Stress: 10 segnali di avvertimento

Lo stress rappresenta una delle possibili reazioni attuate dal nostro organismo di fronte ad eventi esterniin grado di essere considerati come una minaccia. Tra le cause dello stress possono essere presenti la perdita del lavoro, il divorzio, la scomparsa di un parente stretto o di una persona cara, incidenti, malattie gravi e trasferimenti. Ma anche, semplicemente, l’accumularsi di tensioni di vario genere, nell’ambiente familiare o lavorativo.


1) Nausea e vomito
Quali possono essere invece i suoi sintomi ed i segnali di avvertimento della presenza di unacondizione di stress? Ecco dieci di essi.

Nausea e vomito comparsi senza una motivazione apparente potrebbero essere considerati tra i segnali di avvertimento di uno stato di stress incipiente. Se nausea a vomito si prolungano per un periodo di tempo consistente, presentandosi con regolarità, ci si potrebbe trovare di fronte ad una vera e propria sindrome legata a stati d’ansia e di affaticamento psico-fisico. In simili casi è necessario integrare con acqua i liquidi persi e cercare di risalire alla reale fonte del disturbo, in modo da poterlo affrontare al meglio.

2) Caduta dei capelli

Lo stress è ritenuti tra le cause che possono generare la caduta dei capelli. Allo stress sono correlatealopecia aerata e sindromi più gravi, in grado di provocare una perdita di capelli consistente in poco tempo. A volte potrebbe non essere semplice ricollegare la perdita di capelli ad una situazione di stress, in quanto essa potrebbe avere luogo anche mesi dopo aver vissuto un evento stressante, a parere dell’American Osteopatic College of Dermatology.

3) Sanguinamento nasale

La correlazione tra sanguinamento nasale e condizione di stress si troverebbe al momento in corso di accertamento, ma alcuni sudi hanno evidenziato come vi possano essere pazienti esposti a tale problema nel corso di un periodo stressante. Secondo il British Medical Journal, ciò potrebbe essere dovuto aglisbalzi di pressione che potrebbero essere presenti per via dello stress. Un aiuto naturale per riequilibrare la pressione sanguigna è costituito dall’infuso di fiori di ibisco, meglio conosciuto come karkadè.

4) Difficolta’ di memoria

Le difficoltà di memoria potrebbero rappresentare un segnale di stress, in quanto secondo lo psicologo Jeffrey Rossman lo stress cronico sarebbe in grado di esporre l’ippocampo, l’area del cervello che controlla la memoria a breve termine, ad eccessivi livelli di cortisolo. Ciò può inibire la capacità del cervello di ricordare le informazioni apprese poco tempo prima. Identificare e rimuovere le cause dello stress potrebbe rappresentare un primo passo per risolvere il problema.

5) Difese immunitarie indebolite

L’indebolimento delle difese immunitarie costituisce uno dei più frequenti segnali di stress. Ciò è dovuto al rilascio da parte dell’organismo in modo eccessivamente prolungato di catecolamine, ormoni che contribuiscono alla regolazione del sistema immunitario, ma che in dosi eccessive possono interferire proprio con tale processo. Uno dei rimedi più semplici per allentare lo stress, scaricare le tensioni e rafforzare il sistema immunitario è costituito dall’esercizio fisico.

 

6) Sudorazione eccessiva

La sudorazione eccessiva può rappresentare un evidente e fastidioso segnale di stress. Essa può interessare in maniera particolare le zone delle mani e dei piedi. Nei casi più gravi di sudorazione eccessiva ci si potrebbe trovare di fronte ad iperidrosi. Lo yoga e la meditazione possono essere d’aiuto contro questo specifico sintomo di stress ed in generale per affrontare tale condizione.

7) Sindrome del colon irritabile

La sindrome del colon irritabile può essere legata ad una condizione di stress. Secondo studi recenti, lo stress può essere in grado di provocare modifiche nell’interazione tra intestino e cervello, responsabili dell’infiammazione che conduce al manifestarsi di tale sindrome. Un aiuto per la soluzione di tale problema intestinale potrebbe essere rappresentato dall’assunzione dei probiotici, ma sarebbe nel contempo consigliabile cercare di individuare le cause dello stress.

8) Tensioni muscolari

Improvvisa tensione muscolare, comparsa di tic nervosi, irrigidimento nei movimenti e comparsa di dolori. Ecco alcuni segnali fisici che potrebbero essere correlati ad una condizione di stress dovuta ad un eccessivo accumulo di tensioni di tipo psicologico ed emotivo che si manifestano attraverso l’organismo. Yoga, meditazione ed esercizi di rilassamento possono essere utili per sciogliere le tensioni ad ogni livello.

