DENTISTA, ADDIO TRAPANO: UN LASER PER CURARE AL BOCCA SENZA DOLORE

ROMA – La carie dentaria è una malattia sociale: oggi colpisce il 43 per cento della popolazione italiana sopra i 12 anni, con conseguenze anche gravi, che possono portare alla devitalizzazione dei denti oppure alla loro perdita precoce. Uno dei motivi che tiene gli italiani lontani dal dentista è sicuramente la paura del trapano. Oggi grazie alle nuove tecnologie, come ad esempio il laser ed erbio, è possibile curare anche le carie più profonde senza usare il trapano, con un approccio estremamente conservativo e, spesso, senza avvertire dolore. Anche di questo si parlerà sabato 5 ottobre 2013 alle ore 9,00 presso l’hotel “San Germano” di Napoli, dove si terrà il convegno della Società Italiana di Laser in Odontostomatologia dal titolo “Il Laser nella pratica clinica quotidiana”. Nel corso della giornata, organizzata dal responsabile SILO per la Campania dott. Gennaro Falivene, relazioneranno, tra gli altri, il presidente della SILO prof. U.Romeo, il vicepresidente prof. Roly Kornblit, il prof. Alessandro Del Vecchio, il dott. Giovanni Gaeta. Presidenti di seduta saranno i prof. Matarasso, Laino, Rengo, Serpico, Cafiero e Nicolò.

Fonte: Leggo.it

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attenzione ecco come riconoscere i sintomi dell’ulcera allo stomaco

L’ulcera è una lesione che si sviluppa sulla pelle o sulle membrane mucose del corpo. Le ulcere allo stomaco o all’intestino tenue sono conosciute come ulcere peptiche. Un’ulcera peptica allo stomaco viene definita ulcera gastrica.


Possono essere causate da uno stile di vita disordinato, dallo stress, o da un eccesso di succhi gastrici nello stomaco. Ad ogni modo, la maggior parte di esse sono dovute a un’infezione causata dal batterio Helicobacter pylori (H. pylori). I sintomi dell’ulcera sono acuti per alcuni soggetti e più lievi per altri. In altri casi, l’ulcera è asintomatica (ciò significa che chi ne è soggetto non prova alcun disturbo o dolore).


fai attenzione al dolore all’addome, concentrato nella zona tra lo sterno e l’ombelico. Il dolore può variare in termini di intensità e durata, durando da un paio di minuti a parecchie ore. È solito apparire tra un pasto e l’altro, quando lo stomaco è vuoto, e può essere definito come un bruciore, oppure un dolore lancinante.

 

A volte, il dolore dovuto all’ulcera può essere alleviato temporalmente assumendo del cibo, che assorbe gli acidi dello stomaco; oppure prendendo una medicina apposita atta a controllarne la produzione.

 

Se il dolore allo stomaco è provocato da un’ulcera, i picchi sono soliti apparire durante la notte, o quando hai fame.

Fai attenzione ai sintomi che hanno riportato altre vittime dell’ulcera. I sintomi, di solito, non sono uguali per tutti, ma potresti scroprire di essere affetto da una combinazione di essi.


Un incremento dei gas corporei e maggior tendenza al rigurgito.

La sensazione di essere pieno e l’incapacità di bere liquidi.

Fame persistente, anche dopo un paio d’ore dalla fine dei pasti.

Nausea, soprattutto al mattino appena alzati.

Una sensazione generale di stanchezza e di malessere.

Perdita dell’appetito.

Perdita di peso.

Riconosci i sintomi di un’ulcera grave. Se non trattate a tempo, le ulcere possono causare emorragie interne e altri problemi, che necessitano di intervento medico immediato

Vomito, specialmente con tracce di sangue, possono essere il segnale di un’ulcera avanzata.

Feci scure e “catramose”, possono essere indice di un’ulcera in stato avanzato 

Presenza di sangue nelle feci.

Se noti qualcuno di questi sintomi, ricorri subito al medico. Le ulcere sono una condizione medica molto seria che richiede un trattamento specifico. Le medicine generiche possono alleviarne i sintomi per breve tempo, ma non rappresentano una cura definitiva.


Cerca di capire se sei un soggetto a rischio. Sebbene le ulcere possano apparire per varie ragioni, alcune persone ne sono più a rischio. Per esempio:


Soggetti infetti dal batterio H. pylori.

Soggetti che sono soliti assumere anti-infiammatori come: l’ibuprofeno, l’aspirina ed il naxopren.

Soggetti propensi all’ulcera per ragioni ereditarie.

Soggetti che bevono alcool regolarmente.

Soggetti affetti da malattie associate ai reni, al fegato ed ai polmoni.

