Parto indolore con il gas esilarante

Partorire senza dolore, con il sorriso sulle labbra e, possibilmente, una bella risata finale che accoglie il nascituro. Il sogno di quasi tutte le donne diventa realtà, e proprio in un ospedale italiano. A Milano, infatti, si è sperimentato l’uso del gas esilarante come anestetico durante il travaglio.

Succede al Buzzi, nota struttura ospedaliera milanese all’avanguardia per quanto riguarda la sperimentazione di metodi anti dolore pensati per le partorienti. Nello scorso luglio, infatti, è stato testato l’uso del protossido di azoto sulle donne in travaglio, alleviate dai consueti dolori dovuti alle contrazioni e alla dilatazione di un buon 50 per cento.

Non più urla liberatorie e insulti ai futuri papà presenti, ma solo una sana risata. Questo nuovo metodo alla base del parto indolore è stato promosso dalla dottoressa Ida Salvo, responsabile del reparto di anestesia, rianimazione e terapia intensiva pediatrica del Buzzi.

Per le future mamme prossime al parto nulla di più facile, e assolutamente non invasivo. È sufficiente inalare il gas miscelato con ossigeno attraverso una mascherina poco prima dell’arrivo di una contrazione, e solo fino al termine di questa. Per quanto possa sembrare insolito, questo sistema permette di limitare notevolmente i dolori del parto senza che debbano essere iniettate sostanze anestetiche.«Il protossido di azoto è un farmaco antico, già usato dai dentisti nell’Ottocento e assolutamente sicuro, che si assume per inalazione e viene eliminato con il respiro, senza alcun effetto per fegato e reni. Si tratta di un analgesico lieve che riduce il dolore del parto del 40-50 per cento e che potrebbe evitare altre anestesie. Considerando che solo il 19% degli ospedali italiani offre l’epidurale, questa può essere una valida ed economica alternativa per le partorienti e gli ospedali, visto che non necessita della presenza di un anestesista, ma basta solo formare ostetrici e ginecologi. Si può usare anche nei casi in cui l’anestesia è sconsigliata, o dopo il parto, quando si mettono i punti».

Il confronto con l’epidurale è quindi presto fatto, anche dal punto di vista economico. Sappiamo, infatti, quanto la possibilità di usufruire di questo tipo di analgesia in Italia sia ancora limitato, soprattutto perché richiede costi notevoli e la presenza fissa di un anestesista. Il 20% delle donne che hanno sperimentato il gas esilarante a Milano hanno poi effettivamente rinunciato alla peridurale. Quali sono gli effetti collaterali? Praticamente nessuno, se non un’insolita euforia e una possibile confusione, ma solo momentanea e certamente differente da quella che si potrebbe avere dopo ore e ore di travaglio massacrante. Un ultimo dato positivo: pare che non ci siano assolutamente rischi di inquinamento ambientale.

Fonte: Il Giornale

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Tutte le fobie del mondo “clicca sulla foto”

 


 

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Acarofobia: timore di avere prurito; degli insetti che causano prurito.

Acatartofobia: avversione per lo sporco e per la polvere.

Acluofobia: paura dell’oscurità.

Acrofobia: paura dell’altezza e dei luoghi alti.

Acusticofobia: paura dei rumori.

Aeroacrofobia: paura di posti alti e aperti.

Aerofobia: insofferenza del contatto della pelle con l’aria.

Aeronausifobia: timore di vomitare a causa del mal d’aria.

Afefobia: paura del contatto, di esser toccati.

Algofobia: paura del dolore fisico.

Agorafobia: paura degli spazi aperti o dei luoghi affollati (da agorà, piazza).

Agrizoofobia: paura degli animali selvatici.

Agyrofobia: paura delle strade o di attraversare le strade.

Aicmofobia: paura degli oggetti acuminati e taglienti.

Ailurofobia: paura dei gatti.

Alectorofobia: paura dei polli.

Alliumfobia: avversione per l’aglio.

Amartofobia: paura di sbagliare o peccare.

Amatofobia: paura della polvere.

Amaxofobia: paura di guidare un’automobile.

 

 

Ambulofobia: paura di camminare.

* Amnesifobia: paura di soffrire di amnesia.

Amycofobia: paura dei graffi o di essere graffiato.

Anablefobia: paura di guardare in alto.

Anchilofobia: paura dell’immobilità di un’articolazione.

Androfobia: paura, avversione, antipatia per gli uomini (maschi).

Anemofobia o ancraofobia: paura del vento, delle correnti d’aria.

Anginofobia: paura di soffocare.

* Antlofobia: paura delle inondazioni.

* Antropofobia: paura della gente e dei contatti sociali (dal greco “anthropos”, uomo).

Apifobia: paura delle api.

* Aracnofobia o aracnefobia: paura dei ragni.

