Geloni: cause e rimedi naturali

Il disturbo si acutizza d’inverno, quando nell’organismo si attiva fisiologicamente una sorta di autodifesa degli organi interni: ovvero la vasocostrizione. A rimetterci è la pelle che in questo modo è meno ossigenata. Questa infatti è anche una delle cause della pelle secca. La pelle a questo punto è più esposta e più sensibile agli agenti esterni. Ecco allora tutto ciò che occorre sapere sui geloni.

La prevenzione dei geloni

Ovviamente prevenire è meglio che curare. Nel caso dei geloni è importante laprotezione dal freddo con indumenti adatti e caldi, come la lana. Attenzione ai tessuti sintetici che possono provocare sudorazione e dunque peggiorare la situazione generale. In seconda battuta non bisogna dimenticare lo sport, per rimuovere la causa principale dei geloni: la scarsa circolazione sanguigna. Di contro è importante anche una sana alimentazione ricca di vitamine che aiutano contrastare la pelle secca ed arrossata, ma soprattutto i flavonoidi, contenuti nei frutti rossi (come le more o i mirtilli ad esempio), perché hanno grandi capacità di riattivare il microcircolo.

Curare i geloni: farmaci o rimedi naturali?

Geloni ai piedi? Uno dei classici rimedi della nonna consiste in un bel pediluvio in acqua tiepida, in cui sono state fatte bollire delle foglie di salvia (ottimo rimedio come tisanaanche per curare il mal di pancia!), ne bastano 6-7 per ogni litro d’acqua, una volta al giorno. Tale soluzione può andare bene anche per i geloni alle mani, ma al naso? In questi casi può essere utile l‘alcol etilico, buono per strofinare e stimolare la circolazione (2 volte al giorno, ma poi va applicata una crema idratante). In generale i massaggi vanno sempre bene sulla parte interessata, ma farli con particolari oli essenziali come la lavanda, l’iberico e la malaleuca, sembra essere veramente curativo. Se invece si vuole una risoluzione drastica occorre utilizzare pomate al cortisone, capaci di contrastare l‘infiammazione. Se la pelle si è screpolata o peggio lesionata, occorre alternare quest’ultima con una applicazione locale di antibiotici per curare l’eventuale infezione……Dimenticavo: tra i rimedi tradizionali più efficaci sembra ci sia la pipì applicata localmente: pare proprio che l’urina sia la cura migliore per i geloni, anche se nessuno scienziato si è ancora preso la briga di capire come e perché!


Un’alimentazione ricca di vitamine, facilmente reperibili nella frutta e nella verdura e in particolar modo quella di stagione quale: carote, agrumi, broccoli, cavoli, rafforza le difese immunitarie fornendo alla pelle degli strumenti in più per combattere l’insorgenza dei geloni.


Rimedio naturale per combattere i geloni: le foglie di noce
Procurarsi le foglie di noce e fare con esse un decotto. Occorre un pogno di foglie in 1/2 litro d’acqua. Portare ad ebollizione, lasciare iposare e dopo 10 minuti filtrare. Con l’acqua tiepida fare gli impacchi sulla zona interessata per due tre volte al giorno.

DA NON FARE MAI

– Mettere una borsa dell’acqua calda sul gelone. Ricordatevi che si tratta di una infiammazione e, come tale, non gradisce il calore intenso.

– Trascurare un gelone: potrebbe significare la creazione di fessurazioni sulla pelle. In quel caso sarebbe bene intervenire con prodotti medicinali più specifici.

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Stop al fastidioso gonfiore di stomaco

L’ansia, i pensieri, un’attività stressante quotidiana, le cattive abitudini alimentari possono provocare il fastidioso gonfiore allo stomaco. Ci si sente gonfi di aria di cui a fatica ci si sbarazza! Diviene difficile respirare, sembra che manchi l’aria e tutto diviene più difficile!  Questa condizione crea una costante sensazione di tensione allo stomaco che va acuendosi quando i succhi gastrici aumentano, prima dei pasti, o quando lo stomaco è molto pieno. Può accadere nel mattino, con la conseguente sensazione di nausea, che passa mangiando, o dopo i pasti se si è mangiato molto o troppo velocemente.