Soggetti maggiori di 50 anni d’età.

fonte: wikihow

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Come curare le varici sulle gambe

Le varici sono l’allungamento, dilatazione e tortuosità del sistema venoso. Con frequenza l’origine di tale problema è una serie di concause: da un lato la fragilità delle pareti venose e dall’altro l’aumento della pressione sanguigna. Entrambi i fattori portano ad una dilatazione delle vene progressiva e all’insufficienza dell’apparato valvolare. Esistono diversi trattamenti che variano a seconda della gravità del caso. 

Istruzioni

  • Il primo passo per curare le varici sulle gambe è fare esercizio fisico e sport. Il nuoto è particolarmente consigliato. 
  • L’utilizzo di calze o bendaggi contenitivi elastici funziona, e può essere preso come una misura permanente. 
  • Altra cosa che aiuta a migliorare la situazione delle varici sono i massaggi manuali, idromassaggi e digitopressione. 
  • Cercate di dormire con le gambe leggermente sollevate, questo aiuta a milgorare le varici perchè limita la pressione sanguigna. 
  • Con le piccole varici si può realizzare una scleroterapia. 
  • Nei casi più degenerativi l’unica soluzione è l’intervento chirurgico. È la terapia più risolutiva quando esistono varici molto sviluppate, però necessita ospedalizzazione e un periodo di riposo post-operatorio. 

Di cosa hai bisogno?

  • bendaggi 
  • calze o collant 

Consigli
Per prevenire i peggioramento delle varici tenetevi in esercizio Appena notate una varice rivolgetevi al vostro medico per una terapia personalizzata.

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Russare: cause e rimedi naturali per smettere

Smettere di russare. Ad ognuno di noi può capitare di russare di tanto in tanto, ma se il fenomeno si presenta di frequente, può influenzare la qualità del sonno e la sua durata, oltre che infastidire i propri famigliari o compagni di stanza. 


Quali sono le cause? 
Russare può condurre ad una durata insufficiente del riposo notturno e ad avvertire per via di ciò una evidente sensazione di affaticamento durante il giorno. Identificare la causa del fenimeno rappresenta il primo passo per porre rimedio alla situazione.

A proposito del russare, le cause possono essere molteplici e variare da un soggetto all’altro. Il fenomeno può essere imputato alla presenza di tessuti organici all’interno della cavità nasale o della gola maggiormente tendenti a vibrare, poiché più morbidi o flessibili del normale. Anche la posizione che la lingua assume durante il riposo può rappresentare un fattore da non sottovalutare.

Il rumore viene generato nel momento in cui, mentre si dorme, l’aria si trova ostacolata dal poter fuoriuscire liberamente dalle cavità nasali e dalla bocca. Una ostruzione parziale a livello del naso potrebbe essere provocata da una deviazione del setto nasale. Ostacoli presenti all’interno del naso o della bocca portano i canali di passaggio dell’aria a restringersi e ciò è causa del rumore che viene avvertito dall’esterno. Tra i più comuni fattori che possono influenzare il passaggio dell’aria dalla bocca e dalle cavità nasali durante il sonno vi sono:

1) Eta’

Con l’avanzare dell’età i tessuti all’interno delle cavità nasali e della gola si rilassano, con particolare riferimento ai muscoli. Ciò non permette al respiro di fluire liberamente e provoca rumore.

2) Costituzione

Gola stretta, adenoidi dilatate e palatoschisi (una malformazione del palato, che si presenta come una fenditura più o meno estesa della parte anteriore del palato duro) possono essere considerate tra le cause del russare determinate dalla costituzione fisica individuale. Negli uomini, inoltre, i canali di passaggio dell’aria sono solitamente più stretti. Anche sovrappeso e scarso tono muscolare sono considerati fattori da non sottovalutare.

3) Problemi nasali

Dal banale raffreddore, alla sinusite, ad una deviazione del setto nasale, problemi alle narici e ostruzioni parziali delle vie respiratorie di vario genere concorrono tra i fattori che possono contribuire al presentarsi del fenomeno del russare.

4) Posizione

La posizione che si assume durante il sonno è importante. Chi russa non dovrebbe dormire sulla schiena, in quanto una simile postura porta i tessuti interni alla gola a rilassarli ed a bloccare in parte le vie respiratorie. Da ciò si origina il rumore.  

5) Fumo, alcolici e medicinali

Il fumo, l’assunzione di bevande alcoliche e di alcune tipologie di medicinali possono contribuire ad accentuare il fenomeno, in quanto tali sostanze possono concorrere ad un maggiore rilassamento dei muscoli, con le conseguenze di cui sopra.

Quali sono i rimedi?

1) Dormire su un fianco

Se ci si rende conto di come il fenomeno del russare si accentui nel momento in cui ci si trovi a dormire sulla schiena, la soluzione più semplice consiste nel cambiare posizione, girandosi su di un fianco, in modo da lasciare più libera la gola.