9) Amenorrea ed impotenza

I segnali di stress possono presentarsi in maniera differente negli uomini e nelle donne, coinvolgendo la sfera della salute sessuale. Per quanto riguarda le donne, attraversare situazioni molto stressanti potrebbe condurre alla scomparsa del ciclo mestruale (amenorrea) per periodi più o meno prolungati. Negli uomini lo stress viene considerato tra le cause più frequenti di impotenza.

10) Eczemi e psoriasi

Eczemi, psoriasi e manifestazioni cutanee di vario genere possono essere annoverate tra i segnali di avvertimento di una condizione di stress. Essi possono manifestarsi infatti con maggiore frequenza nelle persone soggette a forti tensioni e preoccupazioni. In caso di psoriasi, è possibile ricorrere ad alcuni rimedi naturali per alleviarne i sintomi.

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Depressione: sintomi, cause, cura.

cause: Solo in alcuni casi la malattia può essere scatenata da un evento singolo, la depressione spesso colpisce persone che prima si sentivano bene, ma all’improvviso si sono trovate di fronte a un lutto famigliare o a una grave malattia. In altri casi sono i cambiamenti del sistema nervoso che influenzano l’umore e causano la depressione. A volte le persone molto stressate, come ad esempio chi si prende cura degli anziani, dei bambini o dei malati, possono sentirsi depresse. Altre persone, infine, cadono in depressione senza un motivo preciso.

A volte, invece, la depressione è una conseguenza di una malattia grave, come ad esempio: un tumore, il diabete, le malattie cardiache, gli attacchi cardiaci o il morbo di Parkinson. In queste persone, la causa che scatena la depressione è la preoccupazione per l’impatto della malattia sulle loro vite. Potrebbero sentirsi stanchi e non in grado di affrontare qualcosa che li rende tristi. La terapia per la depressione potrà aiutarli a gestire i sintomi depressivi e migliorare la qualità della vita.

Anche il fattore genetico gioca un ruolo importante. Alcune ricerche dimostrano che la depressione può essere ereditaria. I figli di genitori depressi potrebbero essere più a rischio di depressione. La depressione, inoltre, è una malattia che tende a essere ricorrente, quindi molti anziani che sono stati depressi in passato saranno più a rischio.

Sintomi

Come si fa a capire quando qualcosa non va ed è necessario farsi aiutare? Dopotutto è naturale che ci si trovi ad affrontare problemi nella vita che potrebbero rendere triste chiunque: forse vi trovate ad affrontare la morte del vostro coniuge o di un amico, forse per voi è stato difficile abituarvi ad un grosso cambiamento nella vostra vita oppure vi sentite soli. O magari avete una malattia cronica e siete molto preoccupati.  Oppure, ancora, potreste sentirvi come se aveste perso il controllo della vostra vita.

Se soffrite di depressione maggiore e non vi curate, questa potrebbe continuare per settimane, mesi o addirittura anni. Ecco un elenco dei sintomi più frequenti della depressione. Se alcuni di essi fanno parte della vostra esperienza e durano da più di due settimane, vi consigliamo di andare dal medico.

  • Sensazione di “vuoto”, tristezza continua e ansia,
  • Stanchezza, mancanza di energia,
  • Perdita di interesse o di piacere per le attività quotidiane (compreso il sesso),
  • Disturbi del sonno, come ad esempio: problemi ad addormentarsi, risveglio di mattina molto presto ed eccessiva voglia di dormire,
  • Appetito maggiore o minore del solito,
  • Pianto frequente o eccessivo,
  • Dolori e disturbi che non scompaiono nemmeno dopo essere curati,
  • Difficoltà di concentrazione o di memoria; incapacità di prendere decisioni,
  • Sensi di colpa; sentirsi impotenti, inutili o senza speranza,
  • Irritabilità,
  • Pensieri di morte o fantasie suicide; tentato suicidio.

Se siete un famigliare, un amico o il medico di una persona a rischio, fate molta attenzione ai sintomi. A volte la depressione può nascondersi dietro un volto sorridente, una persona depressa che vive da sola può apparire sollevata se qualcuno smette di salutarla. I sintomi potrebbero sembrare scomparsi, ma se una persona è molto depressa, tendono a ricomparire.

I segnali di allarme non vanno sottovalutati: se non viene curata la depressione grave può portare al suicidio. Fate attenzione se qualcuno, indipendentemente dall’età, dice di sentirsi depresso oppure che gli altri non lo prendono sul serio. Quella persona potrebbe essere davvero in cerca d’aiuto.

