Come combattere la digestione lenta e difficile

Per favorire la digestione sono indicate le tisane a base di arancia amara, anice stellato, menta piperita ed alloro.

E’ altresì indicato l’infuso di camomilla e di tiglio, per chi oltre ad un generale senso di pesantezza avverte dolori allo stomaco ed alla pancia (da consumare non zuccherato).

Per evitare aerofagia e flatulenze il finocchio e il carbone vegetale sono indicati.

Per l’acidità di stomaco ed in casi di reflusso gastrico, sono ottimi i preparati a base di liquirizia e calendula.

N.B. Per favorire una corretta digestione è importante anche prestabilire gli orari dei pasti. La loro incostanza ed il loro disordine sono un co-fattore di digestione lenta e difficile. In ogni caso, se il disturbo persiste si consiglia di consultar il proprio medico curante, per seguire eventuali accertamenti diagnostici.

 

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Perchè abbiamo prurito

Quante volte non abbiamo saputo resistere alla tentazione di grattarci? Mentre ci troviamo soli soletti a casa nostra o peggio, in pubblico veniamo assaliti da una sensazione sgradevole: il prurito e con lui dalla voglia irresistibile di grattarci, anche in parti del nostro corpo che non andrebbero grattate…soprattutto quando siamo in compagnia. Ebbene quando cediamo il prurito scompare lasciando il posto a una piacevole sensazione di sollievo, di appagamento, possiamo tornare a rilassarci. Ma perchè accade tutto questo?

 

Secondo una ricerca condotta negli Stati Uniti grattarsi è un bisogno inderogabile in risposta allo stimolo del prurito perchè attiva la corteccia prefrontale, centro neurologico deputato al compimento degliatti compulsivi (quelli cioè che non possiamo fare a meno di compiere), disattivando allo stesso tempo le aree cerebrali coinvolte nella percezione delle sensazioni spiacevoli. Questo meccanismo neurale sarebbe quindi alla base del potere mostrato dall’atto del grattarsi di spazzare via dal cervello le ‘emozioni negative’.
Ma da cosa nasce il prurito e di conseguenza il bisogno di grattarsi?
Il prurito è causato da una stimolazione dei recettori nervosi sparsi sulla cute e può costituire una reazione a stimoli esterni (prurito esogeno) o interni (prurito endogeno). Fra le cause del prurito esogeno troviamo eczemi, dermatite seborroica, psoriasi, allergie, reazioni da farmaci, orticaria, micosi, punture di insetti, eritema solare. Sono cause del prurito endogeno prurito senile, malattie epatiche, diabete, malattie della tiroide, gravidanza, parassiti intestinali. Altre volte il prurito è legato a problemi circolatori e neurologici o a fattori psicogeni. Il prurito quindi può rappresentare un segnale che ci indica la possibile presenza di una patologia specifica.

 

Di frequente il prurito può rappresentare un sintomo di patologie quali allergie e dermatiti, malattie del fegato e della colecisti . Fra le malattie allergiche che di frequente si manifestano con una sgradevole sensazione di prurito troviamo l’orticaria che può essere scatenata da fattori come la puntura di un insetto o il contatto con una sostanza irritante. In questo caso grattarsi però non è affatto un bene, perchè, per quanto dia sollievo, rischia di diffondere l’allergia e di causare lesioni cutanee. Il prurito può essere presente anche in caso di cirrosi, colecisti ed epatiti, ciò avviene a causa dei sali biliari la cui composizione e quantità risulta alterata in questo tipo di patologie.

 

Il prurito è dunque un riflesso che può dirci molto sul nostro stato di salute. Se è prolungato nel tempo e si accompagna a eczemi ed eruzioni cutanee vale senz’altro la pena di rivolgersi al proprio medico per condurre delle indagini più approfondite e risalire alla sua origine. Ma se non è così, se siete appena stati dal medico e siete sicuri di essere in ottima forma psicofisica ed avete un pò di prurito grattatevi pure!

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Sindrome premestruale: 8 donne su 10 ne soffrono

gonfiori addominali, nausea, irritabilità, irritazione anche cutanearitenzione idrica, sbalzi d’umore, aumento di peso sono alcuni dei sintomi che si possono presentare dai 15 ai 7 giorni prima del ciclo mestruale e che poi scompaiono di norma con l’arrivo del ciclo stesso. 