2) Cambiare cuscino

Utilizzare due cuscini o un cuscino più alto del solito può contribuire a mantenere aperte e libere le vie respiratorie, sorreggendo il collo e la gola. I cuscini devono essere scelti e posizionati in modo tale che la schiena risulti adagiata in una posizione non dolorosa o fastidiosa,

3) Suffumigi

Se la causa del vostro russare è generata da una congestione nasale dovuta a raffreddori o allergie, una delle possibili soluzione consiste nell’effettuare dei suffumigi con acqua e bicarbonato o oli essenziali prima di andare a dormire, in modo da liberare le vie respiratorie.

4) Tecniche di rilassamento

Ansia, stress ed agitazione possono disturbare il sonno ed accentuare il fenomeno indesiderato. A questo proposito è possibile ricorrere ad alcune tecniche di rilassamento da porre in essere prima di andare a dormire, in modo da favorire un sonno ristoratore ed un riposo indisturbato. Tali tecniche di rilassamento possono essere approfondite mediante la lettura del “Manuale pratico per smettere di russare” diRoberto Fabbroni, in cui vengono spiegati semplici esercizi a cui dedicarsi prima di coricarsi.

5) Jala Neti

Verificare che le cavità nasali siano libere prima di andare a dormire è fondamentale per evitare di russare, in particolare se si è consapevoli di essere soggetti al fenomeno. Soffiarsi semplicemente il naso potrebbe non essere sufficiente. Perciò e possibile ricorrere ad un metodo per la pulizia delle cavità nasali che prevede l’utilizzo di acqua salata e di un piccolo strumento simile ad una teiera, denominato Jala Neti.

6) Cerottini nasali

Se il problema non riguarda i tessuti interni alla gola, ma una apertura insufficiente delle caità nasali, gli appositi cerottini nasali potrebbero essere utili a migliorare la situazione. La loro efficacia può variare da persona a persona, a seconda dell’entità e delle reali cause del problema.

7) Evitare gli alcolici

Il consumo di alcolici può incidere sul riposo notturno, rendendolo irregolare e poco efficace. Può inoltre provocare un maggior rilassamento dei tessuti interni alla gola ed alle narici, causando un maggiore sfregamento dell’aria contro le loro pareti e quindi rumore.

8) Smettere di fumare

Il fumo può compromettere la corretta funzionalità del nostro apparato respiratorio, favorire la produzione di muco e la formazione di ostruzioni a livello delle cavità nasali. Può inoltre essere causa della comparsa di colpi di tosse notturni, che potrebbero contribuire ad un sonno ancora più disturbato e difficoltoso.

9) Doccia calda

Concedersi una doccia calda prima di andare a dormire, a parere degli esperti, può contribuire a liberare la cavità nasali, in particolare a causa del vapore acqueo che verrà respirato e che contribuirà a dilatare le stesse. Durante la doccia è inoltre possibile effettuare una pulizia delle narici con acqua tiepida o un risciacquo con acqua leggermente salata.

10) Idratazione

La disidratazione può essere la causa di fenomeni di secchezza che interessano le membrane interne della gola o del naso. Per tale motivo si raccomanda di bere semplice acqua naturale a sufficienza durante il giorno, in modo che la disidratazione non contribuisca ad aggravare il fenomeno del russare.

Fonte: Greenme.it

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Trombosi Venosa Profonda sintomi, cause.

Cause: La trombosi si verifica quando si forma un trombo nelle vene profonde dell’organismo, di solito in quelle degli arti inferiori.

I trombi possono essere causati da diversi fattori, vale a dire da tutto ciò che impedisce la circolazione sanguigna normale o la coagulazione normale. Diversi fattori sono in grado di aumentare il rischio di trombosi, tra di essi ricordiamo: Stare seduti per periodi protratti, ad esempio quando si guida o si fa un viaggio in aereo.

Se le gambe rimangono ferme troppo a lungo, i muscoli dei polpacci, che in condizioni normali aiutano il sangue a circolare, non si contraggono. Se questi muscoli non si muovono, si possono formare dei trombi all’altezza dei polpacci. Anche se stare seduti per periodi protratti rappresenta un fattore di rischio, la possibilità di comparsa della trombosi venosa profonda durante i viaggi in aereo o in auto è relativamente bassa.

Malattie ereditarie della coagulazione. Alcuni pazienti ereditano una malattia che fa coagulare il sangue con maggiore facilità. Questa malattia ereditaria può rimanere silente fin quando non si presentano altri fattori di rischio concomitanti.

Riposo a letto protratto, ad esempio durante un lungo ricovero in ospedale, o paralisi. Se le gambe rimangono ferme per lunghi periodi, i muscoli del polpaccio non si contraggono e quindi non aiutano il sangue a circolare, e questo facilita la formazione dei trombi.

Lesioni od interventi chirurgici. Le ferite e le lesioni alle vene, come pure gli interventi chirurgici, possono rallentare la circolazione sanguigna, aumentando il rischio di formazione di trombi. Gli anestetici generali usati durante gli interventi chirurgici possono far dilatare le vene, aumentando il rischio di ristagno del sangue e quindi di formazione di coaguli. Gravidanza.