Cura e terapia

Il medico o lo specialista spesso possono curare efficacemente la depressione. A seconda del paziente si rivelano efficaci diverse terapie: ad esempio i gruppi di auto aiuto possono insegnare nuove modalità di intervento o possono fornirvi un supporto esterno se vi trovate ad affrontare un cambiamento profondo della vostra vita, allo stesso modo possono rivelarsi utili diverse forme di supporto psicologico. Esistono metodi che vi potrebbero aiutare a pensare in modo più positivo: forse siete caduti in depressione perché continuavate a pensare ai fatti tristi della vostra vita e a ciò che avete perso. Un altro metodo vi permette di migliorare le relazioni con gli altri per darvi maggiore fiducia nel futuro.

Per guarire, o anche solo per sentirsi meglio, ci vuole tempo, ma se vi fate aiutare dagli altri e dalla cura scelta ogni giorno farete un passo verso la guarigione.

Anche i farmaci antidepressivi possono aiutarvi. Questi farmaci possono migliorar

  • l’umore,
  • il sonno,
  • l’appetito,
  • la concentrazione.

In commercio esistono diversi tipi di antidepressivi, ma la terapia con alcuni di essi deve durare almeno 12 settimane per fare effetto. Ricordate infine che il medico potrebbe farvi continuare la terapia per sei mesi o più oltre la scomparsa dei sintomi.

Alcuni antidepressivi possono causare effetti collaterali, però quelli di ultima generazione hanno meno controindicazioni. Per evitare i problemi bisognerebbe usare tutti gli antidepressivi esattamente come prescritto e ricordate che:

  • Il medico deve sapere tutti i farmaci che state assumendo, siano essi con obbligo di ricetta, da banco, integratori vitaminici o erboristici.
  • Il medico dovrebbe anche essere a conoscenza di tutti gli eventuali problemi fisici di cui soffrite.
  • Prendete gli antidepressivi nella dose giusta e all’orario giusto

 

Se dopo aver provato diverse terapie siete ancora molto depressi potrebbe esservi proposta la terapia elettroconvulsiva (più nota come elettroshock), tuttavia il mondo scientifico non è al momento di parere uniforme su questo approccio.

I famigliari e gli amici possono giocare un ruolo importante durante la terapia. Potete aiutare il vostro parente o il vostro amico a seguire correttamente la cura, se necessario potete essere voi a prendere gli appuntamenti o a portare il malato dal medico, dallo specialista o alle riunioni del gruppo di supporto.

Siate pazienti e comprensivi. Chiedete al vostro famigliare o al vostro amico di uscire con voi o di ritornare a svolgere le attività che prima della malattia gli piacevano. Incoraggiate la persona ad essere attiva ed occupata, ma non pretendete che faccia troppe cose contemporaneamente.

Prevenzione

Che cosa si può fare per diminuire il rischio di depressione? Cosa si può fare per superarla? Ecco alcuni consigli che sarebbe opportuno seguire.

  • Cercate di prepararvi ai grandi cambiamenti della vita, come ad esempio alla pensione o al trasloco dalla casa in cui avete vissuto per molti anni. Un modo per tenersi pronti è quello di coltivare le amicizie nel corso degli anni. Gli amici aiutano a combattere la solitudine se si rimane vedovi o soli.
  • Potete anche dedicarvi a un qualche hobby, i passatempi possono aiutarvi a tenere attiva la mente e il corpo.
  • Non perdete i contatti con la vostra famiglia. Fatevi aiutare dai vostri parenti quando vi sentite molto tristi.
  • Se vi trovate ad affrontare qualcosa di veramente faticoso, cercate di spezzarlo in lavori più piccoli che sono più facili da portare a termine.
  • Anche l’esercizio fisico regolare può contribuire a prevenire la depressione o a migliorare il vostro umore se vi sentite depressi. Gli esercizi fisici moderati, come le passeggiate, possono far bene alle persone anziane che soffrono di depressione, sia dal punto di vista fisico sia da quello mentale. Anche il giardinaggio, il ballo e il nuoto sono efficaci. Scegliete un’attività fisica che vi piace: iniziate magari con 10-15 minuti al giorno poi, se potete, aumentate il tempo da dedicarvi. Se si è in forma e si segue una dieta bilanciata si possono prevenire le malattie che possono causare disabilità o depressione. 
  • (www.farmacoecura.it)

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10 consigli d’oro per sconfiggere la Timidezza

1. Accettati per ciò che sei. Timidezza inclusa.

Il primo consiglio che posso darti è quello di fare pace con te stesso. Sarà difficile battere la timidezza se non “ti piaci” almeno un pochino. Pur non conoscendoti sono certo che hai dei difetti: alcuni potrai eliminarli facilmente, altri potrai eliminarli faticosamente, altri ancora non potrai eliminarli affatto. Difetti fisici, difetti caratteriali… Quanti aspetti di noi stessi non ci piacciono e, quel che è peggio, temiamo possano non piacere agli altri! Per prima cosa, trova un equilibrio interiore. Forse la timidezza è proprio la prima caratteristica di te stesso che non sopporti… Beh, fai pace anche con lei! È una parte di te, non odiarla. Sono altrettanto certo che hai dei pregi: concentra la tua attenzione su di essi, elencali, pensaci, goditeli e scoprirai di essere speciale.