L’insieme di questi sintomi viene definita sindrome premestruale, pur non essendo una vera e propria malattia e non ha forse un’origine ancora chiara, di fatto costituisce un handicap sociale e lavorativo per molte donne.

 

Le ricerche medico scientifiche sembra abbiano scoperto, ma non ancora dimostrato, che alla base di tutto ciò vi sia uno squilibrio ormonale: le donne che lamentano questi disturbi producono molti più estrogeni che progesterone.

 

Che fare?

Gli approcci possono essere diversi a seconda del grado di intensità dei sintomi.

Se sono invalidanti è ovvio che bisogna rivolgersi al medico o al proprio ginecologo per impostare un trattamento mirato.

 

Nei casi in cui questi sintomi siano pochi oppure si manifestino raramente oppure non siano così invalidanti si possono seguire alcune norme che aiutano a stare meglio o si possono usare alcuni prodotti naturali ad azione specifica.

 

Prima di tutto si dovrebbe prestare attenzione all’alimentazione: fare in modo che almeno nei sette giorni precedenti l’arrivo del flusso mestruale si assumano tante fibre e si prediligano cibi integrali questo per facilitare la regolarità intestinale.

 

Sarebbero da consumare in discrete quantità anche bietole verdi, fagiolini, riso integrale e frutta secca (noci, mandorle) per introdurre sufficienti quantità di Magnesio, elemento importantissimo per i muscoli ed i nervi; una sua carenza causa crampi, spasmi muscolariansia depressione. In questi giorni precedenti al ciclo sarebbero da evitare i prodotti in scatola ed i salumi insaccati (insomma cibi ad alto tenore salino). Importantissimo è anche l’apporto di acqua durante il giorno che stimola la diuresi. Seguire questi semplici accorgimenti aiuta a diminuire la ritenzione idrica e i dolori muscolari alla pancia e le crisi di irritabilità.

 

Alcuni prodotti naturali sono molto utili per alleviare i dolori, come le creme a base di calendula applicate al seno gonfio e dolorante mattina e sera contribuiscono a diminuire l’infiammazione e il dolore.

 

Il copolimero dell’acido poliglucuronico galattoarabico (meglio conosciuto come 2QR) è una sostanza brevettata, derivata dall’aloe, che ha un effetto calmante e sedativo dimostrato e che può essere applicata nelle zone intime per contrastare possibili irritazioni o eruzioni cutanee.

 

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I benefici degli Agrumi

 

Gli agrumi sono una componente necessaria ed indispensabile per una sana alimentazione, sono un’importante e ricca fonte di vitamina C.(100 gr di succo d’arancia o mandarino contengono circa 40 mg di vitamina C). Come se non bastasse, hanno un contenuto nutrizionale elevato ed un apporto calorico molto basso. 

 

I costituenti principali degli agrumi sono: zuccheri (saccarosio, glucosio e fruttosio), acidi organici, amminoacidi, minerali (sodio, potassio, calcio, magnesio, ferro, fosforo), vitamine (C, A, PP, B1, B2, carotene, B12, acido folico), carotenoidi ed antocianine (che contrastano radicali liberi). In particolare, le vitamine B1 e B2 stimolano l’appetito, favoriscono l’accrescimento ed una buona digestione. Oltre a raffreddore ed influenza, gli agrumi sono utili contro qualsiasi malattia infettiva, sono indicati per contrastare trombosi, arteriosclerosi e malattie cardiovascolari, correggono la stitichezza e l’atonia intestinale, le allergie, prevenendo rinite o asma bronchiale, combattono la demineralizzazione ossea, l’eccesso di acido urico, aiutano a sciogliere i calcoli e renella urinari, sono ottimi alcalinizzanti, e aiutano anche in caso di malattie della vista come la degenerazione della macula.