Una delle conseguenze collaterali di questa condizione può essere la pressione dello stomaco sul diaframma, che causa il disturbo delle extrasistole. Le extrasistole possono avere origine dal gonfiore gastrico, infatti una grossa bolla gastrica può dare una compressione diaframmatica che interessa anche il cuore.

I rimedi per il gonfiore allo stomaco

Alcuni rimedi medici possono aiutare ad alleviare il disagio e le cause che provocano il gonfiore allo stomaco. Questi rimedi devono ridurre l’aria che provoca il gonfiore. Il medico di fiducia potrà consigliare i medicinali da assumere. Inoltre è consigliabile controllare il quantitativo e la qualità alimentare. Ridurre gli eccessi e preferire un’alimentazione sana, leggera, completa.

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La tiroidite: come si manifesta, come curarla

La tiroide è, come detto, una ghiandola a secrezione interna ciò significa che al pari di altre ghiandole del sistema endocrino riversa i suoi ormoni all’interno del corpo; sono ghiandole a secrezione esterna invece, quelle ghiandole che agiscono riversando i loro prodotti all’esterno del corpo, ad esempio le ghiandole sebacee, sudoripare, solo per citarne due.

L’energia, questione di tiroide

La tiroide svolge l’importante compito di secernere ormoni quali la Tiroxina e la Triiodotironina, sostanze queste che regolano il dispendio di energia da parte dell’organismo intervenendo nella sua produzione e non solo, a questi ormoni è affidato anche il compito di presiedere alla crescita armonica del corpo e delle cellule che lo compongono così come, quando eravamo nel “pancione ” della nostra mamma, il nostro cervello cresceva anche grazie alla tiroide.

Gli stessi grassi del sangue vengono utilizzati nel metabolismo dell’organismo proprio grazie a questa ghiandola endocrina e con meccanismi complessi alla tiroide è anche affidato il difficile compito di presiedere alla funzionalità del cuore, al buono stato di salute della pelle, delle unghie, compreso il benessere della nostra mente. In tutto ciò gioca un ruolo fondamentale lo iodio che è un componente essenziale della conformazione degli ormoni.

Le malattie della tiroide

In questa sede parleremo della tiroidite, ma le malattie della tiroide sono molteplici e saranno oggetto di trattazione nei prossimi argomenti. Dunque, tornando alla tiroidite tale patologia fa parte di quel gruppo di malattie definite autoimmuni, intendendo con questo termine quelle patologie causate dal fatto che l’organismo non riconosce più un proprio organo come ” suo “; attaccandolo con i propri anticorpi lo tratterebbe alla stregua di un comune nemico.

La tiroidite

Dunque, una delle malattie autoimmuni più frequenti a cui va incontro la tiroide è la cosiddetta tiroidite, una vera e propria infiammazione dell’organo dovuta all’attacco dello stesso organismo, come visto in precedenza. A soffrire maggiormente della patologia sono le donne che si ammalano cinque volte di più degli uomini ad un’età intorno ai 45 anni in su, ma non mancano i casi di tiroidite giovanile.

Per completezza di informazioni diciamo che la tiroidite autoimmune è anche nota come tiroidite di Hashimoto, ciò in quanto a scoprirla fu questo medico nipponico che la descrisse nei dettagli.

Le cause della tiroidite autoimmune

Della tiroidite autoimmune non si conosce una vera e propria causa scatenante, ma come spesso accade con questo tipo di malattie croniche, la predisposizione genetica e familiare potrebbe partecipare all’esordio della malattia, senza dimenticare però che alcune malattie infettive su base virale possono essere implicate anch’esse quali cause indirette, alla stregua degli stessi fattori ambientali e ormonali che possono partecipare parimenti alla malattia stessa.

La sintomatologia della tiroidite autoimmune

Spesso il paziente per lungo tempo, pur essendo affetto dalla patologia, non ravvisa alcun cambiamento del proprio stato di benessere, è solo col tempo che intervenendo una vera e propria alterazione della ghiandola, si verifica uno squilibrio degli ormoni secreti e solo in quest’epoca il paziente è indotto a recarsi dal proprio medico per lamentare una serie di sintomi che non riesce più a spiegarsi. La stanchezza cronica e soprattutto immotivata e protratta nel tempo è il sintomo principe che il malato lamenta al proprio medico curante segno che la tiroide sta cominciando a dare i segni di un malfunzionamento essendo di fatto interessata da quello che si definisce ipotiroidismo.