2. Guardati dentro.

Qual è la causa della tua timidezza? Cosa ti blocca? Quali situazioni ti fanno più paura? Ho letto da qualche parte che i motivi della timidezza possono essere di due tipi: poca stima di te stesso(ritieni di non essere in gamba, e che quindi farai una figuraccia), troppa stima di te stesso (credi che sia così grave fare una figuraccia che non ti concedi neanche il minimo rischio). Al di là di questa divisione generica, ogni volta che ti capita di sentirti intimidito, ogni volta che non saprai affrontare una situazione o una persona nel modo in cui vorresti farlo, fermati e concentrati per qualche secondo su come stai dentro. Meglio conoscerai il tuo mondo interiore e più sarà facile riconoscere e bonificare il terreno su cui germoglia la timidezza.

 

3. Sfidati.

Vivi il tuo rapporto con la timidezza come una sfida. Questo è il tuo obiettivo da raggiungere.Come un videogioco: devi portare il protagonista a sconfiggere il mostro finale, livello dopo livello. La vera direzione della sfida deve essere il superamento dei tuoi limiti, prendilo come uno sport estremo… Ti stupirai quando ti ritroverai a fare e dire cose che non avresti mai creduto. Poniti degli obiettivi, e giorno dopo giorno raggiungili. Oggi può essere chiedere un’informazione ad un passante, domani invitare una ragazza a ballare, dopodomani correre nudo per la piazza della tua città (ehm, in quest’ultimo caso ti prego di non fare il mio nome).

4. Fai un passo per volta.

Chissà perché, siamo fatti così. Le cose importanti sono anche le più sofferte: non avere fretta. Non cercare di passare dal nulla al chiedere alla signorina più bella del vicinato di uscire a mangiare una pizza con te. Questo risultato arriverà dopo un po’ di pratica, dopo un po’ di allenamento con lo strumento “faccia tosta”. Trova degli obiettivi che siano stimolanti ma non impossibili: tieni presente che un buon obiettivo, in questo caso, deve metterti un po’ a disagio. Hai ancora una vita davanti e la fretta non ti aiuta: cosa vuoi che sia, per esempio, un anno di tentativi, di cadute e di rialzate, in confronto ad una vita intera senza timidezza?

5. Esercitati.

Come per ogni cosa della vita, mettiti l’anima in pace: per avere dimestichezza devi allenarti, allenarti e allenarti. Non basta dire “da domani non sarò più timido”, magari! Ma dovrai dire: “da oggi ce la metterò tutta per essere un pochino meno timido di ieri”. L’esercizio ti farà affinare l’intelligenza e l’esperienza ti insegnerà ad affrontare ogni situazione, anche le più difficili.

6. Sbagliando, imparerai.

Non aver paura di tutte le volte che fallirai.Sbaglierai, è inevitabile. Ma puoi vivere i tuoi errori con la serenità di chi ha davanti a sé un obiettivo da raggiungere e non si lascia intimorire dalle cadute, perché ha la testa alta a guardare il traguardo. Quando cadrai ti rialzerai, e ti posso assicurare che ad ogni caduta sarai un uomo diverso, migliore e un poco più vicino alla meta.

7. Non sei così importante! 🙂

Naturalmente sto scherzando… Il concetto è che le persone che hai intorno (almeno la maggior parte) non hanno nessuna intenzione di osservare i tuoi difetti, ne tantomeno di ricordarseli. Giustamente tu sei al centro del tuo mondo, come io lo sono del mio, ma se farai una gaffe o se risulterai goffo è probabile che chi hai di fronte lo dimenticherà presto. E magari resterà più colpito da una battuta, da uno sguardo, da un sorriso.

8. Ridi.

Non credo che esista qualcosa di più entusiasmante di una risata. Ridere ti aiuterà a piacere di più agli altri, ma soprattutto a stare bene con te stesso. Ridere è una medicina favolosa. Non imparare a “ridere a comando”: risulteresti falso. Impara piuttosto a vedere il lato comico delle situazioni, delle persone, e queste ti faranno ridere di gusto. E ridendo (e facendo ridere) conquisterai le persone che hai intorno.

9. Ridi di te stesso.

Parola d’ordine: autoironia! Prenditi in giro, prenditi in giro spesso: sarà un ottimo esercizio.Comincia a farlo quando sei da solo (chessò, in macchina) per poi cominciare a farlo con i parenti e poi con gli amici più intimi, sino ad arrivare a prenderti in giro anche in presenza di persone appena conosciute. Ti farà diventare una persona più sicura, ti farà conoscere meglio i tuoi difetti ma ti permetterà di avere con loro un rapporto più “amichevole”. I tuoi difetti non sono tuoi nemici, ma dei compagni di avventura che possono anche farti sorridere.