La gravidanza aumenta la pressione all’interno delle vene del bacino e delle gambe. Le donne che soffrono di disturbi ereditari della coagulazione sono particolarmente a rischio. Il rischio di formazione di trombi può continuare anche fino a sei settimane dopo il parto. Tumore. Alcuni tipi di tumore aumentano la quantità dei fattori di coagulazione presenti nel sangue. Anche alcuni tipi di terapia contro il cancro aumentano il rischio di comparsa di trombi.

Insufficienza cardiaca. I pazienti che soffrono di insufficienza cardiaca sono a rischio di trombosi perché se il cuore è danneggiato non pompa il sangue con la stessa efficienza di un cuore normale, e quindi aumenta la possibilità che il sangue ristagni e si coaguli. Pillola anticoncezionale o terapia ormonale sostitutiva. I contraccettivi orali (pillola) e la terapia ormonale sostitutiva possono facilitare la coagulazione sanguigna. Pacemaker o catetere (tubicino flessibile) inserito in una vena.

Questi dispositivi medici possono irritare la parete del vaso sanguigno e rallentare la circolazione. Precedenti di trombosi venosa profonda o di embolia polmonare. Se in passato avete già sofferto di trombosi, avrete maggiori probabilità di soffrirne anche in futuro. Precedenti famigliari di trombosi o embolia polmonare. Se qualche vostro famigliare ha sofferto o soffre di trombosi o embolia polmonare, le probabilità che anche voi soffriate di trombosi aumentano. Sovrappeso o obesità.

I chili di troppo fanno aumentare la pressione nelle vene del bacino e delle gambe. Fumo. Il fumo influisce sulla coagulazione del sangue e sulla circolazione, e quindi fa aumentare il rischio di trombosi. Sintomi Nella metà dei casi circa, la trombosi non manifesta sintomi evidenti. Se i sintomi della trombosi si manifestano, tra di essi possiamo ricordare: Gonfiore della gamba colpita, della caviglia e del piede. Male alla gamba, che può estendersi anche alla caviglia e al piede.

Il dolore di solito si manifesta all’altezza del polpaccio e assomiglia a un crampo o ad uno stiramento. Rossore e aumento della temperatura della zona colpita. Male o gonfiore alle braccia o al collo. Possono comparire se il trombo si forma nelle braccia o nel collo. Riporto poi una testimonianza diretta di una paziente (Susanna, che ringrazio per la sua esperienza) che descrive quello che ha provato: [I sintomi della trombosi venosa profonda] non assomigliano per niente ad un crampo o ad uno stiramento; è un dolore intenso, molto intenso che si avverte come se provenisse dal centro della gamba, dal centro profondo della gamba, come se fosse presente un’asta arroventata tra la tibia e il perone.

I crampi sono sì dolorosi, ma è un dolore che potremmo definire di superficie. Preciso che le mie TVP sono tutte popliteo-femorali. E’ stato l’unico dolore fisico che mi ha fatto piangere.

fonte:www.farmacoecura.it

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Semi di zucca: 10 proprieta’ benefiche

semi di zucca, nonostante le loro piccole dimensioni, possono essere considerato come un alimentoricco di proprietà benefiche e come uno spezzafame salutare, da sostituire ai classici snack confezionati.

Ecco le loro 10 principali proprietà benefiche.I semi di zucca sono benefici per il cuore, ci aiutano a garantirci un buon riposo notturno ed unabuona salute generale. Possono essere consumati crudi oppure tostati in forno a temperatura non troppo elevata per 15-20 minuti. Sono ottimi anche caldi e possono essere conditi con un pizzico di sale marino integrale. Possono essere acquistati già tostati, scegliendoli preferibilmente biologici, nei negozi di prodotti naturali.

1) Buon riposo

semi di zucca presentano un elevato contenuto di triptofano, un aminoacido precursore dellaserotonina, che contribuisce ad assicurarci non soltanto di vivere le nostre giornate all’insegna del buonumore, ma anche ad aiutarci a godere di un buon riposo nelle ore notturne, in modo da recuperare tutte le energie necessarie per affrontare gli impegni della giornata seguente.

2) Cuore e relax

Tra i componenti nutritivi presenti nei semi di zucca vi è il magnesio, un elemento che contribuisce a regalare al nostro organismo una sensazione di relax. Il magnesio è infatti considerato come una sostanza naturalmente calmante e rilassante, oltre ad essere ritenuto benefico per la corretta attività cardiaca.

3) Equilibrio

I semi di zucca presentano un contenuto da non sottovalutare di proteine altamente digeribili che contribuiscono a mantenere regolari i livelli di zuccheri nel sangue quando essi vengono consumati nel corso della giornata come snack. Mantenere i livelli degli zuccheri stabili può essere fondamentale quando si cerca di perdere peso. Ecco perché i semi di zucca sono spesso consigliati anche a chi segue una dieta dimagrante.

