’impiego di qualsiasi metodo lassativo tende a dare assuefazione, è importante accordarsi con il medico circa la frequenza delle applicazioni nel bambino stitico.

fonte:personaltrainer

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Sconfiggere la stitichezza: consigli utili e rimedi naturali

Rimedio naturale contro la stitichezza: non rimandare l’atto della defecazione.

Perché: tale comportamento rischia di inibire gli stimoli allo svuotamento del retto.

Come e quando: al sopraggiungere dello stimolo cercare di recarsi al bagno il prima possibile, appena le condizioni sociali lo permettono.

 

Rimedio naturale contro la stitichezza: evitare sforzi eccessivi durante la defecazione.

Perché: tale comportamento rischia di far perdere la normale coordinazione tra i meccanismi fisiologici coinvolti nella defecazione: contrazione dell’ampolla rettale, contrazione dei muscoli del pavimento pelvico e rilassamento dello sfintere anale interno (involontario) e di quello esterno (volontario). 
Sforzi eccessivi durante la defecazione predispongono anche alla comparsa delle emorroidi, e risultano potenzialmente pericolosi per le persone che soffrono di disturbi cardiovascolari (molto comuni nell’età anziana).

Come e quando: al sopraggiungere dello stimolo cercare di recarsi al bagno il prima possibile, appena le condizioni sociali lo consentono; è importante ottenere un’evacuazione naturale attendendo lo stimolo senza sforzi eccessivi, magari rilassandosi con un giornale; la posizione migliore è quella acquattata (alla turca), in cui l’addome viene naturalmente compresso contro le cosce (un rimedio utile in presenza di stitichezza è quello di porre un rialzo sotto i piedi in prossimità del wc).

fonte:personaltrainer

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