10. Sei più bello, se sei imperfetto.

Ma certo! Questo è il vero punto del discorso:nessuno si ricorderà di una persona senza difetti, di una persona che non sbaglia mai, perché sono anche i difetti a dare colore alla vita. Fai sì che i tuoi difetti diventino i tuoi punti di forza e ricordati che danno sapore a ciò che fai, ma soprattutto spessore alla tua personalità.

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Attacchi di panico e sintomi correlati: un rimedio naturale

Gli attacchi di panico rientrano nel novero delle patologie ansiose acute e colpiscono una percentuale piuttosto alta della popolazione; questo disturbo infatti non è così raro come si potrebbe pensare, si calcola infatti che una persona su sessanta, almeno una volta nella vita, abbia sofferto di un attacco di panico.

Come si manifesta un attacco di panico? Di solito è di breve durata e si presenta in modo improvviso senza alcun segno premonitore, la maggioranza delle persone che si è ritrovata in questa situazione li descrive come un’improvvisa paura di morire, di perdere il controllo di se stessi; il terrore si manifesta con palpitazioni, senso di soffocamento e nei casi più gravi può portare alla perdita momentanea dei sensi.

Spesso chi soffre di attacchi di panico nutre anche altre paure tra cui aracnofobia (paura dei ragni), claustrofobia (paura dei luoghi chiusi e bui), etc.

La floriterapia può risultare di notevole aiuto nel trattamento degli stati di ansia, essendo disturbi di origine psicologica; nel caso specifico degli attacchi di panico il fiore indicato è Rock Rose, l’Eliantemo. Il suo colore giallo intenso rievoca il sole ed infonde luce e positività. E’ il fiore di coloro che si trovano appunto in uno stato di panico ed angoscia paralizzante, la sua assunzione infonde coraggio, equilibrio e lucidità mentale. Chi soffre di questo disturbo, oltre a soffrire durante l’attacco, soffre di ansia anticipatoria, vive spesso con la paura che questi attacchi si ripresentino; in queste situazioni è spesso indicato anche un altro fiore da associare al precedente:Aspen, il pioppo, le cui foglie tremanti anche senza vento evocano i segnali della paura senza un perché. Questa pianta e i suoi fiori rappresentano le paure dell’ignoto, i sentimenti di presagio che gli ansiosi sentono quotidianamente, spesso senza rendersene conto tanta è l’abitudine a conviverci.

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Attacchi di panico e sintomi correlati: un rimedio naturale

Gli attacchi di panico rientrano nel novero delle patologie ansiose acute e colpiscono una percentuale piuttosto alta della popolazione; questo disturbo infatti non è così raro come si potrebbe pensare, si calcola infatti che una persona su sessanta, almeno una volta nella vita, abbia sofferto di un attacco di panico.

Come si manifesta un attacco di panico? Di solito è di breve durata e si presenta in modo improvviso senza alcun segno premonitore, la maggioranza delle persone che si è ritrovata in questa situazione li descrive come un’improvvisa paura di morire, di perdere il controllo di se stessi; il terrore si manifesta con palpitazioni, senso di soffocamento e nei casi più gravi può portare alla perdita momentanea dei sensi.

Spesso chi soffre di attacchi di panico nutre anche altre paure tra cui aracnofobia (paura dei ragni), claustrofobia (paura dei luoghi chiusi e bui), etc.

La floriterapia può risultare di notevole aiuto nel trattamento degli stati di ansia, essendo disturbi di origine psicologica; nel caso specifico degli attacchi di panico il fiore indicato è Rock Rose, l’Eliantemo. Il suo colore giallo intenso rievoca il sole ed infonde luce e positività. E’ il fiore di coloro che si trovano appunto in uno stato di panico ed angoscia paralizzante, la sua assunzione infonde coraggio, equilibrio e lucidità mentale. Chi soffre di questo disturbo, oltre a soffrire durante l’attacco, soffre di ansia anticipatoria, vive spesso con la paura che questi attacchi si ripresentino; in queste situazioni è spesso indicato anche un altro fiore da associare al precedente:Aspen, il pioppo, le cui foglie tremanti anche senza vento evocano i segnali della paura senza un perché. Questa pianta e i suoi fiori rappresentano le paure dell’ignoto, i sentimenti di presagio che gli ansiosi sentono quotidianamente, spesso senza rendersene conto tanta è l’abitudine a conviverci.