L’arancia 
L’agrume più diffuso dell’inverno, di polpa bionda o rossa, da tavola o da spremuta, le arance regalano un succo abbondante, dal sapore gradevole, dissetante ed energetico grazie alle vitamine, agli zuccheri e al potassio presenti, con un apporto calorico di circa 40 calorie per 100 g. Chi vuole aumentare la difese dell’organismo contro le infezioni dovrebbe consumare almeno 4 arance al giorno. Spesso, quando siamo malati, ricorriamo ad integratori vitaminici sintetici facilmente reperibili in farmacia, soprattutto d’inverno in caso di raffreddori edinfluenze, ma la miglior medicina è una corretta alimentazione quotidiana.

Il limone 
Solo 11 calorie per 100 g di frutto, si presta persino a fare da cosmetico casalingo. Il suo succo schiarisce le efelidi e macchie, sbianca la pelle delle mani scurita da terra o fumo, può essere usato contro gli eritemi solari, come astringente, come detergente e purificante della pelle impura. Se non avete la pelle molto secca può essere usato al posto del detergente struccante la sera: potete preparare un composto di succo di limone,glicerina, crema idratante in parti uguali più qualche cucchiaio di acqua di colonia.Il succo di limone filtrato può essere aggiunto all’acqua di risciacquo dei capelli per renderli lucidi, mentre un cucchiaio di succo di limone misto ad un cucchiaino di olio d’oliva servirà a lenire e rendere lisce le mani rese ruvide dai detersivi e dal lavoro, mentre usare ogni tanto il succo puro al posto del dentifricio serve a sbiancare i denti.

Il mandarino 
Contiene bromo, un sedativo del sistema nervoso centrale che è utile per conciliare il sonno. Tra le proprietà del frutto, figurano il buon apporto di zuccheri (72 calorie per 100 g), di fibre, di vitamina C, di calcio e di potassio. La buccia del frutto contiene invece una sostanza antiossidante – il limonane – e un olio essenziale utilizzato per produrre sciroppi e profumi.

Il pompelmo 
Ottenuto da un incrocio tra arancia e pompelmo (un agrume con molti semi prodotto in Brasile), il pompelmo è ricco di fibre e di vitamine A, B e C. La buccia contiene oli essenziali che agiscono sulla circolazione sanguigna e svolgono una blanda azione antidepressiva. L’estratto dei semi di pompelmo è considerato infatti un vero antibiotico naturale che rafforza le difese naturali, non danneggia la flora batterica e non ha effetti collaterali.

Il cedro 
Ha un gusto dolce-acidulo, contiene poco succo, è ricco di sali minerali e di vitamina C. E’ utilizzato soprattutto come bevanda dissetante e svolge un’azione disinfettante e depurativa sull’organismo. Modesto l’apporto calorico: circa 32 calorie per 100 g.

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Rimedi naturali per curare il raffreddore

La Menta Originaria del bacino mediterraneo, pare che le sue proprietà rinfrescanti e salutari fossero già note a Greci e Romani e che gli antichi Egizi la coltivassero già mille anni prima di Cristo.  La medicina Ayurvedica e cinese la usa come tonico e digestivo, come trattamento per il raffreddore, nella tosse e nella febbre. 

Calma i tessuti muscolari lisci dell’apparato digerente e rilassa il tratto intestinale, mitiga così il dolore provocato da eccesso di gas, inoltre allevia la nausea e il vomito. 
L’olio essenziale frizionato sulla tempia, ha un’azione anticefalgica, mentre sulla muscolatura ha un effetto antireumatico e rilassante. 
Nella medicina popolare ha sempre goduto e gode la più ampia reputazione come rimedio nelle digestioni difficili e nei crampi di stomaco ed intestinali, nelle palpitazioni di cuore, nei dolori nevralgici. La si somministra ai bambini come vermifugo e alle nutrici per “far passare il latte”, e pare che i cantanti prima di esibirsi masticassero una foglia di menta per avere una voce più fresca e brillante. 
Gli infusi di menta hanno una funzione tonica leggermente astringente e rinfrescante sulle pelli irritabili. 
Bagni decongestionanti e rinfrescanti, sono di valido aiuto dopo un’intensa giornata all’aria aperta.