Arsonfobia: vedi pirofobia.

* Asimmetrofobia: idiosincrasia per le cose non simmetriche.

Astrafobia: paura dei tuoni e dei fulmini.

Ataxofobia: paura dell’atassia (scoordinamento dei muscoli).

Athazagorafobia: paura di essere dimenticati o ignorati, o di dimenticare.

Atefobia: paura delle rovine.

Atelofobia: avversione per l’imperfezione.

Atomosofobia: paura delle esplosioni atomiche.

Atychifobia: paura di fallire.

Aurofobia: avversione per l’oro.

Aurorafobia: paura dell’aurora.

Autofobia: paura di essere soli o paura di se stessi.

Autodismorfofobia: paura di essere sgradevoli, brutti, deformi.

Automatonofobia: avversione per ciò che è fatto ad imitazione di un essere umano (burattini, bambole, statue di cera, spaventapasseri)

Automisofobia: timore di essere sporchi.

Aviofobia o aviatofobia: paura di volare (paura degli aerei)

 

 

Bacillofobia: paura dei microbi.

* Bacteriofobia: paura dei batteri.

* Barofobia: paura della gravità (del peso).

Basifobia o Basofobia: paura di cadere (se si sta in piedi o si cammina).

Batofobia: paura della profondità e delle altezze.

Batracofobia: idiosincrasia per le rane e degli anfibi.

Belonefobia: vedi aicmofobia.

Biofobia: paura della convivenza con esseri umani o animali.

Blennofobia: paura o disgusto per le cose viscide.

Bromidrofobia’ o bromidrosifobia: avversione per gli odori corporei.

Brontofobia: paura dei tuoni.

Bufonofobia: avversione, disgusto per i rospi.

 

 

Cacofobia: paura della bruttezza.

Cainofobia o cainotofobia o cenofobia o cenotofobia: paura di cose o idee nuove.

Calliginefobia: paura, antipatia, difficoltà a rapportarsi con donne belle.

* Cancerofobia o carcinofobia o carcinomafobia: paura di ammalarsi di cancro

Cardiofobia: paura del cuore o delle malattie del cuore.

Catagelofobia: paura, timore di essere ridicolizzati e presi in giro.

Catapedafobia: paura di saltare.

Catisofobia: paura di sedersi.

Ceraunofobia: paura dei tuoni.

Chaetofobia: paura dei capelli.

Cheimafobia o Cheimatofobia: paura del freddo.

Chemofobia: paura delle sostanze chimiche.

Chiraptofobia: paura di essere toccati.

Chorofobia: avversione per il ballo.

Cibofobia: paura del cibo.

Ciclofobia: paura, avversione per le biciclette.

Cimofobia: paura, avversione per le onde del mare.

Cinetofobia: paura del movimento.

* Cinofobia: timore verso i cani (di essere morsi).

Claustrofobia: paura, fobia degli spazi chiusi.

Cleisiofobia o cleithrofobia: paura di essere rinchiusi in un luogo.

Cleptofobia: paura di rubare

Climacofobia: timore delle scale a chiocciola o di cadere dalle scale.

Clinofobia: paura di andare a letto.

Cnidofobia: paura degli spaghi.

Coimetrofobia: avversione, paura dei cimiteri.

Coitofobia: paura dell’atto sessuale.

Colerofobia: paura della rabbia (di provare rabbia).

Cometofobia: paura delle comete.

Contreltofobia: paura di essere stuprati.

Coprastasofobia: paura della costipazione.

Coprofobia: paura delle feci.

Coproasfissiofobia: paura di essere soffocati dalle feci.

Coulrofobia: paura, dei clown malvagi.

Counterfobia: il piacere di un fobico nel ricercare situazioni che lo spaventano.

Crematofobia o chrometofobia: idioincrasia per il denaro

Cremnofobia: paura dei precipizi.

Criofobia: paura del freddo, del gelo, del ghiaccio.

Cristallofobia: avversione, paura del vetro, dei cristalli.

Cromatofobia o cromofobia: paura dei colori.

Cronofobia: paura del tempo (da cronos = “tempo”).

Cronometrofobia: idiosincrasia per gli orologi.

Cyberfobia: paura, avversione dei computer o di lavorare al computer.

Cymofobia: paura delle onde o di movimenti ondeggianti.

Cyprifobia (o cyprianofobia, cypridofobia, cyprinofobia): paura delle prostitute o delle malattie veneree.

 

 

* Daemonofobia o demonofobia: paura dei demoni

* Decidofobia: paura di prendere decisioni.

* Defecaloesiofobia: paura di una defecazione dolorosa.

Deipnofobia: paura di cenare o di conversare a cena.

Dementofobia: paura della follia.

Demofobia: paura della folla

Dendrofobia: paura degli alberi.