4) Omega3

I semi di zucca contengono acidi grassi essenziali omega3, fattore che li rende una fonte vegetale preziosa di questi elementi. La loro presenza permane in un alimento estratto da essi a freddo: l’olio di semi di zucca. Esso potrebbe rivelarsi d’aiuto nella cura di pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna, come suggerito da uno studio scientifico pubblicato nel 2009.

5) Zinco

Il contenuto di zinco dei semi di zucca li rende un alimento adatto ad essere consumato da parte della popolazione maschile, in quanto tale minerale è ritenuto in grado di svolgere un’azione protettiva nei confronti della prostata. L’assunzione di alimenti contenenti zinco è inoltre consigliata alle donne in gravidanza e a coloro che desiderano tenere sotto controllo i livelli di colesterolo.

6) Ferro

I semi di zucca, insieme a legumi come le lenticchie, i fagioli ed i ceci, possono essere considerati come una fonte vegetale di ferro. Assumerli come spuntino potrà contribuire a contrastare i cali di energia lungo il corso della giornata. I semi di zucca tostati possono sostituire in maniera salutare i classici snack acquistati al supermercato.

7) Proprietà antinfiammatorie

I semi di zucca sono considerati come un vero e proprio antinfiammatorio naturale, dal potere quasi medicinale. La loro assunzione può quindi contribuire ad attenuare gli stati infiammatori del nostro organismo. In alcuni casi possono aiutare a combattere irritazioni e gonfiori senza gli effetti collaterali tipici dei medicinali.

8) Fitosteroli

Essi sono al terzo posto della classifica dei semi e della frutta secca a maggior contenuto di fitosteroli. Vengono infatti superati da parte di semi di girasoli e di pistacchi, ma restano comunque una fonte da non sottovalutare. Tale caratteristica li rende in grado di abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

9) Benessere intestinale

I semi di zucca contengono una parte di quelle fibre vegetali da inserire nella nostra alimentazioneaffinché il nostro intestino possa funzionare in maniera regolare. La loro assunzione è dunque particolarmente indicata a coloro che presentano problemi da questo punto di vista e che desiderano ritrovare il proprio equilibrio.

10) Regolazione del pH

I semi di zucca contribuiscono ad alcalinizzare il pH dell’organismo. L’eccessiva acidità provocata dall’assunzione di alcuni alimenti (come carne, zuccheri e dolciumi, farina 00 e derivati) è stata correlata all’insorgere di stati dolorosi ed infiammatori. Altri cibi alcalinizzanti sono le verdure, con particolare riferimento a quelle che è possibile consumare crude.

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Fonte: Greenme.it

L’anguria contro colesterolo e malattie cardiache

L’anguria come alleato del cuore e contro il colesterolo cattivo.  Oltre ad essere fresca e gustosa, il frutto estivo per eccellenza, costituisce un valido aiuto naturale contro le malattie cardiache, perché permette di ridurre i livelli di colesterolo cattivo (tecnicamente conosciuto come ‘Lld’) e a tenere il peso corporeo sotto controllo.

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Secondo gli studiosi, l’anguria – apprezzata da adulti e bambini – potrebbe diventare una nuova arma naturale per tenersi in forma e proteggere il cuore grazie all’azione della citrullina, una sostanza contenuta nel frutto e già nota alla comunità scientifica per le sue proprietà benefiche contro l’ipertensione e le malattie cardiache.A rivelare le preziose proprietà del “cocomero” è uno studio pubblicato sul Journal of Nutritional Biochemistry, condotto da un team di ricercatori dell’Università americana di Purdue.

Sappiamo che l’anguria fa bene alla salute perché contiene la citrullina – ha spiegato Shubin Saha, primo autore dello studio – ma non sappiamo ancora a che livello molecolare lavori questa sostanza. Questo sarà il passo successivo da esaminare nelle prossime ricerche“.

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In realtà, secondo alcuni studiosi, basterebbe una fetta al giorno di cocomero per aiutare il nostro organismo a ridurre i livelli di colesterolo cattivo.

Purtroppo il cocomero non è più di stagione, ma con l’arrivo della prossima estate avremo un motivo in più per fare il pieno anguria, con centrifughe, frullati, succhi, macedonie e gelatine!

Fonte: Greenme.it

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I sintomi del diabete: scopri se sei diabetico

I sintomi iniziali della malattia dipendono innanzi tutto dal tipo di diabete: nel caso di diabete di tipo 1 si assiste di norma a: un esordio improvviso, spesso associato a febbre, poliuria (aumentata quantità di urine), polidipsia (sete), astenia (sensazione di stanchezza), perdita di peso, secchezza cutanea (pelle secca), perdita di peso inspiegabile, maggiore sensibilità alle infezioni.