 

Nella mitologia le si attribuisce un’ origine curiosa: la ninfa Mentha, figlia del dio Cocito, era l’innamorata del dio Plutone, il quale, tuttavia era sposato a Persefone che, gelosa di lei, la trasformò per vendetta in un erba scialba ed insignificante. Il dio Giove (alcuni dicono Plutone stesso), mosso a compassione, le conferì un aroma inconfondibile e piacevole.

 

Aspirina naturale contro il raffreddore
Tritate e mescolate fra loro 3 cucchiai di fiori di tiglio, 3 cucchiai di fiori di sambuco, 3 cucchiai di foglie di menta e 3 cucchiai difiori di viola mammola. Prendete 2 cucchiaini del preparato e lasciate in infusione per 10 minuti in una tazza d’acqua bollente. Filtrate e aggiungete un cucchiaino di miele.

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Ciclo doloroso? ecco qualche consiglio

 Può sembrarti assurdo, ma il dolore mestruale è considerato segno di buona salute. Questo sicuramente non basterà a farti vivere meglio quei giorni, durante i quali il tuo unico desiderio è startene rintanata a casa sotto le coperte con la sola compagnia della borsa dell’acqua calda. 

Caratteristici del dolore mestruale sono i crampi con coliche dolorose negli addominali inferiori e nella parte bassa della schiena, giramenti di testa, sudori freddi e nausea. Il più delle volte questi fastidi iniziano qualche ora prima del giorno X e possono continuare anche per un periodo di 24 ore. 

Qual è la causa? 

Causa principale dei dolori mestruali sono le contrazioni dell’utero il cui risultato è l’’irrigidimento dei muscoli dell’utero. Le contrazioni  forti possono restringere il flusso di ossigeno e le donne sono spesso più sensibili al dolore in questo periodo. 

Come ridurre i dolori? 
Ecco per voi qualche suggerimento da seguire quando il dolore diventa insopportabile: 
– esercizio fisico: sicuramente non è la prima cosa ti verrà in mente di fare, ma l’attività fisica incrementa il flusso di sangue e provvede a portare ossigeno ai tessuti del corpo, aiutandoti a rilassarti e farti sentire meglio; 
– calore: arrotolare una coperta, un cuscino o un maglione di lana contro lo stomaco può servire; 
– massaggi: i tuoi addominali quando il dolore è forte per ridurre la tensione dei muscoli; 
– coccole: anche se scientificamente non è provato, spesso può essere efficace trattare te stessa in modo speciale quando stai male. Affitta un film, metti a mollo i piedi, lascia che qualcuno massaggi il tuo viso; 
– se le hai provate tutte ma il dolore non ne vuole sapere di sparire è giunto il momento di chiedere aiuto al tuo medico. Lui saprà consigliarti il farmaco a te più adatto.

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Rimedi naturali per i calli

I calli per molte persone sono un “problema” di tutti i giorni, quando un’area dei piedi o delle mani viene “colpita” dai calli, molto spesso si prova un fastidio e un dolore alla pressione dello stesso. La Nonna, come potete immaginare ha molti calli, specialmente sui piedi, ormai stanchi per avere percorso moltissimi km (una sana camminata ogni giorno aiuta a vivere meglio). Oggi vi propongo 3 rimedi per ammorbidire il callo e farlo sparire piano piano. Ovviamente sono tutti rimedi naturali e che si possono fare tranquillamente in casa.

  1. Cipolla: Prendete una cipolla togliete la “buccia” e tagliatela a fette abbastanza grandi. Prendete un bicchiere di aceto  (meglio se di vino) e lasciate macerare 1 pezzo di cipolla per circa 14-16 ore. La sera prima di andare a letto prendete il pezzo di cipolla e ponetelo sopra il callo per tutta la notte (fermandolo con una benda). Ripetete l’operazione per qualche giorno fino a quando il callo sono si sarà “staccato”.
  2. Foglie d’Edera: Prendete qualche foglia, fresca, d’edera e lasciatele macerare per circa 10 ore in un bicchiere d’aceto (meglio se di vino). Applicate le foglie sul callo per tutta la notte. Ripetete l’operazione per qualche giorno fino a quando il callo sono si sarà “staccato”.
  3. Bulbi d’Aglio: prendete qualche bulbo d’aglio, pestatelo e riducete il tutto in poltiglia, applicate sulla zona callosa fermando il composto con una benda. Ripetete l’operazione per due volte al giorno per qualche giorno fino a quando il callo sono si sarà “staccato”.