Dentofobia: paura dei dentisti.

Dermatofobia o dermatopatofobia o dermatosiofobia: paura delle lesioni o delle malattie alla pelle.

Dextrofobia: paura degli oggetti alla destra del corpo.

Didascaleinofobia: paura di andare a scuola.

Dichefobia: paura della giustizia, dei giudici o dei processi.

Dinofobia: paura delle vertigini o dei vortici.

Diplofobia: paura di vedere doppio o delle cose doppie.

Dipsofobia: paura di bere.

Disabiliofobia: paura di spogliarsi di fronte a qualcuno.

Dismorfofobia o quasimodofobia o bellopedefobia: paura di essere o apparire deformi.

* Domatofobia: paura delle case, di trovarsi in casa o nei dintorni di casa.

Dorafobia: paura del pelo o della pelle degli animali.

Dromofobia: paura dei mezzi di locomozione (treni).

Dystychifobia: paura degli incidenti.

 

 

Ecclesiofobia: paura delle chiese.

Ecofobia: paura di restare soli in casa.

* Edonofobia: paura di provare piacere fisico.

Efebofobia: paura dei imberbi.

Eisoptrofobia: paura degli specchi.

Elasmofobia: paura degli squali.

* Electrofobia: paura dell’elettricità.

Eleuterofobia: paura della libertà.

Eliofobia: paura del Sole.

Elurofobia: vedi ailurofobia.

Ematofobia: vedi emofobia.

Emetofobia: paura di vomitare.

* Emofobia: paura del sangue.

Elmintofobia: paura dei vermi o di esserne infestati.

* Enetofobia: paura degli spilli.

Enissofobia o enosiofobia: paura di aver commesso un peccato imperdonabile o di ricevere critiche.

Enofobia: paura del vino.

Enochlofobia: paura della folla.

* Entomofobia: avversione, ripulsa, paura degli insetti.

Eosofobia: paura dell’alba.

Epistaxiofobia: paura delle emorragie dal naso.

Epistemofobia: paura della conoscenza.

Equinofobia: paura dei cavalli.

Eremofobia: paura di essere sé stessi o della solitudine.

Ereutofobia o eritrofobia: paura del colore rosso, delle luci rosse o di arrossire.

Ergasiofobia: paura di lavorare, di operare (da parte di chirurghi)o timore di agire e provocare esiti disastrosi.

Ergofobia: paura del lavoro.

Eritrofobia: paura di arrossire

Erotofobia: paura dell’amore sessuale o delle questioni sessuali.

Erpetofobia: paura dei rettili o degli animali che strisciano.

* Eterofobia: paura del sesso opposto.

Eufobia: paura di sentire buone notizie.

Eurotofobia: paura dei genitali femminili.

 

 

Fagofobia: paura di mangiare (o di essere mangiati).

Falacrofobia: paura delle calvizie.

* Fallofobia: paura del pene (in erezione).

Farmacofobia: paura dei medicinali.

* Felinofobia: vedi ailurofobia.

Filofobia: paura di innamorarsi.

Fobofobia: paura di aver paura.

* Fonofobia: paura dei suoni.

Fotofobia: paura della luce

Frigofobia: vedi criofobia

 

 

Iatrofobia: paura dei medici.

* Idrofobia: paura dell’acqua.

Idrofobofobia: paura della rabbia.

Igrofobia: paura dell’umidità.

* Insectofobia: vedi entomofobia.

* Ipnofobia: paura di dormire.

Ippofobia: vedi equinofobia.

Italofobia: Paura di tutto ciò che riguarda l’Italia.

Ittiofobia: paura dei pesci.

 

 

Keraunofobia: paura dei tuoni.

 

 

Laliofobia: paura di parlare.

Leprofobia: paura della lebbra

Leucofobia: paura del colore bianco.

Lilapsofobia: paura delle tempeste.

Limnofobia: paura dei laghi.

Lisifobia: Timore di lasciare delle questioni in sospeso.

Logofobia: paura delle parole (di determinate parole).

 

 

* Maniafobia: paura della malattia mentale

Mastigofobia: paura di essere puniti.

Megalofobia: paura delle cose grandi.

Melanofobia: paura del colore nero.

Melissofobia: vedi apifobia.

Melofobia: paura della musica.

Meningitofobia: paura delle malattie al cervello.

Menofobia: paura delle mestruazioni.

Metallofobia: paura dei metalli.

Micofobia: paura dei funghi.

Microbiofobia: vedi bacillofobia.

Microfobia: paura delle cose piccole.

* Mirmecofobia: paura delle formiche.

* Misofobia: paura di rimanere “contaminati” dal contatto con corpi estranei, più spesso dal contatto umano; ne conseguono numerose precauzioni igieniche da parte del soggetto misofobo.

Mnemofobia: paura dei ricordi.