Al primo sintomo è spesso associata una palese difficoltà di concentrazione, un aumento ponderale abbastanza evidente, una continua difficoltà di concentrazione con perdita progressiva della propria performance psico-fisica, compresa la sonnolenza, la pelle secca, la perdita di peli e capelli e l’alterata resistenza al freddo rispetto ad un tempo.

sintomi sono generalmente lamentati tutti in sequenza uno dopo l’altro e difficilmente, nel caso di una tiroidite autoimmune ci si lamenta di solo uno o due di questi segni, visto che quando si giunge a lamentarsi di una sintomatologia costellata da diversi disturbi si è di fronte ad uno stato conclamato di infiammazione con conseguente riduzione di volume della tiroide stessa e perdita parziale o, addirittura totale della funzionalità dell’organo.

Diagnosi di tiroidite autoimmune

L’endocrinologo al quale ci si sarà rivolti su indicazione del proprio medico di famiglia, ravviserà l’esigenza di accertare lo stato della tiroide sottoponendo il paziente ad tutta una serie di esami ematici che consistono nella conta degli anticorpi anti-tireoglobuline e anti-perossidasi, ricordiamo l’origine della malattia autoimmune, oltre a definire altri importanti parametri circa la funzionalità della tiroide quali il dosaggio del TSH, del T3 e del T4, il tutto accompagnato da un’ecografia della tiroide che serve a delineare l’esatta morfologia e grandezza dell’organo e gli eventuali danni che abbia riportato.

Terapia della tiroidite autoimmune

Occorre dire che non esiste una cura della malattia, però si giunge ugualmente a guarigione invitando il paziente ad assumere farmaci a base dell’ormone tiroideo, tiroxina, che la tiroide non è più in grado di rilasciare come dovrebbe. Il paziente in questo modo giunge presto alla remissione dei sintomi, riprende una vita normale e, soprattutto, non dovrà ricorrere ad alcun intervento chirurgico per questo tipo di patologia.

Fonte: Tanta salute

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Sudorazione Eccessiva rimedi naturali

il sudore è un liquido ipotonico (ca. 110 mmol/l) secreto dalle ghiandole sudoripare della pelle. È composto di acqua, ioni (Na+, K+, Cl-), urea, immunoglobuline, acidi grassi volatili[senza fonte], colesterolo e, durante sforzi fisici rilevanti, di acido lattico. Il processo di secrezione del sudore è chiamato sudorazione, in gergo medico perspiratio sensibilis.

Le ghiandole sudoripare sono organi ausiliari ripartiti su tutta la pelle umana; in altre specie sono localizzate soltanto in alcuni organi, come ad esempio nel cane in cui sono localizzate soltanto sui cuscinetti delle zampe. La maggior parte sono a secrezione eccrina / esocrina. Localmente si trovano grandi ghiandole apocrine che negli adulti secernono anche molecole odorose (ghiandole di Moll: ascelle, circumanale, circumgenitale, capezzoli, meato uditivo).

L’uomo dispone di circa 3 milioni di ghiandole sudoripare sparse sulla superficie cutanea: la massima concentrazione è raggiunta sulla pianta dei piedi, sul palmo delle mani, nelle ascelle e intorno alle aperture corporee di faccia e genitali.

 

Il sudore è composto da acqua, sali minerali e da acidi catabuleti che sono le sostanze di rifiuto.
 


La sudorazione ha le seguenti funzioni:

  • Escrezione di sostanze “di scarto”

  • Abbassamento della temperatura corporea tramite evaporazione di acqua contenuta nel sudore

  • Comunicazione non verbale con altri mammiferi: odore corporeo.