Ultimamente vai sempre più spessi in bagno a fare pipì? Questo potrebbe succedere perchè l’eccessiva quantità di zuccheri nel sangue non consente ai reni di lavorare in condizioni ottimali, costringendoli ad eliminare un’aumentata quantità di liquidi per diluire sufficientemente lo zucchero presente. La poliuria viene diagnosticata quando la produzione giornaliera di urina supera i 2 litri al giorno. Se ti senti come se non riuscissi a bere a sufficienza e questo ti porta ad assumere quantità eccessive di liquidi potrebbe essere un sintomo di diabete: questo è una diretta conseguenza dell’aumentata produzione di urine: se espelli più pipì l’organismo invia segnali di sete per non disidratarsi.

Normalmente gli zuccheri assunti con la dieta, una volta assorbiti, vengono trasportati dal sangue in tutti i distretti dell’organismo dove le cellule sono in grado di prelevarlo grazie all’insulina; se questa sostanza non è prodotta in quantità sufficiente o le cellule diventano insensibili alla sua presenza, l’energia prodotta dagli zuccheri non è più disponibile e il corpo si affatica, manifestando stanchezza e debolezza muscolare.

Esistono poi altre manifestazioni del diabete, che intervengono però solo sul medio lungo periodo: neuropatie, visione offuscata, … In caso di diabete tipo 2 i sintomi sono meno evidenti, al punto da non consentire una diagnosi rapida e certa: si ha quindi un alto valore di glicemia, ma senza i sintomi caratteristici del diabete di tipo 1.

E’ chiaramente indispensabile, per la diagnosi, rilevare un alto valore di glicemia, ossia la quantità di zucchero nel sangue, sintomo imprescindibile di diabete.

E’ possibile conoscere questo valore con un esame del sangue, sia esso fatto in ospedale o presso diverse farmacie che offrono questo servizio Hai il diabete? Per una corretta e sicura diagnosi di diabete basta che si rilevi una sola delle seguenti condizioni: Sintomi di diabete (aumentate urine, sete, perdita di peso inspiegabile) in presenza di un valore di glicemia misurata in un momento qualunque della giornata superiore a 200 mg/dl. Glicemia a digiuno superiore a 126 mg/dl, per digiuno s’intende la assoluta mancata assunzione di cibo da almeno 8 ore. Glicemia maggiore o uguale a 200 mg/dl durante una curva da carico;

questo test lo si effettua di norma in ospedale, somministrando una quantità nota e definita di zuccheri e rilevando in seguito come cambia il valore misurato. Esistono infine alcune situazioni in cui, pur non superando i valori indicati di glicemia, si parla di intolleranza glucidica: Glicemia a digiuno tra 100 e 125 mg/dl Glicemia durante una curva di carico tra 140 e 200 mg/dl Molto spesso queste condizioni si registrano in presenza di altre condizioni patologiche come sovrappeso, dislipidemia (semplificando, colesterolo e/o grassi in eccesso nel sangue), ipertensione (ossia pressione alta).

fonte:farmacoecura

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Prostata ingrossata: cause, sintomi, forme e cure naturali

La prostata è una ghiandola che produce una parte del liquido seminale. Anatomicamente circonda come un manicotto l’uretra: il canale che nasce dalla vescica, percorre il pene, e trasporta l’urina e il liquido seminale all’esterno.
L’ingrossamento della prostata è un segno di malattia della stessa. Solo in seguito ad esami approfonditi è possibile stabilire la natura e la gravità della patologia.

Le cause della prostata ingrossata
È necessario distinguere le cause di prostata ingrossata in due categorie: i fattori di rischio e le patologie.
Tra i fattori di rischio principali ricordiamo: l’invecchiamento, lo squilibrio ormonale e le infezioni batteriche.
Tra le malattie: l’iperplasia prostatica benigna, la prostatite e il tumore della prostata.

Forme di prostata ingrossata
A seconda della patologia che ne sta alla base, si distinguono tre forme di prostata ingrossata.
1. Da Ipertrofia prostatica benigna (IPB)
La prostata può iniziare a ingrossarsi già a partire dai 35 anni, ma solitamente diventa sintomatica solo dopo i 50. Ad accrescersi è soprattutto la parte più vicina all’uretra. Ciò provoca problemi alla minzione, che risulta scarsa e frequente. 
Solo il 20% degli uomini affetti da IPB ha bisogno di trattamenti.
2. Da Prostatite
Esistono prostatiti infettive e non. 
Le infettive sono causate principalmente dalle infezioni delle vie urinarie. Infezioni che possono aggravarsi ulteriormente per via dell’ingrossamento prostatico. In pratica, viene a realizzarsi un vero e proprio circolo vizioso.
Le non infettive sono dovute alla congestione della prostata. Congestione che può essere dovuta a una vita sessuale molto intensa, un lavoro particolarmente sedentario e un eccessivo consumo di alcol.
3. Da Tumore
L’ingrossamento della prostata è irregolare, nodulare, a differenza di ciò che accade in caso di IPB e delle prostatiti. Nel caso in cui il nodulo si formi perifericamente, e quindi distante dall’uretra, la sintomatologia legata alla minzione è molto lieve, se non completamente assente.