I tre rimedi sono tutti validi e provati sia dalla Nonna che da iNonno, per iNonno il migliore rimane quello con le foglie d’edera, che ha un “odore” migliore rispetto agli altri. Decidete comunque a piacimento quale utilizzare.

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come combattere la tristezza

 

La tristezza ci fa soffrire e dura a lungo? Succede perché, in genere, la accogliamo con un atteggiamento sbagliato. La viviamo con fastidio e speriamo che se ne vada in fretta. Ma qualsiasi emozione arriva per un motivo. Accettarla significa, in realtà, permetterle di svolgere più in fretta la sua funzione. Cercare di bloccarla, al contrario, equivale a prolungarla.

La tristezza arriva per mettere tra parentesi chi siamo, per mandare in crisi la nostra immagine pubblica, per mettere in dubbio una mentalità superficiale, che il più delle volte va contro la nostra natura più profonda. 

La tristezza vuole cioè rompere l’idea che abbiamo di noi stessi: un’idea sbagliata che impedisce ai nostri veri talenti di esprimersi. Portandoci via dai riflettori, constringendoci a momenti di “buio”, intende spazzare via tutte le nostre certezze, creando uno spazio interno di vuoto. Solo in questo vuoto, infatti, la nostra vera originalità potrà rinascere.

Limitiamoci a percepire la tristezza

Possiamo affrontare la tristezza con un differente atteggiamento mentale. Proviamo, quando ci accorgiamo di essere tristi e insoddisfatti, a non giudicare questi stati. Limitiamoci a dire: «In questo momento sono triste, e non so se sia bene o male».

Nello stesso tempo indirizziamo la nostra attenzione, durante la giornata, a quanto accade di nuovo o di inatteso intorno a noi. Piccole cose, cambiamenti minuti, novità. La nostra interiorità adora la parola “inaspettato”, è il suo più grande nutrimento Quando per troppo tempo seguiamo lo stesso cliché e assumiamo nei confronti della vita i medesimi atteggiamenti, l’interiorità si ribella portandoci la tristezza.

Scoprire, durante la giornata, se è accaduto qualcosa di inatteso ci aiuterà da un lato a liberare la psiche dalla tristezza e dai suoi dolori e, dall’altro, a farci rendere conto che ogni giorno ci riserva una sopresa che ha bisogno di occhi attenti per essere vista.

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Esercizi per la depressione

 

La depressione è un’alterazione dell’umore differente dalla tristezza; per parlare di sindrome depressiva, infatti, occorre una presenza quotidiana, per almeno sei mesi, di pessimismo, disinteresse per le relazioni e i progetti futuri, chiusura in se stessi, atteggiamento apatico e grande nostalgia del passato. Nei casi più seri si verificano anche: disturbi del sonno, scarso appetito e perdita di peso.

È possibile distinguere due forme differenti di depressione: la depressione unipolare, caratterizzato da un umore costantemente basso, rallentamento motorio e alterazioni del ciclo sonno-veglia e la depressione bipolare, accompagnata da un’alternanza di fasi depressive e maniacali (iperattività, progettualità ed eccessiva considerazione di sé).

Le ricerche evidenziano che la depressione è una malattia in crescita costante che colpisce a ogni età, soprattutto quella che si manifesta sotto forma di disinteresse per tutto, noia, sensazione di essere inutili e inadeguati, soffocati dalla routine e un umore “grigio” che risulta sempre più negativo e spento. Il rischio è che tale sindrome sfoci in una chiusura totale, in un profondo distacco dal mondo o nell’abuso di farmaci o alcol. 

Usa le mani per affrontare la depressione

Ritrovare la serenità senza ricorrere ai farmaci è possibile: per farlo è utile ritrovare la concretezza di vivere e riscoprire l’utilità delle attività pratiche e manuali, che aiutano il cervello a liberarsi dai pensieri e dalla false credenze che stanno alla base della nostradepressione.