Per la funzione comunicativa le ghiandole sudoripare (specialmente le apocrine) secernono sostanze percepibili attraverso il senso olfattivo nel naso (maggiormente inconscio, direttamente connesso con il sistema limbico) che trasmettono informazioni:

sull'”attrezzatura genetica” individuale (base invariabile)
sullo stato ormonale sessuale (p. e. sull’età e variazioni ormonali cicliche)
sulle emozioni momentanee (p. e. ansia, ira, … ).
È una caratteristica della nostra civilizzazione “coprire” questi segnali naturali (più o meno consci) con sostanze fortemente odoranti sotto forma di detergenti, shampoo, saponi, profumi e altri prodotti cosmetici e/o di sopprimerli con deodoranti.

 

Ma torniamo a parlare di sudorazione ponendo la nostra attenzione su quelli che possono essere i rimedi, quindi le soluzioni a questo problema. Gugolando su Internet di carne a fuoco c’è ne molta. Ecco alcuni consigli che ci hanno dato un valido aiuto :

  • Lavarsi spesso e con acqua calda o tiepida per avere minori sbalzi di temperatura e dunque meno sudore

  • Depilare regolarmente le ascelle (vale anche per gli uomini che soffrono di sudorazione eccessiva)

  • Utilizzare una canottiera di cotone

  • Privilegiare abiti di seta e lino ed evitare quelli sintetici

  • Evitare condizionatori d’aria

  • Avere cura dell’alimentazione evitando cibi come carni rosse, formaggi, grassi, mozzarella, burro, fritti e ridurre anche pasta ed alcol.

  • Bere bevande a temperatura ambiente

     

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Sinusite: sintomi, rimedi e cure naturali

La sinusite si presenta con dei sintomi che sono facilmente riconoscibili, visto che sono caratteristici di quella che è una vera e propria infiammazione delle mucose dei seni paranasali, in genere determinata da un’azione infettiva. Non si tratta soltanto del naso chiuso rapportabile ad un semplice raffreddore. Infatti in caso di sinusite si avvertono anche altri fastidi.

Nel caso della sinusite acuta i principali sintomi sono costituiti da febbre, cefalea e rinorrea. In genere comunque questi disturbi tendono a risolversi nel corso di un periodo di tempo che va da una a tre settimane. In presenza di una sinusite cronica, molto spesso di natura allergica, febbre, mal di testa e ostruzione nasale si presentano in maniera ricorrente. Sia per ciò che riguarda la sinusite acuta che la sinusite cronica, a tutti questi sintomi se ne aggiungono altri: dolore facciale, sensazione di pressione a carico della faccia, mal di denti, alitosi, tosse, stanchezza, il non riuscire a percepire gli odori, orecchie tappate. Da tenere presente che le secrezioni nasali sono di solito di un colore giallo o verdognolo.

Rimedi farmacologici per la sinusite

I rimedi per combattere la sinusite possono essere costituiti dai farmaci presi in seguito a prescrizione medica. Si tratta di antibiotici per le sinusiti di origine batterica. Se è necessario si possono associare i cortisonici. Le sinusiti di origine virale invece si risolvono in modo spontaneo. A volte decongestionanti e antistaminici possono essere d’aiuto. Per far diminuire il dolore si può ricorrere a paracetamolo, ibuprofene o ad impacchi tiepidi. Per rimuovere le secrezioni si possono utilizzare dei lavaggi nasali attuati per mezzo di apposite soluzioni fisiologiche.

Cure naturali per la sinusite

Per combattere la sinusite si possono provare anche i cosiddetti rimedi della nonna. Si tratta di lavaggi nasali a base di soluzioni saline, vapori di acqua calda e assunzioni di molti liquidi che facilitano la rimozione del muco. Si possono effettuare anche dei suffumigi, aggiungendo all’acqua bollente alcune sostanze naturali che possono essere piuttosto utili. Fra queste vanno ricordati gli oli essenziali di rosmarino, pino silvestre, timo e soprattutto eucalipto, che presenta proprietà espettoranti, balsamiche e antisettiche.

Gli oli essenziali possono essere usati anche nella vasca da bagno o versati in un fazzoletto di stoffa da usare nel corso della giornata, quando non si ha tempo per i suffumigi. Si possono bere anche molte tisane, che servono anche per depurarsi, in modo particolare quelle di anice, salvia, finocchio o liquirizia. Alla tisana va aggiunto del miele. Anche le acque termali possono dare il loro contributo. A questo proposito va ricordato che esistono anche degli specifici inalatori a base di acqua termale.