Sintomi della prostata ingrossata
L’ingrossamento della prostata, soprattutto se avviene in prossimità dell’uretra, può portare al cosiddetto “prostatismo”, un quadro clinico caratterizzato da svariati sintomi. Quali:
• Stimolo alla minzione frequente, forte e improvviso
• Ripetuti risvegli notturni dovuti alla necessità di urinare
• Flusso urinario ridotto con gocciolamento finale
• Dolore o bruciore
• Sensazione che la vescica non si svuoti completamente
Quando questa situazione si protrae per anni la vescica, costretta a un iperlavoro, tende a sfiancarsi, rendendo la minzione sempre più difficoltosa, se non impossibile. Per questo motivo è necessaria una diagnosi tempestiva che scongiuri un tale peggioramento.

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Le cure
I rimedi contro l’ingrossamento della prostata dipendono dalla patologia che sta alla base del disturbo.

In caso d’ipertrofia prostatica benigna si può intervenire con la terapia:
Farmacologica
Gli alfa bloccanti rilassano i muscoli del collo della vescica, facilitando l’uscita dell’urina.
La finasteride blocca la produzione del diidrotestosterone, uno tra gli ormoni responsabili dell’ingrossamento prostatico.
Chirurgica
Un tipo di cura molto efficace ma con il rischio di effetti collaterali estremamente invalidanti, quali l’incontinenza e l’impotenza.
Di riscaldamento
Il calore viene applicato direttamente sull’uretra tramite l’utilizzo di microonde, evaporazione elettronica o laser.

In caso di prostatite, la cura è differente a seconda che si tratti di una forma infettiva o non infettiva. 
Contro la prostatite infettiva (batterica) si usano gli antibiotici, spesso affiancati da cortisonici e antidolorifici.
Contro la prostatite si utilizzano alfa bloccanti e finasteride.

In caso di carcinoma prostatico il medico, in base alle caratteristiche della neoplasia (diffusione e aggressività) e del paziente (età e quadro clinico generale), può scegliere fra tre differenti approcci terapici:
chirurgica
radioterapia
vigile attesa, ossia il tenere sotto controllo la patologia, e intervenire solo in caso di progressione di quest’ultima.


8 passi per curare la prostata ingrossata naturalmente

La maggior parte degli uomini non ne vogliono parlare, eppure è una componente troppo importante per la salute di ogni uomo per poterla ignorare.

Da 60 anni ormai ben il 90% degli uomini americani (ma anche moltissimi europei) hanno dei problemi di prostata ingrossata almeno una volta nella loro vita.

La cura della prostata è solitamente considerata importante per gli uomini dopo i 50 anni di età, ma negli ultimi anni i problemi che da anche a uomini di 30 o 40 anni sono aumentati notevolmente.

ingrossamento prostataOrmai è scientificamente provato che alcuni fattori come la dieta o fattori ambientali influenzano positivamente o negativamente la salute e l’ingrossamento della prostata.

Non sono fattori da ignorare o da considerare come di secondaria importanza, ma a supporto di un cambio diabitudini alimentari che descrivo nella Guida Prostata In Forma possono esserci d’aiuto alcuni rimedi naturali per correggere e migliorare notevolmente la situazione prima che sia troppo tardi.

Linee guida per la cura naturale della prostata ingrossata:

Sono sempre stato un sostenitore convinto nella ricerca di soluzioni naturali per migliorare la mia salute e quella degli altri e con la prostata ingrossata non faccio di certo eccezione.

Ecco alcuni semplici passi che ogni uomo può implementare ogni giorno per migliorare la salute della sua prostata:

Pianificare un’analisi approfondita della prostata: Avere una valutazione sullo stato di salute della prostata è il primo passo fondamentale da fare per sapere a che punto ti trovi. Ci sono diversi test da fare tra cui un esame digitale rettale e una rilevazione del PSA. Il medico saprà consigliarti anche altri test.

Sei quello che mangi: Come spiego ormai da anni su questo sito, non sottovalutare l’importanza di una dieta sana costituita principalmente da prodotti naturali non processati industrialmente, preferibilmente biologici. Ci sono vari consigli gratuiti sul mio sito per cominciare a cambiare le proprie abitudini per capire di cosa il nostro organismo ha bisogno per curare la prostata ingrossata.