* Monofobia: paura della solitudine.

* Monopatofobia: paura di ammalarsi relativa a una singola, determinata malattia.

Mottefobia: paura delle falene.

Musofobia o murofobia: paura dei topi.

Mutandofobia: paura delle mutande.

 

 * Necrofobia: paura della morte o di corpi morti.

* Nefofobia: paura delle nuvole.

Neofobia: paura delle novità.

Nictofobia o noctifobia: paure del buio (della notte).

Nosocomefobia: paura degli ospedali.

Nosofobia: paura di ammalarsi.

Nudofobia: vedi gimnofobia.

 

 

Obesobofobia: paura di ingrassare.

Obofobia: paura dei barboni

Odinofobia: vedi algofobia.

Odontofobia: vedi dentofobia

* Ofidiofobia: paura dei serpenti

Oicofobia o oikofobia: vedi domatofobia.

Ombrofobia: paura della pioggia.

Ommetafobia: paura degli occhi.

Omofobia: paura, avversione, razzismo verso persone omosessuali, di essere considerato o di diventare omosessuale.

* Oneirofobia: Paura dei sogni.

Ornitofobia: paura degli uccelli.

 

 

Pagofobia: paura del ghiaccio.

Panofobia: paura di tutto.

Pantofobia: paura di tutto.

Papirofobia: paura della carta.

Parassitofobia: paura dei parassiti.

Partenofobia: paura delle vergini o delle ragazze giovani.

Patofobia: paura delle malattie.

Pediculofobia: paura dei pidocchi.

Pedofobia: paura dei bambini.

Pendofobia: paura degli orologi a pendolo.

Peniafobia: paura della povertà.

Pharmacofobia: Paura di prendere medicinali.

* Pirofobia: paura del fuoco.

Placofobia: paura delle tombe (lapidi).

Plutofobia: paura della ricchezza.

Pluviofobia: paura della pioggia.

Pnigofobia o Pnigerofobia: Paura di soffocare o essere soffocato.

Pocrescofobia: vedi obesofobia.

Pogonofobia: paura delle barbe.

Polifobia: paura per molte cose (insieme di fobie).

Potamofobia: paura dei fiumi (dell’acqua corrente).

 

 

Radiofobia: paura delle radiazioni, dei raggi X.

Rupofobia: paura dello sporco e di ciò che non è igienico, dalla quale spesso deriva l’ossessione a pulire

 

 

Tacofobia: paura della velocità.

Tafofobia: paura di venire sepolti vivi.

Talassofobia: paura del mare (di annegare).

Tanatofobia: paura ossessiva della morte

Taurofobia: paura dei tori.

Tecnofobia: paura della tecnologia.

Teofobia: paura della religione, di Dio, degli dèi.

Termofobia: paura del calore.

* Tomofobia: paura dei tagli, delle operazioni chirurgiche.

Topofobia: paura di determinati luoghi.

Toxofobia: paura di essere avvelenati.

* Traumatofobia: paura di ferirsi.

Tricofobia: paura dei capelli.

Triscaidecafobia: paura del numero 13.

* Tropofobia: paura di muoversi (di cambiare luogo).

 

 

Uranofobia: paura del cielo (del paradiso).

Urofobia: paura dell’urina (di urinare,attraverso l’uretra).

 

 

Vaccinofobia: paura delle vaccinazioni.

Venustrafobia: paura delle belle donne.

Verbofobia: paura delle parole.

* Verminofobia: paura dei germi.

 

 

Xantofobia: paura del colore giallo.

Xenoglossofobia: Paura delle lingue straniere

Xenofobia: paura, avversione, razzismo verso gli stranieri (degli sconosciuti).

Xerofobia: Paura della siccità.

Xylofobia: Paura degli oggetti di legno o paura dei boschi.

 

 

Zemmifobia: Paura di un grosso topo.

Zeusofobia: Paura degli dei.

* Zoofobia: paura degli animali.

 

Fonte: Wikipedia.it


l’amido di riso per una pelle morbida

 L’amido di riso è un vero alleato per la pelle grazie alle sue proprietà idrantanti elenitive. Inoltre, è indicato anche per le irritazioni della pelle nei bambini e nei neonati. Si ottiene dal riso prima ammorbidito, poi macinato. Prima di essere polverizzato viene separato e fatto essiccare. Va precisato che quello che si trova nei supermercati è amido modificato, ma per ottenere maggiori benefici è consigliato quello purissimo.

 

Proprietà dell’amido di riso: 

  • Azione antinfiammatoria: l’amido di riso è particolarmente indicato per le irritazioni della pelle. Con il freddo, ad esempio, le mani e il viso tendono ad arrossarsi. Per apprezzare appieno le virtà di questo rimedio naturale, fate sciogliere 1 cucchiao di amido in una tazza di acqua bollente, e lasciate intiepidire. Dopo, applicate questo composto sulla pelle con delle garze, e lasciate agire per almeno 1 ora. Quindi, rimuovete garze e amido, e lasciare asciugare per bene la pelle.