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Ansia e rimedi naturali: la floriterapia

La paura dell’incertezza, la paura di perdere il controllo sono sentimenti che hanno a che fare con l’ansia. Il perché una persona da un certo momento in poi soffra di ansia non è che una conseguenza di uno stile di vita inadeguato alla persona stessa. Non è così facile accorgersene tuttavia, infatti è solo quando l’ansia, diciamo generica, diventa cronica che dà precise manifestazioni a carattere fisico come palpitazioni, insonnia, forti emicranie. A questo punto di solito la persona si rivolge al medico/psicologo che puntualmente prescrive psicofarmaci e/o ansiolitici. Però prima di arrivare a questo punto è possibile fare qualche cosa per evitare che questo disturbo cronicizzi e rendendo la quotidianità un inferno.

La parte ardua dell’operatore, chiamato ad iniziare un’adeguata terapia, è cercare di fare prendere coscienza al paziente dei sintomi, che magari sono dati per scontati visto che ha in un certo senso imparato a conviverci e cercare di indurgli un certo grado di fiducia sul fatto che qualcosa di positivo si può fare. E’ molto probabile che chi soffre d’ansia sia stato in un certo qual modo educato ad essa nell’ambiente familiare, ricerche hanno dimostrato che se in famiglia c’è qualcuno che soffre di questo disturbo probabilmente si trasmetterà ai figli. Niente di genetico però, in quanto si parla di modo di vivere e quindi anche di modo di educare alla vita i propri figli. Considerato che l’ansia è un disturbo di tipo psicologico causato dal tipo di vita che oggi viviamo, un approccio alla cura può essere il colloquio ad esempio in una seduta di counseling oppure il colloquio con un floriterapeuta che consiglierà i fiori opportuni, colloqui che hanno il compito di far prendere coscienza sul tipo di vita che il paziente conduce e se è quel tipo di vita che egli vuole veramente.

La floriterapia è il metodo più naturale per risolvere problemi di ansia, è un metodo dolce senza controindicazioni e soprattutto efficace perché interviene là dove c’è disarmonia e disequilibrio nella persona. I due fiori sicuramente più utilizzati per trattare l’ansia sono l’Aspen (il nostro pioppo) e l’Agrimony (Agrimonia eupatoria). Il loro utilizzo è molto diverso, in quanto il primo è consigliato per quelle persone che hanno quel sentimento di presagio che porta un’ombra costante nel loro quotidiano, presagio magari anche di pericolo o morte. L’Agrimony invece va molto bene per quelle persone che consapevolmente o inconsapevolmente mascherano il loro disagio con un’apparente spensieratezza ed allegria, persone cioè che non ammettono molto facilmente che la loro vita non è vissuta in armonia e che c’è qualcosa che impedisce di viverla appieno: forse la continua proiezione nel futuro? Forse il volere scappare dai propri problemi? Forse l’insoddisfazione di una vita non coerente?

Tanti scenari fanno da sfondo all’ansia, una cosa in comune tra essi tuttavia c’è: la tendenza attuale a non vivere il presente, a non stare in contatto con se stessi, schiavi di ritmi imposti da chi se non da noi stessi?

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Terapia per la gelosia

 

 

Per combattere la gelosia occorre un duro lavoro interiore, non bastano solo le buone intenzioni.

Bisogna cercare di aumentare la propria autostima che, in chi è affetto da gelosia morbosa, è spesso bassa. Si può cercare di aumentarla indirizzando i propri interessi verso altri obiettivi che possono far aumentare la fiducia in sè stessi. Inoltre vanno anche indagate le cause di questa bassa autostima causa della gelosia. Spesso chi soffre di quest’ultima, durante la propria infanzia, non ha ricevuto adeguati riconoscimenti per i propri risultati o capacità da parte dei genitori. Quest’ultimi non hanno mai manifestato fiducia e stima nei confronti del “futuro” geloso, contribuendo a rafforzare il senso di “valere poco o niente”. Se “valgo poco o niente” s’arriva ad immaginare, in maniera più o meno inconscia, che anche il partner, prima o poi, preferirà un’ “altro migliore”.

Ma può anche accadere che si è gelosi perchè, nonostante un’adeguata autostima, questa ha subito un crollo a seguito di un “reale” tradimento passato. In questo caso si è in presenza di una certa rigidità personale, che vede tutto bianco o nero. Si pensa che se ho avuto fiducia e sono stato tradito, non bisogna avere più fiducia, perche le persone sono tutte uguali. Come si vede in questo caso, per combattere la gelosia bisogna diventare più “flessibili”, lavorare sulle proprie concezioni personali.

Infine la gelosia potrebbe essere anche giustamente motivata dal comportamento del partner. Ad esempio un partner che tende ad essere eccessivamente “esibizionista” in pubblico, sia per quanto riguarda l’abbigliamento che per i comportamenti. In questo caso è utile e necessario discutere con quest’ultimo della relazione di coppia in generale, e dei comportamenti che riteniamo “sospetti”, in particolare. L’obiettivo di ciò non è quello di porre il partner in “difensiva” o di “cambiarlo” ma di farlo riflettere sul senso della relazione e sulla sofferenza che taluni comportamenti possono arrecare.