Info: tantasalute.it

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Come creare un fard o una terra indiana fatte in casa

In questa guida, ti insegnerò a creare un fard o una terra indiana fatta in casa da te. Non ostruirà i tuoi pori e potrai sceglierla in tutte le tonalità che vorrai. Ora andiamo a vedere cosa ci occorre e come procedere nella preparazione, Seguimi con attenzione.

Ora ti insegnerò a preparare un fard o una terra indiana, che non ostruiranno i tuoi pori, questo è molto importante per la prevenzione dei brufoli e punti neri. Bene, andiamo a vedere come dobbiamo procedere e cosa ci occorre: compra una scatola di amido di mais al supermercato, poi prendi del colorante alimentare in polvere arancio e marrone se sei scura

Oppure prendi del colorante alimentare rosso se sei chiara. A questo punto devi scegliere la tonalità adatta al tuo incarnato: prendi la scatolina e versaci all’interno dell’amido di mais, unisci il colorante adatto a te e miscela, aggiungi se necessario fino a che non arriverai alla tonalità che ti sta meglio.

Se sei bionda, creala appena ambrata, se sei bruna puoi scgliere il colore della terracotta, se sei rossa creala rosata. Per il colore rosato aggiungete il rosso a l’amido e per gli altri colori l’arancio e il marroncino. Così avrai le sfumature che più ti si addicono. Inoltre questo tipo di fard opacizzerà la tua pelle e durerà a lungo.

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Tallonite: rimedi naturali

Il termine tallodinia defi nisce una condizione dolorosa al tallone. Essa può presentarsi uni o bilaterale e talora è responsabile di una notevole invalidità. Nella ricerca della causa di un dolore sottocalcaneale occorre prendere in considerazione aspetti diversi, che vanno dalla valutazione delle calzature alla ricerca di patologie associate. Il calcagno presenta molto spesso anomalie morfologiche, che possono essere possibili cause di dolori per conflitto con la calzatura. Da un punto di vista funzionale il calcagno realizza l’appoggio al suolo con la sua tuberosità posteriore che, a fronte di numerose sollecitazioni meccaniche, è protetta da un insieme di meccanismi ammortizzanti del retropiede e dai tessuti molli sottocalcaneali. Le parti molli comprendono le formazioni muscolo-aponeurotiche a loro volta protette dai tessuti cutaneo e sottocutaneo.

Ecco alcuni rimedi naturali:

Olio vegetale idrogenato: da applicare sulla pelle secca la sera prima di dormire. Si consiglia di indossare una calza doppia per tutta la notte per farlo assorbire bene.

Creme alla menta: una sostanza naturale rinfrescante che serve a riattivare la circolazione

Polpa di banana: da applicare sul tallone screpolato lasciando agire per circa 10 minuti.

Acqua di rose con glicerina: ottimo lenitivo per la tallonite acuta.

Pietra pomice naturale: per levigare la parte screpolata.

Pediluvio e massaggio ai piedi: il pediluvio preparato con lievito in polvere e riso in acqua calda accelera la guarigione dalla tallonite. Si può usare anche olio di lavanda o di Ylang_Ylang.

Prezzemolo: questa erba di uso comune in cucina può essere un ottimo alleato per curare in modo naturale la tallonite. Va aggiunto all’acqua in cui andranno messi in ammollo i piedi e stimola la circolazione.

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rimedi naturali contro l’Arteriosclerosi

 L’arteriosclerosi è l’allargamento delle pareti delle arterie. È diventata una malattia molto comune nei tempi moderni, aumentando il tasso di mortalità, soprattutto fra le persone di età avanzata. L’arteriosclerosi è normalmente preceduta dall’aterosclerosi, una specie di infiltrazione di grasso fra rivestimento interno delle pareti dei vasi sanguigni. Le parti più delicate sono i vasi coronari del cuore e le arterie del cervello. L’arteriosclerosi risulta quindi essere la perdita di elasticità dei vasi sanguigni e un allargamento delle arterie più piccole, che interferiscono nella normale circolazione del sangue.