 

  • Azione idratante: con l’amido di riso è possibile ottenere un’ottima maschera per il viso dall’azione lenitiva ed idrantante. Mescolate 1 cucchiaio di amido di riso, 1 cucchiaio di argilla verde e 1 cucchiaio di yogurt fino a quando non avrete ottenuto un bel composto. Lasciate agire sul viso per almeno 1 ora.
  • Azione illuminante: l’amido di riso è perfetto anche per fare una maschera illuminante per il viso, magari non più giovanissimo e dal colorito un po’ spento. Fate cuocete a vapore 1 carota, quindi passatela al frullatore fino ad ottenere una crema omogenea. A questa unite un cucchiaino di amido di riso. Applicate la pappa così ottenuta su viso e collo e fate agire per mezz’ora. Trascorso questo lasso di tempo, sciacquate con acqua tiepida e tamponate delicatamente con un asciugamano morbido.
  • Azione lenitiva e rilassante: per avere la pelle del corpo fresca e morbida, aggiungete all’acqua del bagno un sacchetto di tela contenente da 200 a 500 g di amido di riso purissimo.

Amido di riso dove si compra

L’amido di riso purissimo si compra in erboristeria, e costa meno di 5 euro per 500 g. 

fonte: medicinalive

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Rimedi naturali d’autunno: curare pelle e corpo con le castagne

la castagna, ricca di fibre, minerali e vitamine. Le sue qualità nutrizionali sono da tempo decantate – si pensi che spesso sostituiva il pane sulle tavole delle popolazioni di montagna ed è tutt’oggi un alimento consigliato nei casi di asteniae forte stress fisico e mentale – ma poco si dice a proposito del fatto che sia anche un rimedio naturale impareggiabile per la bellezza e la salute della pelle.

 

In questo periodo, poi, in modo particolare: l’autunno e’ una stagione critica per la cute, affaticata dalla troppa esposizione al sole dei mesi estivi e sottoposta all’azione irritante degli sbalzi di temperatura e dello smog cittadino.

Grazie alle proprietà dell’escina – che svolge un’azione vaso protettiva a livello del microcircolo– ma anche dei tannini, dei flavonoidi e  dellecurarine, infatti, castagne e famiglia costituiscono la base di moltissimi trattamenti autunnali proposti da centri termali e Spa.

Dalle maschere per il viso astringenti e disinfettanti che contrastano l’eccesso di sebo e la formazione di brufoli, agli impacchi decongestionanti e tonificanti capaci di restituire luminosità anche alla pelle più asfittica. Molto richiesti anche trattamenti nutrienti e lenitivi che sfruttano i principi attivi della castagna resi maggiormente efficaci dal connubio con le acque termali.

Per il corpo, poi, l’offerta di trattamenti si fa ancora più ampia: c’è lo scrub al fango termale e farina di castagna o, in alternativa, quello al sale marino e miele di castagno che preparano la pelle a ricevere i benefici di un massaggio vitaminico all’olio di ippocastano. E poi i bagni rinvigorenti e le manipolazioni con emulsioni di castagna per contrastare la ritenzione idrica. Per concludere, dulcis in fundo,pediluvi rivitalizzanti a base di decotti di corteccia e foglie di castagno e tisane rilassanti e depurative agli estratti del coriaceo frutto d’autunno.

Ma una pelle morbida e compatta si può ottenere anche a casa: l’industria della cosmetica offre marmellate rigeneranti e gel vitaminici alla castagna, mentre, per le appassionate di rimedi della nonna, una maschera che dona lucentezza e corpo ai capelli opachi e sfibrati si ottiene mescolando purea di castagne bollite a germe di grano e henne neutro.

fonte:gogreen.virgilio.it

 

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Apparecchi trasparenti, denti nuovi in poche ore. Le ultime tecniche dell’Odontoiatria.

 Il concetto estetico ha raggiunto un ‘’importanza davvero centrale nella moderna società, divenendo quasi un valore imprescindibile per gli individui che ne fanno parte. Molte branche della Medicina si sono trovate a fare i conti con pazienti sempre più esigenti ed attenti agli effetti che una determinata metodologia curativa può provocare all’aspetto fisico. Ne è prova la sostituzione dei tradizionali occhiali da vista con l’inserimento di lenti a contatto, decisamente meno invasive a livello estetico, o le nuove tecniche di Chirurgia Laser che nella maggior parte dei casi riescono a risolvere definitivamente il problema della miopia.