Riepilogando per contrastare la gelosia ci sono 3 possibili percorsi :

Potenziare la propria autostima . Nella persona eccessivamente gelosa è presente sempre una bassa autostima ed è necessario intervenire, inizialmente per aumentare quest’ultima. Ogni tentativo di uscire da una gelosia morbosa senza aumentare l’autostima personale è destinato a fallire.

Potenziare le proprie capacità. Questo percorso è strettamente e questo conseguenzialmente legate al precedente. Infatti unitamente all’autostima bisogna potenziare le proprie risorse personali al fine di i migliorare l’immagine di sé, riducendo in questo modo depressione e rabbia legate all’idea della possibile perdita della persona amata

Cercare di non sapere, di non indagare . Quando si è gelosi si è portati ad effettuare quasi un comportamento di stalking quando invece è necessario ignorare tutto ciò che concerne la persona amata e il rivale o che è psicologicamente associato ai luoghi, alle occasioni, ai motivi della gelosia.

La tematica del superamento della gelosia, in particolare quella patologica, è oggetto di discussione all’interno dei Seminari Esperenziali sul MAL D’AMORE.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

per contatti e consulenze tel.320-8573502 email: cavalierer@iltuopsicologo.it

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come combattere la tristezza

 

La tristezza ci fa soffrire e dura a lungo? Succede perché, in genere, la accogliamo con un atteggiamento sbagliato. La viviamo con fastidio e speriamo che se ne vada in fretta. Ma qualsiasi emozione arriva per un motivo. Accettarla significa, in realtà, permetterle di svolgere più in fretta la sua funzione. Cercare di bloccarla, al contrario, equivale a prolungarla.

La tristezza arriva per mettere tra parentesi chi siamo, per mandare in crisi la nostra immagine pubblica, per mettere in dubbio una mentalità superficiale, che il più delle volte va contro la nostra natura più profonda. 

La tristezza vuole cioè rompere l’idea che abbiamo di noi stessi: un’idea sbagliata che impedisce ai nostri veri talenti di esprimersi. Portandoci via dai riflettori, constringendoci a momenti di “buio”, intende spazzare via tutte le nostre certezze, creando uno spazio interno di vuoto. Solo in questo vuoto, infatti, la nostra vera originalità potrà rinascere.

Limitiamoci a percepire la tristezza

Possiamo affrontare la tristezza con un differente atteggiamento mentale. Proviamo, quando ci accorgiamo di essere tristi e insoddisfatti, a non giudicare questi stati. Limitiamoci a dire: «In questo momento sono triste, e non so se sia bene o male».

Nello stesso tempo indirizziamo la nostra attenzione, durante la giornata, a quanto accade di nuovo o di inatteso intorno a noi. Piccole cose, cambiamenti minuti, novità. La nostra interiorità adora la parola “inaspettato”, è il suo più grande nutrimento Quando per troppo tempo seguiamo lo stesso cliché e assumiamo nei confronti della vita i medesimi atteggiamenti, l’interiorità si ribella portandoci la tristezza.

Scoprire, durante la giornata, se è accaduto qualcosa di inatteso ci aiuterà da un lato a liberare la psiche dalla tristezza e dai suoi dolori e, dall’altro, a farci rendere conto che ogni giorno ci riserva una sopresa che ha bisogno di occhi attenti per essere vista.

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Esercizi per la depressione

 

La depressione è un’alterazione dell’umore differente dalla tristezza; per parlare di sindrome depressiva, infatti, occorre una presenza quotidiana, per almeno sei mesi, di pessimismo, disinteresse per le relazioni e i progetti futuri, chiusura in se stessi, atteggiamento apatico e grande nostalgia del passato. Nei casi più seri si verificano anche: disturbi del sonno, scarso appetito e perdita di peso.

È possibile distinguere due forme differenti di depressione: la depressione unipolare, caratterizzato da un umore costantemente basso, rallentamento motorio e alterazioni del ciclo sonno-veglia e la depressione bipolare, accompagnata da un’alternanza di fasi depressive e maniacali (iperattività, progettualità ed eccessiva considerazione di sé).

Le ricerche evidenziano che la depressione è una malattia in crescita costante che colpisce a ogni età, soprattutto quella che si manifesta sotto forma di disinteresse per tutto, noia, sensazione di essere inutili e inadeguati, soffocati dalla routine e un umore “grigio” che risulta sempre più negativo e spento. Il rischio è che tale sindrome sfoci in una chiusura totale, in un profondo distacco dal mondo o nell’abuso di farmaci o alcol. 