 


 

Sintomi dell’arteriosclerosi

 

sintomi dell’arteriosclerosi variano in base alle arterie coinvolte. I primi sintomi sono solitamente la sensazione di distribuzione inadeguata di sangue alle gambe. Si può avere sensazione di freddo ai piedi, formicolio e dolori alle gambe.
Si sono coinvolte le arterie coronarie, il paziente può essere soggetto a dolori acuti, caratteristici dell’angina pectoris. Possono verificarsi attacchi cerebro-vascolari, quindi una paralisi parziale o totale di un lato del corpo. Possono verificarsi anche la perdita di memoria e uno stato di confusione, soprattutto fra pazienti anziani.

 

 Cause dell’arteriosclerosi

 

Mancanza di esercizio fisico, consumo eccessivo di zuccheri e cibi con molto grasso (colesterolo).
Anche l’alta pressione sanguigna, l’obesità e il diabete possono causare l’indurimento delle arterie. Gli attacchi cardiaci sono molto comuni anche in periodi di alterazioni mentali e emozionali dovuti soprattutto a stress.
Questa malattia può essere acquisita anche tramite eredità da familiari.

 

Rimedi naturali contro l’arteriosclerosi

Curare l’arteriosclerosi con il limone

La buccia di limone si è rivelata molto utile nel trattamento contro l’arteriosclerosi. Basta grattugiare una buccia di limone su zuppe o insalate. Si può anche grattugiare una buccia intera di limone in un bicchiere d’acqua, lasciato poi a riposo per 12 ore. Rafforza il sistema di arterie.

Curare l’arteriosclerosi con il prezzemolo

Il prezzemolo è un altro dei rimedi effettivi per l’arteriosclerosi. Contiene elementi che aiutano a mantenere i vasi sanguigni, soprattutto i capillari, e il sistema di arterie in condizioni salutali. Può essere preso come un te: un cucchiaino di te di prezzemolo secco deve essere fatta bollire a fuoco lento in una tazza piena d’acqua per qualche minuto. Da prendere tre volte al giorno.

Curare l’arteriosclerosi con succhi vegetali

Il succo di barbabietola, preso quotidianamente, si è rivelato efficace nel trattamento dell’arteriosclerosi. E’ un eccellente solvente di depositi di calcio inorganici. Anche i succhi di carota e spinaci sono utili. Si possono combinare assieme, con le seguenti proporzioni: 300 ml di succo di carota e 200 ml di succo di spinaci.

Curare l’arteriosclerosi con il miele

Il miele è uno dei metodi più efficaci per il trattamento dell’arteriosclerosi. Prendere un bicchiere di acqua con un cucchiaino di miele e un altro di succo di limone, prima di andare a dormire o se ci si sveglia durante la notte.

Curare l’arteriosclerosi con aglio e cipolla

Alcune indagini recenti hanno dimostrato che l’aglio e la cipolla contengono delle sostanze che aiutano a prevenire lo sviluppo dell’arteriosclerosi. Vanno inclusi nella dieta quotidiana, sia crudi che cucinati.

Dieta per l’arteriosclerosi

Consumare molta frutta e verdura fresca, semi, noci e cibi crudi. Mangiare poco e più spesso, invece che consumare pasti abbondanti poche volte al giorno.
Evitare grassi (burro e grassi animali, carne e eccesso di sale), condimenti forti, te, caffè, zuccheri e farina bianca.
Usare olio d’oliva o olio di semi di lino per cucinare.

fonte: rimedio-naturale

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Una dieta per “ingrassare”

Il problema della magrezza, senza ritornare su temi già trattati come il Peso Ideale e l’Indice di massa Corporea (BMI), che sono stati già ampiamente trattati in passato. Possiamo soltanto dire, a questo proposito, che non bisogna dimenticare l’esistenza di numerosi fattori che possono intervenire nel determinare il peso di ciascun individuo.

Ma, a proposito di magrezza, bisogna subito chiarire due punti importanti, e cioè se ci troviamo di fronte ad una magrezza vera e propria o, invece, ad un dimagrimento che è sopravvenuto, ad un certo punto, per una causa od un complesso di molteplici fattori.