Si pensi anche alla Chirurgia Estetica, che negli ultimi anni ha conosciuto un boom notevole, anche grazie alla creazione di interventi più rapidi di quelli tradizionali, come l’inserimento del botulino in determinate aree del volto per simulare lineamenti freschi e giovanili. Anche l’Odontoiatria non è stata da meno, sviluppando una particolare branca conosciuta come Odontoiatria Estetica. Un esempio è rappresentato dal nuovoApparecchio Invisibile, mascherine trasparenti che sostituiscono i vecchi apparecchi ortodontici caratterizzati da piastrine e fili metallici. Si tratta di una serie di mascherine in plastica trasparente, da applicare alle arcate dentali per correggere problemi ortodontici e di malocclusione. Ogni mascherina corrisponde ad una fase precisa della cura. Sono facili da applicare ed estrarre, e consentono dunque di consumare i pasti e igienizzare il cavo orale senza particolari disagi per il paziente che le indossa. Grande sviluppo hanno conosciuto anche le tecniche di Sbiancamento Dentale, ormai eseguite con grande competenza dai medici mediante paste abrasive e apparecchi ad ultrasuoni, in grado di rimuovere le patine di tartaro e placca senza intaccare minimamente lo smalto dentale. Un ritorno rapido al sorriso smagliante.

L’ultimo ritrovato nel campo sedativo è invece una particolare miscela di ossigeno e protossido d’azoto, somministrate per via inalatoria per mezzo di una particolare apparecchiatura in grado di creare la giusta miscela. Il protossido d’azoto viene spesso chiamato gas esilarante, proprio per la sensazione di benessere ed euforia che provoca nel paziente. La grande novità portata dalla tecnica detta sedazione cosciente, è propri il livello di veglia che l’ammalato mantiene nel corso dell’intervento. La collaborazione attiva del paziente a volte è assolutamente decisiva per la riuscita completa delle operazioni. Inoltre la scarsa invasività del trattamento esclude tutte le possibili controindicazioni di una anestesia tradizionale, come può essere per esempio la totale, davvero difficile da smaltire. I vantaggi della sedazione cosciente sono l’incremento del livello della soglia del dolore, un rilassamento completo dei muscoli, l’abolizione del riflesso del vomito ed una stabilizzazione del battito cardiaco. Il paziente, sotto effetto dei gas, avverte una piacevole sensazione di benessere fisico e psichico. La tecnica è perfetta per i bambini, ma non si esclude certo una sua applicazione anche in pazienti adulti.

La risoluzione di problemi anche gravi di edentulismo risulta così veloce e sicura.

Il sorriso è divenuto col tempo una sorta di biglietto da visita della persona, un indicatore del suo livello di cura personale, dall’igiene alla salute. Grazie a queste innovative tecniche gli interventi risultano decisamente più rapidi e sicuri, con grande vantaggio per medici e pazienti.

 

 

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Curry, efficace contro il cancro alla prostata

non tutti sanno è che il curry non è una spezia singola, bensì una miscela di aromi e di spezie dalla composizione variabile e costituita principalmente da zenzero, cumino, coriandolo, pepe nero, noce moscata, cannella, zafferano, peperoncino, cardamomo e curcuma.

E proprio una delle molecole contenute nella curcuma, la curcumina, è stata oggetto di un recente studio realizzato dai ricercatori del Jefferson Kimmel Cancer Center, coordinato dalla dottoressa Karen Knudsen e pubblicato sulla rivista Cancer Research.

 

I test sono stati eseguiti su alcuni pazienti affetti da carcinoma della prostata resistente alla castrazione che seguivano una terapia di deprivazione androgenica.
Gli studiosi hanno potuto appurare che la curcumina era capace di bloccare i recettori proteici (ovvero p300 e CPB) che favoriscono la proliferazione del tumore ed ostacolano il successo della terapia. Quindi, l’azione della curcumina si è rivelata in grado di impedire l’espansione della malattia e capace di rendere la terapia più efficace.
Ulteriori test, svolti su modello animale, hanno confermato i risultati ottenuti nella prima fase, dal momento che la curcumina aveva bloccato lo sviluppo della massa tumorale e ne aveva ridotto le  dimensioni.

Secondo la dottoressa Knudsen, lo studio realizzato dal suo team ha messo in evidenza che la curcumina potrebbe avere un ruolo importante anche nella terapia di altre neoplasie maligne, come il cancro al seno, rivelandosi un valido agente terapeutico.

Peraltro, va ricordato che la curcumina aveva già attirato l’attenzione della comunità scientifica per le sue proprietà antitumorali. Un paio di anni fa, alcuni ricercatori del Cork Cancer Research Center, in Irlanda, avevano concluso che la curcumina si era dimostrata molto promettente nel trattamento del cancro all’esofago, distruggendo le cellule cancerogene nel giro di 24 ore e innescando un successivo processo di autodistruzione delle stesse.