Il lavoro manuale aiuta a fronteggiare situazioni di stress, incrementa la consapevolezza di sé e ci permette di osservare il prodotto concreto delle nostre azioni. In questo modo vengono gettate le basi  per liberarsi dal senso di impotenza e per creare una situazione di benessere e serenità. Che si tratti di cucinare, dipingere, creare, fare bricolage o dedicarsi al giardinaggio, è importante focalizzare l’attenzione sui gesti che compiamo. Questo ci permetterà di svuotare la mente da condizionamenti e preoccupazioni, favorendo così la naturale produzione di sostanze che promuovono gioia e felicità.

La natura: un’alleata contro la depressione

Stare a contatto con la natura, prendersi cura di una pianta o di un animale aiuta a superare la chiusura nei confronti del mondo e di ciò che ci circonda, permette di spostare l’attenzione ossessiva concentrata solo su noi stessi verso qualcosa di diverso dai nostri ragionamenti. In particolar modo, stando a contatto con un animale, soprattutto cani e gatti, impariamo a esprimere tenerezza e affetto, a essere più spontanei, meno razionali e riflessivi.

Occuparsi di piante e animali ci fa sentire importanti, utili: la sensazione di essere indispensabili ci consente di accantonare lo stato depressivo e la svogliatezza in cui ci crogioliamo, spingendoci a ritrovare interesse ed energia.

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Via borse e occhiaie con i rimedi naturali

Capita, soprattutto nei periodi di stress, di svegliarsi con gli occhi stanchi, le palpebre pesanti e il segno scuro delle occhiaie che invecchia lo sguardo. Le cause fisiologiche delle occhiaie sono molteplici e talvolta interferiscono l’una con l’altra: a monte può esserci una cattiva circolazione con fragilità capillare (che provoca il tipico alone scuro), la disidratazione dei fragili tessuti perioculari, una predisposizione familiare, un eccesso di esposizione al sole che assottiglia

la cute del viso. In ogni caso, l’origine remota delle occhiaie è ricollegabile a uno stato di intossicazione metabolico e a un cattivo funzionamento dei reni, gli organi deputati allo smaltimento delle tossine secondo la medicina cinese. Prima di ricorrere alla chirurgia estetica con interventi di blefaroplastica e depigmentazione, si possono mettere in atto semplici accorgimenti naturali che sortiscono un duplice effetto: eliminano le tossine dall’organismo e riducono il cedimento dei tessuti intorno agli occhi.

Trattamento antiage per borse e occhiaie

Mettiti davanti allo specchio e analizza con attenzione il tuo contorno-occhi.

– Le occhiaie gonfie e non troppo scure, con tendenza dei tessuti con cedimento, indicano che il corpo sta trattenendo troppi liquidi.

– Le occhiaie incavate suggeriscono invece un bisogno di idratazione e di acqua, indispensabile per spazzare via le scorie che “imbevono” i tessuti.

Vediamo come agire per i due disturbi.

Per le occhiaie gonfie

Segui un regime disintossicante per alleggerire le attività renali e favorire il drenaggio dei ristagni. A tavola evita dolci o salumi, sale, caffè, zucchero bianco e burro (sono i cibi che aumentano gli acidi urici e i residui azotati) e privilegia verdure fresche di stagione, frutta e cereali, che stimolano la diuresi e depurano l’intestino. Come drenante specifico usa il macerato glicerico di betulla: per almeno un mese 20 gocce in un bicchiere d’acqua, lontano dai pasti, 3 volte al giorno.

Per le occhiaie scure, secche e incavate

Oltre a seguire le indicazioni alimentari utile per le occhiaie gonfie, intervieni con un integratore reidratante: le occhiaie scure e “secche” indicano una carenza di liquidi così marcata da impedire alla cute di eliminare i depositi  di tossine. Una buona soluzione è fare irrigazioni con acqua marina nel naso ogni sera, prima di andare a dormire: si eliminano gli eventuali depositi di muco e, in più, si reidrata il contorno occhi. In alternativa applica sugli occhi una maschera preparata con un cucchiaio di yogurt intero, uno di olio di mandorle dolci e uno di miele.

 

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