Generalmente una tale distinzione può essere fatta studiando la storia anamnestica del paziente, per capire se il dimagrimento si è instaurato di recente, e si presenta in modo progressivo, o si è invece determinato in tempi lunghi, sì da poterlo confondere con uno stato continuativo di magrezza. Quali sono le cause più frequenti di un dimagrimento? Ne elenchiamo qui soltanto alcune: l’ipoalimentazione che può comprendere malnutrizione e diete rigorosamente vegetariane, le affezioni batteriche e parassitarie, quelle neoplastiche, alcune malattie infiammatorie ( artrite reumatoide, connettiviti…), malattie digestive, metaboliche ( insufficienza renale , ipertiroidismo, diabete, mellito…), certe affezioni cardiache e psichiatriche.

Le magrezze invece debbono distinguersi in “costituzionali” o “patologiche”. Il primo caso riguarda individui in buona salute che vengono definiti, appunto, magri costituzionali, ereditari o anche stenici. Le forme patologiche di magrezza, invece, si caratterizzano per danni provocati da malattie di durata molto lunga o, addiruttura, non risolvibili, che vanno dall’anoressia mentale, a certi disturbi nervosi e ad alcune malattie digestive croniche.E’ evidente che in questi casi, come nel dimagrimento, non si può curare la magrezza , ma piuttosto, se possibile, il fattore eziologico che la determina.

In sostanza magrezze e dimagrimenti sono entrambi caratterizzati da scarsità più o meno accentuata di tessuto adiposo: la magrezza costituzionale o ereditaria può essere permanente, mentre il dimagrimento si presenta come occasionale ed è spesso transitorio. Se vogliamo, a questo punto, accennare alla terapia, possiamo premettere che nel dimagrimento la cura consiste soprattutto nel trattamento della malattia causale, mentre nelle magrezze costituzionali, secondo alcuni, non occorre un trattamento particolare se non quello di supporto, rappresentato, generalmente, dal modesto aiuto che può essere dato da qualche dieta ipercalorica. Ma su questo punto si potrebbe discutere a lungo. Se invece ci vogliamo riferire alle magrezze patologiche, cioè quelle di origine psico-affettiva ( anoressia con denutrizione o malnutrizione), spesso si è costretti a consigliare la paziente di ricorrere allo psichiatra od allo psicoterapeuta.

Non saprei dire a quale varietà clinica appartengano le nostre lettrici che ci scrivono per conoscere diete che siano “ingrassanti” e che, quindi, si preoccupano di un problema inverso a quello dell’obesità, che è certamente più frequente anche tra chi ci legge. Sappiamo però che un numero crescente di giovani donne è spinto dai moderni modelli estetici a ridurre il loro peso a valori così bassi da non essere sempre compatibili con uno stato di salute loro confacente.

Per queste tipo di ragazze, che non soffrono di squilibri psicologici, e che desiderano ritornare al loro peso forma ed allo stato di salute precedente, oltre che per quelle che hanno avuto qualche episodio morboso transitorio ( magrezza secondaria) o tendano, per vari motivi, a nutrirsi in modo inadeguato ( malnutrizione), riportiamo una nostra efficace dieta ipernutritiva da 3500 kcal, suddivise in una prima colazione, uno spuntino, il pranzo, una merenda e la cena.

E soprattutto vorremmo loro ricordare che, anche seguendo la dieta abituale, si possono assumere, in più, alimenti che hanno delle “calorie nascoste” ( sono riportati nella dieta che abbiamo riportato e nella conclusione ), i quali contribuiscono efficacemente ad aumentare il peso corporeo.

Dunque: 
prima colazione: latte + caffè (oppure orzo) 300 gr, burro 25 gr, marmellata 20 gr, biscotti dolci 30 gr, zucchero 30 gr.
spuntino: fette biscottate 40 gr , marmellata 10 gr
pranzo: pastasciutta 80 gr, parmigiano 35 gr, carne 200 gr, verdura 200 gr, pane 100 gr, frutta 200 gr, olio 30 grammi
merenda: frutta 200 gr, biscotti dolci 30 gr
cena: riso o pasta 80 gr, omelette al formaggio (un uovo) 60 gr, verdura 200 gr, pane 100 gr, frutta 150 gr, olio 30 gr

A questo punto, visto che ne ho accennato, ho anche il dovere di dire alle nostre affezionate lettrici dove sono rimpiattate le cosiddette “calorie nascoste”: lo capirete seguendo i consigli che troverete qui di seguito, e con i quali concludo questa nota medico-dietetica.