In definitiva, via libera al curry in cucina, una miscela di spezie che rende i nostri piatti non solo più deliziosi, ma anche più salutari.

fonte: megliosapere

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benefici e proprietà del tè verde

 

Il tè verde ha proprietà rilassanti, aiuta ad eliminare o diminuire il mal di testa ed è ottimo per attenuare l’ansia e ridurre lo stress. È anche un buon regolatore gastrointestinale, utile contro la sindrome del colon irritabile e in caso di diarreagastroenteriti ed altri problemi di stomaco.

 

Alcuni dentifrici sono composti da estratti di tè verde, questo è dovuto alle fatto che questo tè ha proprietà che aiutano a proteggere i denti dalla carie. In generale, possiamo dire che il tè verde è un potentissimo antiossidante,

Un’altra caratteristica importante del tè verde, è la sua proprietà diuretica. Si crede inoltre che possa aiutare a prevenire le allergie e ad attenuare l’asmainoltre sembrerebbe avere dei benefici nella cura e nella prevenzione del cancro; i paese in cui viene bevuto assiduamente hanno il più basso tasso di ammalati di tumore al seno, colon, pelle, pancreas, esofago e stomaco.

Un altro dono che il tè verde ci dà è la sua azione benefica nel ridurre il colesterolo cattivo (LDL) e i trigliceridi e la sua azione contro l’alito cattivo 

Consiglio: Persone nervose, o che soffrono di insonnia o di ipertensionedovrebbero bere tè verde a dosi moderate e sempre previa consultazione del proprio medico.

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Endometriosi: cos’è, i sintomi e le terapie

 Cercherò di spiegare, nel modo più semplice possibile, questa patologia che interessa molte  donne e che, nel 30-40% dei casi può portare a infertilità. Il nostro utero è rivestito internamente da un particolare tessuto chiamato endometrio. L’endometrio lo possiamo considerare suddiviso in due parti. Quella più superficiale va incontro alle modificazioni tipiche che caratterizzano il ciclo mestruale: crescita e sfaldamento. La parte basale invece ha funzioni rigenerative.

Quando l’endometrio si sviluppa anche in altre parti del copro e non solo all’interno dell’utero, si parla di endometriosi.

In casodi endometriosi questo tessuto può interessare le ovaie, le tube , i legamenti dell’utero, l’area tra la vagina e il retto, la superficie esterna dell’utero e il peritoneo (il tessuto di rivestimento della cavità peritoneale).Come l’endometrio dell’utero, anche il tessuto endometriale che si trova in aree diverse è soggetto all’azione ormonale  e in particolare a quella degli estrogeni. Quindi cresce, si sfalda e sanguina. Questo sanguinamento però  non ha la possibilità di uscire e pertanto il sangue ristagna ,  infiamma la zona interessata e come risultato dell’infiammazione si ha la formazione di tessuto cicatriziale. Questo tipo di tessuto a lungo andare può causare la formazione di aderenze tra i vari organi. Oltre a ciò c’è il dolore provocato dall’infiammazione che può coincidere con il ciclo mestruale o essere costante. Anche le stesse aderenze sono fonte di dolore.

L’endometriosi in genere peggiora nel tempo se non viene curata. E’ più frequente nelle donne tra i 30 ei 40 anni, ma può instaurarsi  in qualsiasi momento  durante il periodo che intercorre tra il primo menarca e la menopausa. L’endometriosi si verifica più spesso nelle donne che non hanno mai avuto figli. Le donne con una madre, sorella o figlia che hanno sofferto di endometriosi sono maggiormente predisposte a svilupparla. L’endometriosi è trovato diagnosticata in circa tre quarti delle donne che riportano dolore pelvico cronico.

Sintomi

I sintomi sono variabili e dipendono da donna a donna.L’intensità  del dolore non è sempre un buon indicatore della gravità della malattia. Alcune donne con dolore lieve possono essere casi gravi, mentre altre che riportano forti dolori,  possono essere casi lievi. In molti situazionila scoperta dell’endometriosi viene fatta quando si fanno indagini richieste perché la donna non riesce ad avere una gravidanza.

I sintomi si possono raggrupare in due gruppi principali: dolore e infertilità.

I sintomi dolorosi sono:

– dolore prima e durante le mestruazioni,

– dolore durante i rapporti sessuali

– dolore pelvico cronico

– dolori associati alla localizzazione del tessuto endometriale: dolori al retto, dolori durante la minzione, dolori lombari o lungo un arto, stitichezza o diarrea .

Un sintomo importante che colpisce il 30-40% delle donne che soffrono di endometrioso èl’infertilità.