Usa le mani per affrontare la depressione

Ritrovare la serenità senza ricorrere ai farmaci è possibile: per farlo è utile ritrovare la concretezza di vivere e riscoprire l’utilità delle attività pratiche e manuali, che aiutano il cervello a liberarsi dai pensieri e dalla false credenze che stanno alla base della nostradepressione.

Il lavoro manuale aiuta a fronteggiare situazioni di stress, incrementa la consapevolezza di sé e ci permette di osservare il prodotto concreto delle nostre azioni. In questo modo vengono gettate le basi  per liberarsi dal senso di impotenza e per creare una situazione di benessere e serenità. Che si tratti di cucinare, dipingere, creare, fare bricolage o dedicarsi al giardinaggio, è importante focalizzare l’attenzione sui gesti che compiamo. Questo ci permetterà di svuotare la mente da condizionamenti e preoccupazioni, favorendo così la naturale produzione di sostanze che promuovono gioia e felicità.

La natura: un’alleata contro la depressione

Stare a contatto con la natura, prendersi cura di una pianta o di un animale aiuta a superare la chiusura nei confronti del mondo e di ciò che ci circonda, permette di spostare l’attenzione ossessiva concentrata solo su noi stessi verso qualcosa di diverso dai nostri ragionamenti. In particolar modo, stando a contatto con un animale, soprattutto cani e gatti, impariamo a esprimere tenerezza e affetto, a essere più spontanei, meno razionali e riflessivi.

Occuparsi di piante e animali ci fa sentire importanti, utili: la sensazione di essere indispensabili ci consente di accantonare lo stato depressivo e la svogliatezza in cui ci crogioliamo, spingendoci a ritrovare interesse ed energia.

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Esercizi efficaci per alleviare l’ansia.

 

Al di là della terapia farmacologica e della psicoterapia, la cui efficacia è stata dimostrata, esistono molti rimedi più semplici che chiunque può praticare a casa propria. Tra questi le tecniche di rilassamento, che richiedono uno sforzo limitato e possono essere utilizzate in qualsiasi momento. Queste tecniche rappresentano una risposta naturale e fisiologica allo stress; possono verificarsi anche quando non si è coscienti di queste reazioni del nostro corpo. Il rilassamento viene definito come uno stato psicofisico nel quale l’individuo si sente sollevato dalla tensione. Raggiungere uno stato di rilassamento significa quindi essere in grado di controllare il livello di attivazione fisiologica, in modo tale da creare i presupposti per liberarsi dalla tensione.

 

Quando lo stress e l’ansia condizionano il normale funzionamento dell’organismo il rilassamento può essere utile al fine di ristabilire l’equilibrio. In oriente le tecniche di rilassamento sono conosciute e seguite da secoli: i maestri di yoga le praticavano come un aspetto fondamentale della loro disciplina; in occidente invece l’interesse per queste tecniche è stato scarso fino agli ultimi decenni, quando si è iniziato a considerare l’organismo come un sistema complesso costituito dall’interazione tra mente e corpo. Un contributo fondamentale allo studio del rilassamento e alla sua pratica terapeutica fu apportato dal professor J. H. Schultz, il quale sviluppò un metodo chiamato training autogeno. Si tratta di uno stato di leggero trance autoindotto attraverso tecniche di autosuggestione, il quale porta ad uno stato di rilassamento fisico e mentale.

Dopo gli studi di Schultz, molti psicologi e medici hanno cominciato ad usare le tecniche di rilassamento in aggiunta alle terapie di tipo convenzionale. Grazie al crescente interesse per questo campo di studi oggi sappiamo che tecniche diverse possono essere adattate a diversi tipi di personalità. Le tecniche proposte in questa sezione non vanno intese come un’alternativa alla psicoterapia, piuttosto come un’integrazione ad essa, o semplicemente come un esercizio di rilassamento da poter utilizzare comodamente a casa propria quando si ha un po’ di tempo da dedicare a sé stessi. Chiunque può eseguire questi semplici esercizi e trarne beneficio, non c’è alcuna controindicazione o pericolo.

Prima di iniziare con gli esercizi è necessaria una fase di preparazione per predisporre corpo e mente al rilassamento: 

indossa abiti comodi e leva le scarpe prima di iniziare l’allenamento; 

puoi sedere su una poltroncina, su un divano, su una sdraio o sdraiarti sul letto, avendo l’accortezza di verificare che nessuna parte del corpo sia in tensione; 

sistemati in una posizione comoda, non importa se sdraiato o seduto; 

l’importante è sentirti comodo; 

può essere utile passare qualche minuto sprofondando sempre di più nella poltrona;

se sei seduto appoggia le mani sulle gambe o sui braccioli; 

se sei sdraiato metti le braccia lungo i fianchi. 

Le tecniche risultano più efficaci se praticate ad occhi chiusi.

Fonte: Nienteansia.it

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