  • aggiungere sempre del parmigiano sugli alimenti (riso, pasta, verdure cotte)
  • abbondare sempre nel consumo del formaggio
  • aggiungere olio crudo sugli alimenti
  • aggiungere maionese alla carne, al pesce e sul pane
  • usare spesso la panna
  • consumare molta frutta secca
  • terminare il pasto con un gelato.

Prof. Giovanni Cristianini
www.geragogia.net

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Terapia per la gelosia

 

 

Per combattere la gelosia occorre un duro lavoro interiore, non bastano solo le buone intenzioni.

Bisogna cercare di aumentare la propria autostima che, in chi è affetto da gelosia morbosa, è spesso bassa. Si può cercare di aumentarla indirizzando i propri interessi verso altri obiettivi che possono far aumentare la fiducia in sè stessi. Inoltre vanno anche indagate le cause di questa bassa autostima causa della gelosia. Spesso chi soffre di quest’ultima, durante la propria infanzia, non ha ricevuto adeguati riconoscimenti per i propri risultati o capacità da parte dei genitori. Quest’ultimi non hanno mai manifestato fiducia e stima nei confronti del “futuro” geloso, contribuendo a rafforzare il senso di “valere poco o niente”. Se “valgo poco o niente” s’arriva ad immaginare, in maniera più o meno inconscia, che anche il partner, prima o poi, preferirà un’ “altro migliore”.

Ma può anche accadere che si è gelosi perchè, nonostante un’adeguata autostima, questa ha subito un crollo a seguito di un “reale” tradimento passato. In questo caso si è in presenza di una certa rigidità personale, che vede tutto bianco o nero. Si pensa che se ho avuto fiducia e sono stato tradito, non bisogna avere più fiducia, perche le persone sono tutte uguali. Come si vede in questo caso, per combattere la gelosia bisogna diventare più “flessibili”, lavorare sulle proprie concezioni personali.

Infine la gelosia potrebbe essere anche giustamente motivata dal comportamento del partner. Ad esempio un partner che tende ad essere eccessivamente “esibizionista” in pubblico, sia per quanto riguarda l’abbigliamento che per i comportamenti. In questo caso è utile e necessario discutere con quest’ultimo della relazione di coppia in generale, e dei comportamenti che riteniamo “sospetti”, in particolare. L’obiettivo di ciò non è quello di porre il partner in “difensiva” o di “cambiarlo” ma di farlo riflettere sul senso della relazione e sulla sofferenza che taluni comportamenti possono arrecare.

Riepilogando per contrastare la gelosia ci sono 3 possibili percorsi :

Potenziare la propria autostima . Nella persona eccessivamente gelosa è presente sempre una bassa autostima ed è necessario intervenire, inizialmente per aumentare quest’ultima. Ogni tentativo di uscire da una gelosia morbosa senza aumentare l’autostima personale è destinato a fallire.

Potenziare le proprie capacità. Questo percorso è strettamente e questo conseguenzialmente legate al precedente. Infatti unitamente all’autostima bisogna potenziare le proprie risorse personali al fine di i migliorare l’immagine di sé, riducendo in questo modo depressione e rabbia legate all’idea della possibile perdita della persona amata

Cercare di non sapere, di non indagare . Quando si è gelosi si è portati ad effettuare quasi un comportamento di stalking quando invece è necessario ignorare tutto ciò che concerne la persona amata e il rivale o che è psicologicamente associato ai luoghi, alle occasioni, ai motivi della gelosia.

La tematica del superamento della gelosia, in particolare quella patologica, è oggetto di discussione all’interno dei Seminari Esperenziali sul MAL D’AMORE.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

per contatti e consulenze tel.320-8573502 email: cavalierer@iltuopsicologo.it

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