Anche per questo motivo è importante che venga diagnosticata in tempo. L’infertilità può essere dovuta al danneggiamento dei tessuti ovarici causata dall’endometriosi, o da aderenze che hanno compromesso il rapporto tra ovaia e tuba. Oppure ancora da fattori biochimici. Si pensa infatto che la modifica del liquido peritoneale potrebbe diminuire la vitalità degli ovuli.

Diagnosi

Per diagnosticare l’endometriosi innanzitutto è necessaria una corretta anamnesi familiare e la avalutazione di tutti i sintomi. Poi ci sono una serie di esami più o  meno invasivi che possono aiutare nel definire la patologia.

L’ecografia transvaginale può dare indicazioni importanti ma la diagnosi certa si ha con la laparoscopia che permette di valutare il coinvolgimento degli organi e anche rimuovere chirurgicamente le lesioni endometriosiche che poi verranno sottoposte ad esame istologico.

Naturalmente a seconda della localizzazione dei sintomi si può ricorrere ad altre indagini strumentali come  la cistoscopia, la colonscopia, il clisma opaco, oppure la TAC e la risonanza magnetica.

Può essere valutato anche un marcatore nel sangue, il CA125 che però si riscontra anche in altre situazioni infiammatorie o patologie.

Terapia

Il trattamento dell’endometriosi dipende dalla gravità della malattia, dai  sintomi e se si desidera o meno di avere dei figli. Non si parla di cure, perchè attualmente non esiste una cura definitiva  per l’endometriosi che rimane quindi una patologia cronica. Esistono comunque terapie per  alleviare il dolore e contrastare l’infertilità.

Il trattamento può essere fatto con farmaci o tramite  interventi chirurgici, oppure con entrambi. Anche se le terapie o gli interventi possono alleviare il dolore e l’infertilità per una periodo, i sintomi possono ripresentarsi dopo il trattamento

In alcuni casi di endometriosi, vengono prescritti  farmaci anti-infiammatori  (FANS) per alleviare il dolore. Questi farmaci chiaramente  non trattano gli  altri sintomi dell’endometriosi.

Le cure ormonali invece possono invece contribuire a rallentare lo sviluppo del  tessuto endometriale e  prevenire la formazione di  nuove adesioni, ma non completamente eliminarle. Gli ormoni più comunemente prescritti sono:

– Contraccettivi orali
– Analoghi del GnRH
– Progestinici
– Danazolo

Altro tipo di terapia è rappresentata dall’intervento chirurgico che permette di  rimuovere l’endometriosi e il tessuto cicatriziale intorno ad esso. Nella maggior parte dei casi gravi di endometriosi, la chirurgia rappresenta il trattamento  migliore.

La chirurgia è eseguita soprattutto tramite  laparoscopia. Durante la laparoscopia vengono rimossi i tessuti edometriosici.  In alcuni casi però  necessario utilizzare una procedura chiamata laparotomia. Sarà il vostro medico a decidere la procedura migliore a seconda delle localizzazione dell’endometriosi.

Anche la chirurgia non è un trattamento definitivo perchè i sintomi possono ripresentarsi. il 50% delle pazienti riporta il ritorno dei sintomi dopo un anno dall’intervento. Più grave è l’endometrisi più probabile è il suo rimanifestarsi.

Le donne che soffrono di endometriosi ma che riescono ad avere una gravidanza possono avere una remissione temporanea della patologia. La gravidanza infatti comporta uno stato di bassi livelli estroginici.

In alcuni casi pertanto è consigliato alla donna che soffre di endometriosi di avere una gravidanza prima possibile.

Siti utili:

http://www.endoassoc.it

http://www.endometriosi.it/

fonte: http://www.periodofertile.it

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maschera per capelli secchi alla frutta

 

Una maschera nutriente alla frutta, ricca di fibre e di vitamine.

Gli ingredienti:

  • Un mango
  •  Una pesca o un’albicocca 
  • 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva 
  • Uno yogurt bianco 
  • Un cucchiaio di muesli senza zucchero aggiunto

 La ricetta: Mixa i frutti con lo yogurt e il muesli, aggiungi l’olio d’oliva e applica il composto sui capelli. Lascia in posa per minimo 30 minuti. Risciacqua abbondantemente e lascia asciugare i capelli all’aria.

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come schiarire i capelli

 

La Matricaria camomilla, comune in tutti i prati, è la pianta più conosciuta e utilizzata per riflessare i capelli. Il decotto si prepara facendo bollire per una ventina di minuti in un litro d’acqua 10 g di camomilla. La lozione filtrata si lascia in posa per 10-15 minuti prima di sciacquare.

Anche il limone ha proprietà schiarenti. La soluzione si ottiene emulsionando il succo di un limone in una tazza di acqua tiepida. Va lasciata agire per una decina di minuti prima di sciacquare la testa.

 L’aceto bianco dà invece luminosità ai capelli. È un trattamento che va effettuato saltuariamente proprio perché inaridisce il capello.

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