Bocca sana: In bocca ci sono più batteri che in ogni altra parte del corpo…quindi paradossalmente ci scambiamo più malattie con un bacio che a fare altre pratiche sessuali poco ortodosse  . In bocca inoltre spesso sono presenti tossine rilasciate da otturazioni in amalgama (otturazioni in mercurio) che possono avere un effetto profondo sullo stato di salute generale. Cosiglio di fare una visita da un dentista olistico per valutare la tua situazione ed eventualmente rimuovere queste otturazioni. Inoltre è sempre utile praticare una buona igiene orale per il rafforzamento del proprio sistema immunitario.

Ridurre lo stress: La maggior parte delle persone conosce gli effetti dello stress sulla propria salute. Gli scienziati hanno evidenziato la correlazione che c’è tra una cattiva gestione dello stress e della prostata ingrossata. Dovresti cercare di imparare a rilassarti e di alleviare lo stress dalla tu vita con l’EFT (emotional Freedom Techniques) o altre discipline energetiche come lo yoga.

Rilassare i muscoli: Tonificare e rilassare i muscoli e la tensione muscolare possono influire positivamente sulla prostata ingrossata. Un programma di allenamento fisico regolare può migliorare di molto i sintomi e stimolare un atteggiamento mentale positivo oltre che a migliorare l’umore.

Stimolare il sistema linfatico: Il sistema linfatico a differenza del cuore non ha una pompa ed è quindi necessario stimolarlo per fargli compiere correttamente il suo lavoro. Stimolarlo per la rimozione dei rifiuti dal nostro corpo è essenziale per la prostata ingrossata. Un esercizio fisico regolare, un’idratazione corretta e un massaggio linfatico costante possono fare molto per migliorare la situazione.

La pulizia interna del corpo è importante quanto quella esterna. L’accumolo di tossine può avere un effetto devastante sulla salute della prostata. Consiglio di fare dei cicli di prodotti a base di erbe per la depurazione dell’organismo e il cambio graduale delle proprie abitudini alimentari.

Far rinascere l’amore e l’attività sessuale: Una sana attività sessuale di coppia è alla base della salute della prostata. Non a caso gli uomini celibi in età avanzata hanno più problemi degli uomini sposati. Coltivare relazioni affettive può inoltre aiutare molto a ridurre lo stress e donare sensazioni di gioia e pace profonda che poche altre cose riescono a dare.

 

Dolore al fianco: cause e rimedi

Il dolore al fianco, sia destro che sinistro, fa riferimento ad una sensazione dolorosa in un lato del corpo, nella zona situata tra l’addome superiore e la parte posteriore. Molto spesso tutto ciò indica dei problemi renali, specialmente se accompagnato da altri sintomi, come febbre, brividi, sangue nelle urine e minzione frequente. In ogni caso sta al nostro medico di fiducia riuscire ad approntare una precisa diagnosi. A questo scopo si ricorre di solito all’analisi delle urine, all’ecografia, alla citoscopia, alla tc addominale e alla pielografia endovenosa.

Le cause

Lecause del dolore al fiancomolto spesso, oltre a problemi renali, possono essere rappresentate dacalcoli, daartrite spinale,ernia del discoo spasmi muscolari. Può essere interessato anche ilfegato.

Se il disturbo si manifesta soprattutto nella parte sinistra può essere attribuito a delleinfezioni, che possono interessare la vescica, il rene, il colon, l’utero e le vie pieloureterali.

Molte volte è il retto a causare una sintomatologia che, oltre al dolore, comprendediarreao stipsi. In tal caso tutto può essere dovuto alla sindrome del colon irritabile. In ogni caso la presenza nelle feci di elementi come sangue e muco può essere indicativa.

Altre cause possono essere costituite dallecistiti ovaricheo dall’endometrite, un’infiammazione della mucosa dell’utero. Spesso si entra subito in allarme, soprattutto se ci si trova ingravidanzao se si soffre di particolari patologie.

Comunque non bisogna avere paura, perché a volte si potrebbe trattare soltanto di un po’ di meteorismo, di attività ovulatoria, ma, sottoponendosi agli esami specifici, la situazione può essere chiarita.

Può capitare che in particolare l’ovulazione determini dei disturbi, come i dolori al basso ventre, che si possono manifestare anche accompagnati da mal di schiena. Questa situazione può durare da pochi minuti ad alcune ore.

I rimedi

Irimedi per il dolore al fiancoconsistono nel portare avanti una specificaterapiache dipende comunque dalla causa. Con un po’ di riposo e con l’esercizio fisico si può ovviare agli spasmi muscolari.

Se il tutto è dovuto all’artrite spinale sono necessari la terapia fisica e gliantinfiammatori. Gliantibioticisi usano per curare le infezioni renali e in caso di calcoli renali si utilizzano gliantidolorifici.

Bisogna ricordarsi di contattare subito un medico in presenza di un dato quadro sintomatologico, specialmente se il dolore è accompagnato da brividi, febbre, nausea e vomito, se si prolunga nel tempo, se c’è sangue nelle urine.

Fonte: Tantasalute.it

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